Un evento molto particolare, che assume i tratti di un’inedita curiosità e seducente originalità, è quello che si sta tenendo presso le Gallerie della Moda e del Costume in Palazzo Pitti a Firenze dal 17/12/2019 al 19/04/2020. La mostra narra la storia di un “semplice” accessorio, non più visto come un dettaglio dell’abbigliamento ma trattato quale oggetto avente propria valenza e personalità: la scarpa. 

 

La scarpa, più che un semplice accessorio

Curata da Camin, Chiarelli e Paolucci e intitolata Ai piedi degli dei. L’arte della calzatura tra antica Roma, cinema colossal e moda contemporanea”, la rassegna ci invita a riflettere sul ruolo centrale che la scarpa ha rivestito nel passaggio dell’uomo da animale a essere evoluto. Lo stesso direttore degli Uffizi ha sostenuto al riguardo:

I piedi, autentici protagonisti di questo salto evolutivo, erano arti preziosi che al pari e forse più delle mani andavano accuratamente protetti. Le scarpe furono senz’altro fra i primi indumenti ad essere stati pensati e creati dall’Uomo per difendere e, se possibile, accrescere esponenzialmente il suo speciale potere che lo distingueva dagli altri animali: camminare.

Queste considerazioni ci spiegano quindi che la scarpa non ha mai avuto il ruolo di semplice accessorio del vestiario, bensì quello di vero e proprio protagonista della storia della cultura e della civilizzazione.

La mostra ci narra anche che sin dall’antichità le calzature sono state indicative dello status civile, andando a definire parametri quali sesso, condizione economica, posizione sociale. Nel mondo greco, ad esempio, il ceto di appartenenza di una persona si distingueva in base all’altezza delle suole, ai colori e alle decorazioni delle calzature indossate. Racconta il curatore Paolucci:

La scarpa non è soltanto un accessorio e questo concetto era ben chiaro già agli antichi. Platone, ad esempio, non esitava a definire l’arte del calzolaio una vera e propria scienza. Con la sua foggia o i suoi colori, questo indumento raccontava tutto della persona che le indossava. Quel che è stato sempre considerato un semplice dettaglio del vestiario, diviene ora il protagonista di un’esposizione, il cui fine è proprio quello di restituire alla scarpa il suo ruolo di prezioso documento del gusto e della tecnica del mondo greco-romano.

Ma c’è di più. L’Uomo nel tempo ha voluto riversare nelle calzature un riflesso di principi di armonia e simmetria che governavano il gusto classico. La scarpa divenne così opera d’arte, un oggetto plasmato più per esigenze estetiche che pratiche.

 

La mostra

Attraverso ben 80 opere viene presentata ai visitatori la storiografia della calzatura dal mondo classico a quello contemporaneo, legati dal fil rouge di una vera e propria passeggiata tra robusti calzari di militi romani, seducenti sandali di cortigiane greche e raffinati calzari dell’aristocrazia romana. Per arrivare, infine, alla incredibile varietà di scarpe indossate dalle star dei nostri giorni. Talvolta, ispirate al mondo antico, come quelle portate da Heston in Ben Hur, da Crowe ne Il Gladiatore, da Farrell in Alexander o ancora da Ustinov in Quo vadis?.

La mostra si presenta ricca di dettagli e curiosità. Come i sandali delle cortigiane greche, che recavano sul lato inferiore della suola dei chiodini disposti in maniera tale da lasciare sul terreno un’impronta con la scritta “seguimi”.

Nelle sale sono esposti tipi di scarpe utilizzate nel periodo compreso fra il V secolo a.C. e il IV d.C, rinvenute in contesti archeologici dell’Europa del nord, considerati dei veri e propri forzieri della calzatura per il gran numero di esemplari ritrovati – ben 7.000 paia – accanto a raffigurazioni su rilievi o su vasi, statue, ceramiche e stele che completano il sito.

Visitando la mostra si evincono anche i forti legami che la scarpa intrattiene ancora oggi con la società odierna soprattutto per quanto riguarda il fashion style e il mondo del cinema.

Come giusta conclusione di questo excursus, viene presentato al visitatore il video di Adavita Film per illustrare ai visitatori l’affascinante riproduzione artigianale di una scarpa in perfetto stile antico.


A cura di Azzurra Tasselli

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Azzurra Tasselli

Azzurra Tasselli

Mi presento: mi chiamo Tasselli Azzurra, ho un diploma Magistrale conseguito alla Giovanni Pascoli, dove ho frequentato per 5 anni il liceo socio-psico-pedagogico. Dopodichè mi sono laureata in Filosofia, indirizzo Filosofia Morale, al Pellegrino in via Bolognese (facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze). Attualmente lavoro al C.S.E Il Totem e alla biblioteca delle Oblate a titolo di inserimento socio-terapeutico.
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Azzurra Tasselli

Mi presento: mi chiamo Tasselli Azzurra, ho un diploma Magistrale conseguito alla Giovanni Pascoli, dove ho frequentato per 5 anni il liceo socio-psico-pedagogico. Dopodichè mi sono laureata in Filosofia, indirizzo Filosofia Morale, al Pellegrino in via Bolognese (facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze). Attualmente lavoro al C.S.E Il Totem e alla biblioteca delle Oblate a titolo di inserimento socio-terapeutico.
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