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sabato 23 Ottobre 2021
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“CEOs vs Workers”. Cosa ci insegna l’evento lanciato da Bernie Sanders

Bernie Sanders, sfidante di Hilary Clinton alle primarie del Partito Democratico nel 2016, ha ospitato lunedì scorso un Town Hall meeting (pratica con la quale i politici incontrano la loro “base”) in diretta YouTube con cinque lavoratori ignobilmente sfruttati. Per quanto la loro possa essere una sofferenza profondamente intima e personale, tale condizione è condivisa in modo pressoché analogo da altre decine di milioni di statunitensi.

Le quattro donne e l’uomo invitati lavoravano rispettivamente per Amazon, American Airlines, Disney, McDonald’s e Walmart. Gli operai sedevano su un lato del palcoscenico, mentre dall’altra parte vi erano cinque sedie vuote, ciascuna con il nome di un amministratore delegato assente.

Sanders aveva invitato i dirigenti a partecipare alla discussione, ma nessuno ha accettato la proposta. “Immagino che non si presenteranno” esordisce Sanders, indicando le sedie vuote. “Abbiamo fatto uno sforzo sincero, perché penso che sarebbe stata un’occasione straordinaria per i CEOs per difendere il tipo di compenso che ottengono rispetto alle persone che lavorano per loro.”

Il senatore del Vermont ha aperto l’evento chiedendo ai lavoratori di descrivere le loro condizioni di lavoro e di vita.

Storie di miseria e rassegnazione

Siamo a corto di personale, oppressi di lavoro e ci mancano di rispetto“, ha dichiarato Cynthia Murray, che ha lavorato per diciotto anni a Walmart. La donna ha parlato di molestie da parte dei manager e di lavoratori che impiegavano un’ora a piedi per arrivare al negozio, dal momento che non potevano permettersi il viaggio in autobus.

Un anno, ha raccontato Cynthia, la società ha organizzato scatole di raccolta per i suoi dipendenti, per permettere che si donassero cibo l’un altro prima delle vacanze natalizie. Sanders non riusciva a capacitarsi di come in una società di proprietà di una delle famiglie più ricche del mondo i lavoratori fossero costretti a raccogliere il cibo per sfamare altri lavoratori. La catena Walmart, multinazionale della vendita al dettaglio fondata nel 1962 da Sam Walton, nel 2015 ha fatturato 485 miliardi di dollari. Il patrimonio degli eredi della famiglia Walton è stimato intorno ai 150 miliardi di dollari.

Artemis Bell, lavoratrice Disney da sette anni, ha detto a Sanders di guadagnare 11,86 dollari l’ora. “Come vivono le persone a 11,86 dollari l’ora?” Ha domandato Bernie. Non lo facciamo proprio“, ha risposto la donna. “Lo facciamo a malapena, anche quando abbiamo più coinquilini che camere da letto.” Bell ha raccontato la storia di un collega che morì dormendo nella sua auto, dopo aver lavorato per Disney sei giorni alla settimana per dieci anni. E qui Sanders ha ricordato che la Disney ha predisposto una buona uscita per Bob Iger (l’attuale CEO) pari a 423 milioni di dollari.

Lavorare per ritrovarsi sull’orlo del suicidio

Prende poi la parola Seth King, lavoratore Amazon. Racconta di essere stato inizialmente attratto dall’azienda fondata da Jeff Bezos per alcuni benefici promessi ai dipendenti, ma ben presto si è reso conto che il modello di business aziendale era tutt’altro che basato sul “benessere” dei propri lavoratori.

King ha descritto un ambiente di lavoro nel quale ai dipendenti non era permesso parlare tra loro, dove ogni movimento era tracciato e le prestazioni erano quotidianamente valutate secondo standard irrealizzabili. Pur essendo un giovane reduce della Marina, il ragazzo ha affermato che perfino nelle giornate in cui riteneva di aver avuto elevate performance non riusciva comunque a realizzare il 20% circa degli obiettivi richiesti.

L’ambiente è estremamente isolato e deprimente“, ha detto, facendo notare che il suo luogo di lavoro era del tutto privo di finestre. King si è trovato costretto a svolgere un altro lavoro perché ciò che guadagnava ad Amazon non gli bastava per vivere dignitosamente. È arrivato al punto da chiedersi: “Se questo è il meglio che posso ottenere dalla mia esistenza, perché sono ancora qui?” I suoi pensieri suicidi alla fine l’hanno spinto a lasciare Amazon e non la propria vita, per fortuna.

Dopo qualche istante di silenzio, Sanders ha aggiunto: “Questa è una società di proprietà di una persona la cui ricchezza aumenta di 275 milioni di dollari ogni singolo giorno” (verificando differenti fonti mediamente si stima che Bezos guadagni 59 mila dollari al minuto, circa 85 milioni al giorno).

I lavoratori come prodotto usa e getta

Le persone in un certo senso sono usa e getta“, ha detto Sanders. “Facciamo lavorare qualcuno fino al punto di non ritorno. Poi ce ne sbarazziamo e facciamo entrare qualcun altro. In quest’ottica le persone non sono rispettate, ma solamente nutrite. Questa cultura economica ci fa sentire a nostro agio? Io credo che la maggior parte degli americani non lo sia.

Marx e la lotta di classe appaiono miraggi di un’epoca morta e sepolta, eppure l’odierno raffronto tra amministratori delegati orientati esclusivamente alla tutela dei propri interessi e dipendenti costretti a salari da povertà, con scarsi livelli di sicurezza del lavoro e sempre più elevati standard di prestazione imposti, ci induce a riflettere sull’attuale modello di capitalismo, sulla sua sostenibilità socio-ambientale e su eventuali possibili alternative.

In un’epoca di opposizione disordinata e logorata dal basso, dove troppo spesso le persone vedono negli altri lavoratori (talvolta immigrati) i loro unici concorrenti, è un segnale senz’altro incoraggiante che uno dei politici più popolari negli Stati Uniti stia cercando di mettere alla luce una realtà di conflitto di classe più attuale che mai e che milioni di persone lo ascoltino.


A cura di Michele Seremia

 

 

 

Michele Seremia
Se vi piacciono le leggi e le salsicce non chiedetevi come vengono fatte. Le rivoluzioni non sono mai pranzi di gala. Di notte tutte le mucche sono nere. Sell in may and go away. Vote blue, no matter who. Puoi portare un cavallo all’acqua, ma non puoi costringerlo a bere. No drama, just lama.

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