Podcast di Lilli Cor
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La decarbonizzazione e la blockchain sono due temi che occupano da diversi anni le prime pagine dei giornali. Da una parte, la necessità di ridurre le emissioni di CO2 con l’auspicio di tornare ai livelli degli anni ’90, aumentando l’utilizzo di fonti rinnovabili. Dall’altra, la veloce avanzata di nuove tecnologie, volte a semplificare e migliorare la vita dell’uomo. La blockchain non è entrata in punta di piedi nei dibattiti attuali, anzi si è presentata come “disruptive innovation”: una nuova tecnologia in grado di aprire mercati di nicchia, crearne di nuovi e nuovo valore.

 

Blockchain: una nuova tecnologia per le energie rinnovabili

Decarbonizzazione e digitalizzazione sono due aspetti che non possono non interessare il mercato dell’energia elettrica. Oltre a rappresentare un beneficio per l’ambiente, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili risulta essere conveniente anche per i consumatori di elettricità, dal momento che ha un costo marginale vicino allo zero. La blockchain, una delle più rivoluzionarie e innovative tecnologie degli ultimi anni, si pone come possibile soluzione alla già inesorabile modificazione del settore elettrico, volto ormai alla decentralizzazione e all’avanzata delle fonti rinnovabili.

La blockchain si presenta come un “sistema di registri distribuiti”, in cui i partecipanti possono osservare ogni transazione che avviene all’interno della piattaforma. Ogni punto in cui sono raccolti gli stessi dati – definito nodo – prima di trovare attuazione deve essere approvato da tutti gli utenti, senza la necessaria presenza di un intermediario. Una volta che si concretizza il processo di validazione, si crea un nuovo blocco, permanente ed immodificabile, protetto da un sistema crittografico.

A partire dalla sua definizione, la blockchain si pone come soluzione ad un mercato decentralizzato proprio perché la validazione dei blocchi e l’approvazione delle azioni avviene senza il consenso di una terza parte centrale. La catena dei blocchi è inoltre fonte di stabilità, in quanto protetta da chiavi crittografiche, e simbolo di trasparenza, poiché tutte le transazioni che avvengono all’interno della piattaforma sono visibili a tutti i partecipanti. Le caratteristiche di trasparenza, stabilità e decentralizzazione, grazie agli scambi peer-to-peer, rendono la blockchain uno strumento essenziale per la trasformazione che il mercato elettrico si trova ad affrontare. Essa va a in particolare definire una nuova figura di utente: il prosumer, consumatore e produttore di elettricità verde.

Ciò che il mercato elettrico pervaso delle rinnovabili infatti chiede è la trasparenza e la garanzia che l’elettricità che si sta scambiando, vendendo o acquistando provenga da una fonte rinnovabile. Non solo; che siano palesi le transazioni che hanno luogo tra i partecipanti (transazioni peer-to-peer) e soprattutto viene richiesta una piattaforma che possa mettere in contatto diretto consumatori e produttori, senza la presenza di un intermediario centrale. Ai partecipanti viene fornita la possibilità di scambiare fra loro energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate e garantite ad un prezzo inferiore a quello delle fonti fossili, poiché ogni transazione avviene in assenza delle utilities che gestiscono il servizio.

 

Come la blockchain può condurre alla decarbonizzazione

Attraverso un sistema basato sulla blockchain si può quindi ideare una nuova architettura di incentivi per le rinnovabili, che vanno oltre quelli attualmente in essere. Saranno basati su un premio in criptovalute, quali SolarCoin o NRGcoin, per la produzione e l’acquisto di energia elettrica decarbonizzata. Nel primo caso, ogni ricompensa corrisponde all’aver prodotto una quantità di energia elettrica decarbonizzata tale da alimentare una casa per un mese. Chiunque produca energia elettrica a partire da una fonte di energia solare, evitando così le emissioni di CO2, può ricevere solarcoins. Nel secondo esempio, l’intervento è a base residenziale e fondato su “smart contracts” che ricompensano i prosumers per la loro azione di iniettare nel mercato energia elettrica pulita e renderla economicamente tanto vantaggiosa per i consumatori da spingerli ad acquistarla al posto di quella proveniente da una fonte fossile. Concretamente, i principali vantaggi che possono derivare dalla digitalizzazione sono la certezza della provenienza da fonte rinnovabile, la convenienza del prezzo in assenza di intermediario e la possibilità di incentivare gli scambi tra piccoli produttori e consumatori.

Blockchain e mercato elettrico: benefici possibili o reali?

L’implementazione della blockchain nel mercato elettrico è ormai una realtà che va oltre una mera elencazione di possibili benefici.

Per quanto riguarda la riduzione del prezzo dell’elettricità, la blockchain Enerchain – ideata da Ponton e a cui hanno aderito Enel, E-On ed altre grandi utilities europee – ha provato che è possibile attraverso questa nuova tecnologia coinvolgere anche i piccoli produttori locali all’interno del mercato elettrico, proponendo costi bassi di partecipazione e garantendo sistemi di rete distribuiti.

Un altro caso di applicazione prende invece in considerazione la possibilità di certificare che l’elettricità che si sta acquistando sia effettivamente elettricità decarbonizzata. La blockchain di Iberdrola è stata implementata con l’intento di tenere traccia del flusso di elettricità, dalla sorgente al consumatore finale, in modo tale da garantirne la qualità attraverso il monitoraggio di tutte le fasi dello scambio.

Infine, anche il ruolo del prosumer è ormai ampliamente testato con successo. Come a Brooklyn, dove la presenza di una micro-grid fisica ha permesso la riduzione dell’impatto dei malfunzionamenti di rete grazie al completo controllo dell’offerta di elettricità da parte della comunità. Un mercato elettrico locale, gestito dalla tecnologia blockchain, nel quale i membri della comunità possono scambiare tra di loro l’energia elettrica prodotta localmente attraverso un sistema peer-to-peer. L’obiettivo è quello di evitare congestioni e mancate forniture. La micro-grid di Brooklyn sottolinea pertanto l’importanza del ruolo svolto dal prosumer. Avendo la possibilità di vendere l’elettricità prodotta in eccesso, la blockchain diventa strumento di efficienza energetica.

In conclusione, la convenienza dell’elettricità da fonte rinnovabile, insieme alle possibilità di risparmio ulteriore fornite dalla blockchain, possono accelerare notevolmente il processo di transizione energetica verso la produzione di energia elettrica pulita ed aprire a un futuro in cui la digitalizzazione sia alla base della decarbonizzazione.


A cura di Cecilia Bottoni

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Cecilia Bottoni

Cecilia Bottoni

Classe 1995, nata e cresciuta nelle Marche ma in viaggio in giro per l'Europa fin dalla tenera età. Dopo la laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì, ho proseguito gli studi laureandomi alla magistrale in Istituzioni e Mercato all'Università di Firenze. Sono un'avida lettrice e sempre pronta per un nuovo viaggio. Attualmente sono a Budapest per l'erasmus traineeship presso la ONG EuCham.
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Cecilia Bottoni

Classe 1995, nata e cresciuta nelle Marche ma in viaggio in giro per l'Europa fin dalla tenera età. Dopo la laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì, ho proseguito gli studi laureandomi alla magistrale in Istituzioni e Mercato all'Università di Firenze. Sono un'avida lettrice e sempre pronta per un nuovo viaggio. Attualmente sono a Budapest per l'erasmus traineeship presso la ONG EuCham.
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