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domenica 26 Giugno 2022
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6 rapidi consigli per utilizzare Twitter al meglio.

Nel mondo in cui viviamo, così sovraccarico di informazioni e nel quale siamo sempre connessi, abbiamo davvero bisogno di un account Twitter? Si.

La piattaforma di microblogging fondata nel 2006 da Jack Dorsey non gode in questo momento di grande stima da parte degli internauti poco attenti, ma al suo interno cela certe dinamiche impossibili da trovare negli altri social network, lì dove il concetto di Follow(er) è nato.

Stra-abusata dalla politica e stra-adorata dai commentatori televisivi incalliti, Twitter continua ad avere una forza irraggiungibile nello storytelling del momento.

Sorvolando le fasi in stile tutorial di Salvatore Aranzulla su come muovere i primi passi sul social, arriviamo direttamente a 6 concetti chiave che possono aiutare l’utente a muoversi meglio sulla piattaforma

1. Sintesi

La settimana scorsa è stato lanciato un nuovo grande aggiornamento, quasi epocale: il numero dei caratteri che gli utenti hanno a disposizione nei tweet è raddoppiato, passando da 140 a 280 caratteri; la nuova funzione, che gradualmente verrà introdotta su tutte le versioni della piattaforma, ha diviso gli utenti: i veterani sostengono che così facendo si perde di brevità dei tweet mentre dall’altra parte i Facebook-maniaci logorroici gioiscono. La misura giusta sta nel mezzo: esprimere un concetto chiave, un pensiero, una parola senza arrotondarlo di troppe parole.

2. Hashtag

Un tweet lanciato nell’etere ha poca rilevanza se non è accompagnato da un hashtag (#). La funzione cancelletto permette di categorizzare quello che stiamo dicendo, come se lo inserissimo in un’ipotetica cornice -da qui il termine framing– nella quale il quadro è il topic a cui noi facciamo riferimento nel tweet. Troppi hashtag, al contrario, distolgono l’attenzione dal pensiero espresso, oltre che occupare caratteri.

3. Interagisci

Come tutti i social, anche Twitter lo possiamo immaginare come una rete, i nodi della quale sono gli utenti, messi direttamente al centro dell’azione. Interagire con gli altri utenti non è quindi solo una delle tante dinamiche ma uno dei fondamenti del twitter-verse. Like, RT e commenti aiutano a costruire tutto quello che è detto engagement, crea no legami con gli altri utenti e contribuiscono a fidelizzare il proprio pubblico di followers.

4. L’ironia e il sarcasmo vincono sempre

Su Twitter non c’è sufficiente spazio per chi non capisce il sarcasmo, o difficilmente ride delle proprie sventure. Insomma, quella finta bolla felice e senza pensieri che potete trovare tutti i giorni accedendo a Facebook, su Twitter è la cosa più fuori luogo possibile. I migliori tweet sono quelli ironici, che giocano su aspetti della vita quotidiana o sulla reinterpretazione di affermazioni dette in quella giornata da personaggi pubblici non troppo social. Usate il sarcasmo ma usatelo bene.

5. Se non sai come dirlo, usa le gif.

O le meme. Non importa l’argomento o l’importanza di quello che dici, una gif quasi a caso potrà salvarti sempre da qualsiasi cul-de-sac. I tweet con un contenuto grafico sono più incisivi e arrivano ad un pubblico più ampio rispetto a tweet senza foto o video. La tipologia del file .gif, nato su Tumblr ma poi ampiamente sviluppato sul social del cinguettio (molto prima di Facebook), è un fenomeno in espansione: sempre più persone creano, copiano e condividono immagini in movimento nei loro tweet. Da quando la funzione di aggiunta di gif è stata resa quasi-automatica per tutti direttamente dalla piattaforma grazie alla libreria online di twitter-genereted gif nel momento del componimento del tweet (ed escludendo quindi il lavoro di ricerca delle medesime su Google) non ci sono più scuse; l’importante è sempre non abusarne.

6. Se non sai cosa dire, taci.

Il silenzio è una cosa così sottovalutata, soprattutto su Twitter. La facilità del condividere nel web i propri pensieri ci ha spinti ad avere un’opinione su tutto, a schierarci sempre obbligatoriamente da una parte. Il problema lo si ha nelle situazioni di crisi, quando accade qualcosa di imprevisto nel mondo; succede che viene identificato dagli utenti e dalle autorità un hashtag di riferimento, attraverso cui veicolare aiuti o allarmare persone in situazioni di emergenza; lo abbiamo visto con i fatti di Manchester e con l’hashtag di riferimento per le persone non ancora ritrovate #ManchesterMissing: fin da subito frasi fatte e opinioni non richieste hanno intasato il flusso comunicativo del trend, rendendo complicato per i soccorritori districarsi tra richieste d’aiuto e cazzate fuori luogo. Piuttosto che sproloquiare, taci.

 

A cura di: Matteo Carlino

Nato a Genova 21 anni fa, studio Scienze della Comunicazione in UniTo e sono Rappresentante universitario di PRime Torino, una no-profit universitaria di comunicazione e organizzazione eventi. Amo vivere la città di notte, scattare foto storte e tutto quello che riguarda schermi retroilluminati. Il binge watching di serie tv è la mia religione.

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