Parliamo spesso di Ungheria ultimamente. Orban, il muro anti-immigrati, il sovranismo… Ma come insegna la filosofia dello yng-yang, dietro ogni oscurità c’è una luce che brilla. La luce dell’Ungheria, in questo caso, è quella della sua meravigliosa capitale: Budapest.

Che cosa sappiamo di Budapest? La maggior parte di noi saprà forse che è una città divisa in due dal fiume Danubio, che separa quelle che un tempo erano due città separate: Buda e Pest. La prima, collinare, è oggi la parte più meramente residenziale della capitale. Mentre è nella sua parte più pianeggiante e estesa, Pest, che si sviluppa il centro storico, nonché le principali attrazioni turistiche e la zona della movida.

Ma la Budapest che voglio raccontare non è la Budapest dei libri di storia, di Wikipedia o delle guide turistiche (non starò quindi a parlarvi di terme, ponti, chiese e mercati), ma la città che ho potuto vedere e “toccare” di persona. E che forse più di ogni altro luogo visitato finora, almeno in Europa, mi ha affascinato.

Un ponte tra culture, tra antico e moderno

Budapest: la città eclettica! Passato e futuro si fondono con grande armonia in ogni dove.

Un esempio sui tutti; i trasporti. Al di là dell’efficienza, che è di casa, prendiamo il sistema metropolitano. La M1, ovvero la prima e ormai antica linea di metro, viaggia appena sotto il manto stradale con vagoni che, a primo impatto, potrebbero apparire a mero scopo turistico e folkloristico, tanto sono datati e, al contempo, assolutamente ben tenuti. Chissà quanti metri più in basso – ma parecchi! – sfrecciano invece le nuovissime linee 2, 3 e 4, dotate di treni moderni e tecnologici.

Un semplice cambio di linea regala dunque al passeggero (soprattutto al passeggero turista) l’affascinante esperienza di un curioso passaggio tra ieri e oggi.

Ma l’eclettismo della capitale ungherese si realizza anche nella perfetta commistione architettonica tra culture e tradizioni differenti. Perché sì, al contrario del messaggio che oggi l’Ungheria regala di sé al mondo, la sua storia è il prodotto di un incontro secolare tra culture. Certo, l’impronta del Cristianesimo è evidente e marcatamente vistosa. Si prenda un elemento: la cupola. In Italia, la cupola ha un significato preciso per chi la osserva: vuol dire chiesa. “Dove c’è cupola c’è chiesa”, potremmo dire parafrasando lo spot di una nota marca italiana di pasta. A Budapest, non è così; le cupole sono ovunque! Ma il riferimento al cristianesimo rimane ovviamente immutato. Sono ovunque proprio perché rappresentano un simbolo religioso.

Per giustificare l’eclettismo architettonico della città, basta citare quattro edifici del centro:

  1. il Museo di arte antica – stile greco-romano
  2. il Parlamento – stile gotico
  3. la Sala concerti – stile bizantino
  4. la Sinagoga – stile ebraico

 

Il Museo di arte antica

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Parlamento ungherese

 

 

La sala concerti

La sinagoga

Il Parlamento

Sì, lo ammetto, soffro di un’ossessione demo-politico-istituzionale. Quando vado in visita in una capitale non posso esimermi dal visitarne il Parlamento (nonché, se possibile, ogni altra sede istituzionale di rilevanza, come il Palazzo del Governo e della Presidenza). A mia difesa, posso dire che la scelta è sempre stata azzeccata e, pertanto, la consiglio! I palazzi istituzionali sono infatti generalmente sedi prestigiose, con un forte fascino storico ed architettonico (se passate da Lubiana fate passo però… Scusate, amici sloveni).

Tutto questo per dire che, a Budapest, non è necessario soffrire della mia stessa ossessione: il Parlamento è tappa turistica obbligata e consigliata da qualsiasi guida. Dirò di più; è il simbolo della città, la principale attrazione, il monumento per eccellenza!

Le visite al Parlamento ungherese sono obbligatoriamente guidate, con orari prestabiliti, disponibili in ben 14 lingue, parlate in prima persona dalle stesse guide.

Se lo si osserva dall’esterno, l’edificio sorge su un’ampia piazza, difronte al Danubio, in tutta la sua maestosità, sviluppandosi in verticale grazie all’effetto delle meravigliose guglie gotiche che ne cospargono la superficie e in orizzontale, per effetto della sua pianta. Quest’ultima, infatti, si caratterizza per una sezione centrale sovrastata dalla cupola (la cupola!) e due ali laterali esattamente identiche e perfettamente simmetriche, al termine delle quali si trovano due aule ad emiciclo, anch’esse delle medesime dimensioni, realizzate in legno, con un’unica differenza, il colore della tappezzeria: rosso in un caso, celeste nell’altro.

In origine, infatti, il Parlamento ungherese presentava due aule parlamentari: la Camera alta e la Camera bassa. Oggi la costituzione lo sancisce invece come organo monocamerale e, pertanto, solo un’aula continua a svolgere la sua funzione, mentre l’altra, adibita a sala-conferenze, è l’unica visitabile.

La guida italiana, una simpatica signora ungherese sulla sessantina con un fluido italiano privo di articoli, guida i turisti in un tour dettagliato e ricco di informazioni di circa 45 minuti lungo tutto il palazzo. Che dire, davvero mozzafiato! Più che un Parlamento ricorda un palazzo reale o una chiesa sfarzosa…

Tra le curiosità dette dalla guida durante il tour si annoverano:

Per questo palazzo fu creato un sistema di riscaldamento che era forse il primo d’Europa

e

Un tempo l’Ungheria era enorme! (tono malinconico) Come potete vedere nello stemma in alto, vi sono raffigurate le effigi di tanti territori che oggi non appartengono più all’Ungheria e dei quali sentiamo una grande mancanza…

Sì… Proseguiamo il giro della città, va!

Scalinata di ingresso al Parlamento ungherese

 

L’unica aula visitabile del Parlamento ungherese

La Sinagoga

L’edificio, che già di per sé a primo impatto attira l’attenzione per la maestosità e il fascino, è tra l’altro custode di alcuni record e peculiarità:

  1. La più grande sinagoga d’Europa
  2. La seconda più grande sinagoga del mondo, dopo quella di New York (pensavate fosse in Israele eh…)
  3. Uno dei rarissimi esempi in Europa di sinagoga non ortodossa

 

Pur sapendo che la maggior parte dei lettori conosce perfettamente cosa distingue una sinagoga ortodossa da una non ortodossa, mi vedo costretto a fornire una breve delucidazione sul tema per i pochissimi che lo ignorano.

Le sinagoghe ortodosse hanno al loro interno quello che potremmo definire un “altare”, con sopra il libro sacro Torah, posto al centro dell’edificio. Tutt’intorno, i banchi dei fedeli sono disposti a raggiera e guardano verso il centro.

Diversamente, le sinagoghe non ortodosse hanno una pianta interna speculare a quella di una chiesa: altare in fondo e banchi dei fedeli che guardano verso quel lato dell’edificio.

Ancora più interessante è forse il perché la sinagoga di Budapest non sia stata edificata secondo lo stile ortodosso. La risposta è che la comunità ebraica del tempo, acquisito il terreno nel centro della città per edificarvi il proprio tempio, scelse di costruirlo il più simile possibile a una chiesa, con l’intento di integrarsi maggiormente con la popolazione della città a maggioranza cristiana.

 

Pillole e curiosità

Nel tragitto che collega il Parlamento alla Sinagoga, prima di incrociare la famosa Basilica di Santo Stefano, trovate un giardino pubblico dal nome corto e semplice: Szabadság tér. A un’estremità, accanto a una fontana, si trova un monumento alle vittime ungheresi della Seconda Guerra Mondiale inondato di fogli, volantini, immagini, testi in tutte le lingue dove si sostiene che, differentemente da quanto le autorità ungheresi sostengono, gran parte dei crimini contro gli ungheresi non furono compiuti da russi o tedeschi, ma da ungheresi comunisti e ungheresi nazisti! Che dire; sorprende che in un paese non certo tra i più liberi, simili critiche aperte ed esplicite al potere siano mantenute – è proprio il caso di dirlo – in pubblica piazza!

Gli ungheresi sono in media cortesi e accoglienti. Ma stati attenti. In tanti, nei ristoranti soprattutto, fanno i furbetti!

 

In media, si mangia bene. Imperdibile il gulasch con il contorno di pasta!

Sì… avete letto bene: CONTORNO DI PASTA!

Gulasch con contorno di pasta

Evidentemente le strade sono troppo piccole, o le auto troppo grandi, per cui hanno deciso di portare le strisce dei parcheggi per le macchine fin sopra i marciapiedi!

In tanti, tantissimi, parlano italiano. E nemmeno male! In alternativa, potete sempre parlare inglese o imparare un po’ di ungherese, che è universalmente riconosciuta come una delle lingue più semplici esisten… AHAHAHAHAHAHA

Scusate, sto scherzando ovviamente. L’ungherese è una lingua ai limiti dell’impossibile per un italiano. Si consideri che non appartiene neppure alla grande famiglia delle lingue indoeuropee. Paradossalmente, sappiatelo, l’italiano ha più affinità col persiano e l’hindi che con l’ungherese!

Anche per i meno appassionati di semantica, qualche esempio potrà risultare simpatico:

  • ITALIA si dice OLASZORSZAG
  • ITALIANO si dice OLASZ
  • RUSSIA si dice OROSZORSZAG
  • RUSSO sì dice OROSZ

 

Pensavo come ultima cosa di invitarvi ad andare allo zoo. Perché? Perché vi si trovano specie e esemplari che difficilmente si vedono da altre parti. Come i cuccioli di zebra, giraffa e elefante asiatico. Ma, soprattutto, come il bradipo (!!!) e il maiale-pecora (!!!!!!).

Il mitico “maialecora” o “pecorale”

Infine, come non tornare da un simile meraviglioso viaggio in questa città affascinante con un gadget del calibro di una bottiglietta di acqua minerale a marchio ASSE DEI PAESI DI VISEGRAD?! Acquistabile presso tutti i distributori automatici della città!

Paesi del cosiddetto Asse di Visegrad: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria

A cura di Samuele Nannoni
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Samuele Nannoni

Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Attualmente lavoro nella Event Division di un'azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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Samuele Nannoni

Sono nato a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato alla triennale di Scienze Politiche a Firenze e alla magistrale di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Attualmente lavoro nella Event Division di un'azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili. Sono una persona solare e positiva, ottimista il più delle volte. Amo la natura e gli animali; non sopporto il politically correct. Mi piace andare controcorrente, scavare a fondo nelle questioni, mantenendo vivo il più possibile il mio spirito critico. Sono il fondatore e direttore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica Organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica da affiancare alle elezioni per la composizione di organi collegiali, ovvero Assemblee legislative.
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