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mercoledì 8 Dicembre 2021
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Benvenuti, signori e signore, nell’età del Terrore.

Di Pierdomenico Bortune

 Da Parigi a Torino, da Bruxelles a Berlino: benvenuti, signori e signore, nell’età del Terrore.

Tutto, o quasi, ha inizio il 13 novembre di un anno e mezzo fa, a Parigi. Da quel momento gli attacchi terroristici sul suolo francese (ed europeo), tra azioni coordinate e lupi solitari, non si contano più.

Ecco perché, come promesso in campagna elettorale, Emmanuel Macron annuncia la creazione di una Task Force contro il terrorismo che ha il sapore dello stato d’emergenza permanente. Che senso avrebbe, del resto, continuare a prorogarne la scadenza ogni volta? Il rischio e la paura in Francia come in Europa sono oggi la regola e non l’eccezione.

Così le democrazie si attrezzano e modificano qualche regola, cercano più fondi per la sicurezza e li trovano senza troppe difficoltà. Centro Nazionale del Contro-terrorismo è il nome della struttura voluta dal nuovo inquilino dell’Eliseo. Al timone del Centro nazionale ci sarà Pierre de Bousquet de Florian, ex capo servizi segreti, che risponderà del suo operato direttamente a Macron.

“Quanti poteri nelle mani di una sola persona!”, si sarebbe detto in altri tempi. Ci si sarebbe chiesti, forse, se sia un bene, per un regime democratico, che lo stato di emergenza diventi appunto la regola. Ma nell’età del Terrore queste sono misure ben accette e quasi dovute.

La Task Force sarà operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e sarà composta almeno inizialmente da una ventina di analisti con la principale e fondamentale funzione di coordinare le attività dei servizi segreti francesi. Il team sarà infatti inserito nel già esistente Coordinamento nazionale dell’Informazione.

All’efficace coordinamento del terrore su scala internazionale da parte di Daesh quindi, lo stato francese prova ad opporre un maggiore coordinamento dell’informazione.

Coordinamento che Macron vorrebbe anche a livello europeo. E come dargli torto? Guardando alle vicende di uno degli attentatori del London Bridge, l’italo-marocchino Youssef Zhagba, si può capire come ci siano difficoltà oggettive nello scambio di informazioni tra i diversi paesi all’interno della regione europea. Difficoltà che costano vite umane.

Raccogliere dati e informazioni non basta quindi; bisogna coordinare e collegare tutto: tra regioni di uno stesso Paese e tra Paesi di una stessa regione. E bisogna farlo con mezzi e uomini adeguati, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Benvenuti, signore e signori, nell’età del Terrore, dove qualcuno ci osserva e scambia informazioni che ci riguardano h 24 e 7/7. E noi ne siamo più che contenti.

 

Pierdomenico Bortune
"Il racconto è presente in tutti i tempi, in tutti i luoghi, in tutte le società; il racconto comincia con la storia stessa dell'umanità; non esiste, non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti." R. Barthes 

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