In Brasile, dopo mesi di serrata campagna elettorale il leader di estrema destra Jair Bolsonaro, ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con il 46,27% dei voti. Il prossimo 28 ottobre assisteremo quindi al ballottaggio, dove Bolsonaro affronterà Fernando Haddad, erede politico di Lula e massimo esponente del P.T. (Partito dei Lavoratori), che ha raccolto 28,95% dei voti.

Il secondo turno

La mancata vittoria al primo turno, ha irritato Jair Bolsonaro a tal punto da denunciare brogli elettorali. È in questo clima di tensione che si colloca il prossimo fondamentale ostacolo verso il secondo turno, ovvero il confronto televisivo con Haddad. Sembra lecito domandarsi cosa sceglierà di fare Bolsonaro: rinchiudersi nella sua lussuosa fortezza-appartamento di Rio, nascondendosi dietro la convalescenza di un attentato che ha il sapore di un rischio quasi calcolato (simile, per certi, versi al famoso “attentato” della statuetta subito da Silvio Berlusconi) oppure affrontare il nemico a viso aperto, forte dei risultati che lo vedono comunque in netto vantaggio?

Venti di destra

In ogni caso i risultati delle elezioni rivelano una situazione politica in netto cambiamento rispetto agli anni di Lula da Silva. Il Brasile sta cambiando rotta e sembra in procinto di virare tutto a destra. Se Bolsonaro riportasse la vittoria anche nel secondo turno, il nuovo Presidente del Brasile sarebbe anche e soprattutto un ex capitano dell’esercito, noto – oltre che per una malcelata nostalgia per il regime militare – per affermazioni misogine, omofobe e razziste. Vi ricorda qualcuno?

Il Trump brasiliano 

I mass media anglofoni lo hanno definito il Trump brasiliano. La dilagante corruzione, l’irrefrenabile recessione e il tasso crescente di violenza e criminalità hanno favorito l’ascesa di un personaggio politico discutibile come Bolsonaro. La maggior parte dei brasiliani sembra non cogliere le criticità del possibile futuro leader del paese che, soprattutto agli occhi dell’opinione internazionale, risulta controverso e pericolosamente simile a Trump nel modo di fare politica. 

Entrambi i leader, per esempio, si affidano a un uso massiccio dei social media per comunicare idee e decisioni politiche; entrambi condividono l’intento di rendere il proprio paese “Great Again”. Entrambi sono apertamente favorevoli all’aumento della circolazione delle armi da fuoco, con il pretesto di procurare più sicurezza per i propri cittadini; parliamo della possibilità di portare le armi in pubblico e usarle con meno restrizioni del passato. Inoltre Bolsonaro si dice favorevole alla reintroduzione della pena di morte. Anche per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente entrambi i leader condividono posizioni fortemente scettiche nei confronti della ricerca scientifica. Bolsonaro ha dichiarato di voler ritirare l’adesione del Brasile all’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Bolsonaro: la carta anti-Cina di Trump?  

Anche se per il momento Trump sembra non tener conto delle opportunità presentate da questo cambio di rotta politico – come successo del resto anche in Argentina, Cile, Perù e Colombia –  ciò potrebbe rivelarsi fondamentali nel braccio di ferro economico tra Washington e Pechino. Negli ultimi 13 anni la Cina ha investito in America Latina circa 150 miliardi di dollari, impegnandosi a fornire liquidità in particolar modo nel canale di Nicaragua (possibile e valida alternativa a quello di Panama) e nella ferrovia che dovrebbe collegare la costa atlantica Brasiliana a quella pacifica del Perù. Mentre Pechino ha investito nel sud America vedendo una grande opportunità, Washington ha smesso di aiutare l’intera regione lasciando così carta bianca alla Cina che è diventata partner commerciale principale di molti paesi dell’area. Bolsonaro potrebbe essere la migliore carta anti – Cina di Trump, oltre che suo alter-ego tropicale.

Il destino di Jair Bolsonaro e del Brasile

Qual’è quindi il destino di Jair Bolsonaro? Essere il Presidente del Brasile e il nuovo Trump dei Tropici? Essere la chiave anti-Cina di Trump nella regione sudamericana? Se considerata singolarmente, la vittoria di Bolsonaro alle presidenziali brasiliane non conta molto. Ciò che è rilevante, dal punto di vista geopolitico e non solo, è che un altro paese del Sud America è attraversato – e scopriremo presto se anche conquistato – da forti venti conservatori. Appuntamento al 28 ottobre per le risposte.


A cura di:  Chiara Campanaro

The following two tabs change content below.
Chiara Campanaro

Chiara Campanaro

Sono nata e cresciuta nell'affascinante città sabauda. Il desiderio di conoscere il più possibile e di migliorare le mie potenzialità mi ha portata a diplomarmi al liceo classico dove ho avuto l'opportunità di avvicinarmi al mondo del giornalismo, della radiofonia, della televisione e del marketing pubblicitario. Successivamente ho deciso di proseguire i miei studi dedicandomi alla politica e al suo aspetto più internazionale. Infatti, Attualmente, sono una laureanda in scienze internazionali presso l'Università degli studi di Torino. La mia passione per le relazioni internazionali mi ha permesso di diventare anche una redattrice per Bridging China dove mi occupo prevalentemente di relazioni internazionali e business tra Cina ed Italia. Sono una persona eclettica, entusiasta della vita ma forse un po' riservata. Scrivere mi aiuta ad inquadrare la realtà che mi circonda e a trovare un ordine in questo caos dell'era multimediale.
author

Chiara Campanaro

Sono nata e cresciuta nell'affascinante città sabauda. Il desiderio di conoscere il più possibile e di migliorare le mie potenzialità mi ha portata a diplomarmi al liceo classico dove ho avuto l'opportunità di avvicinarmi al mondo del giornalismo, della radiofonia, della televisione e del marketing pubblicitario. Successivamente ho deciso di proseguire i miei studi dedicandomi alla politica e al suo aspetto più internazionale. Infatti, Attualmente, sono una laureanda in scienze internazionali presso l'Università degli studi di Torino. La mia passione per le relazioni internazionali mi ha permesso di diventare anche una redattrice per Bridging China dove mi occupo prevalentemente di relazioni internazionali e business tra Cina ed Italia. Sono una persona eclettica, entusiasta della vita ma forse un po' riservata. Scrivere mi aiuta ad inquadrare la realtà che mi circonda e a trovare un ordine in questo caos dell'era multimediale.
Show Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *