Dal FMI al G20 di Riyahad si stanno facendo i conti con le conseguenze economiche causate dal coronavirus. Si stimano tagli consistenti alla crescita economica cinese e forti ripercussioni a livello mondiale. Ma cosa significa nel concreto?

La Cina e il Covid-19

Secondo le stime della Luohan Academy, istituto di ricerca fondato nel 2018 da Jack Ma (fondatore di Alibaba), il PIL cinese subirà una battuta d’arresto fino al 2% nel primo trimestre del 2020. L’istituto basa i propri parametri di calcolo prendendo in considerazione i pagamenti, i trasporti e i viaggi.

Covid-19
Rappresentazione 3D coronavirus

Tuttavia, bisogna tenere a mente che le stime prodotte sono basate su un’interruzione del lavoro di soli 10 giorni ed escludendo il contributo della provincia di Hubei (primo focolaio di Covid-19). Quindi, qualora l’interruzione dovesse progredire, le conseguenze saranno più gravi e con impatti ancor più significativi a livello mondiale.

Il confronto con la Sars, malattia infettiva simile al Covid-19 che si abbatté sulla Cina e non solo nel 2003, è inevitabile. A fronte di quell’epidemia si registrò una perdita compresa tra l’1,2% e l’1,4%, nettamente inferiore rispetto a quella causata dal Covid-19.

 

Le conseguenze economiche in Cina  

Limpatto del virus sull’economia è devastante, infatti il processo produttivo e distributivo mostra inequivocabili segni di difficoltà. Un segnale indicativo della sofferenza del sistema industriale cinese è rappresentato dal livello di inquinamento dell’aria: il drastico calo delle emissioni è sintomatico di una Cina quasi paralizzata.

Le principali compagnie aeree hanno cancellato i voli da e per la Cina, le case automobilistiche come Renault, Honda, Toyota, Tesla e Volkswagen hanno rallentato la produzione, mentre alcune l’hanno addirittura sospesa per le prossime settimane.

starbucks china
Starbucks coffee, punto vendita in Cina

Le ripercussioni si sono registrate anche nei settori della ristorazione e della moda. Numerosi centri come Starbucks, McDonald’s, Pizza Hunt, H&M, Burberry, Gap, Levi’s e Adidas hanno interrotto la produzione e chiuso i loro punti vendita. La maggior parte degli Apple Store è chiusa nel Paese, al pari dei luoghi di ritrovo come Shanghai Disney, bloccando un flusso di denaro pari a circa 9,2 miliardi di dollari.

Tuttavia, emergono casi di aziende che decidono di allargare la produzione a settori inediti per i loro standard, cercando di far fronte alle richieste del mercato. Questo è il caso della Foxxconn, azienda che si occupa dell’assemblaggio di Iphone, che ha iniziato a produrre mascherine e abbigliamento medico.

Perché il Covid-19 ha un impatto sull’economia globale?

Sebbene ormai il virus si sia propagato in ogni continente, le ripercussioni sull’economia mondiale si erano già fatte sentire anche quando l’epidemia era circoscritta all’Hubei e a poche altre province. L’economia cinese, in particolar modo il settore manifatturiero, è inserita in modo esponenziale nella supply chain globale (catena di fornitura). Eventi come la diffusione del Covid-19, a seconda della severità dell’impatto e delle zone colpite, hanno delle conseguenze difficilmente quantificabili.

Uno studio sull’impatto economico del 2019-nCoV (Coronavirus, Covid-19), pubblicato dal Fung Global Institute, un think tank di Hong Kong, ha immaginato tre scenari. Nel caso più critico si pensa che il virus non sarà sotto controllo fino alla fine di giugno, penalizzando le attività economiche anche nel secondo trimestre: secondo tale stima a fine anno la crescita cinese si attesterà al 4,5% (nel 2019 era pari al 6,1%, il dato più basso degli ultimi 30 anni). Uno scenario più ottimistico immagina invece un recupero nella seconda metà del 2020, con una crescita complessiva a fine anno pari al 5,1% (-0,9% rispetto al 2019).

La preoccupazione del FMI

La direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, dal G20 di Riyahad lancia un allarme rispetto alla diffusione del coronavirus: l’epidemia potrebbe mettere a rischio la ripresa dell’economia globale.

Georgieva ricorda come questo sia un momento di grande incertezza e che all’inizio del 2020 la crescita globale sembrava essersi pressoché fermata. Infatti, se messi a paragone i valori del 2019 e del 2020 si può constatare una progressione minima dal 2,9% del 2019 al 3,3% del 2020.

Tuttavia la proiezione, antecedente alla diffusione del Covid-19, è inevitabilmente mutata, dal momento che il virus non ha colpito solo la salute ma anche e soprattutto l’attività economica. Considerato che la Cina è vista come la fabbrica del mondo, data l’alta integrazione dei suoi prodotti all’interno dei sistemi produttivi globali, la diffusione del Covid-19 nella sola Cina sarebbe stata sufficiente a mettere a rischio l’intera economia globale.

Il silenzio di Pechino

Li Wenliang oculista dell'ospedale centrale di Huwan
Li Wenliang oculista dell’ospedale di Huwan che per primo segnalò la presenza del coronavirus

Il modo in cui la Cina ha affrontato il dilagare del Covid-19 ha rappresentato un nuovo banco di prova, diciassette anni dopo la Sars (l’ultima grave epidemia). Nonostante il Paese oggi non sia più lo stesso del 2003 continua inspiegabilmente a commettere gli stessi errori. Oggi come allora, la gestione dell’emergenza ha lasciato molto a desiderare.

In un primo momento sembrava che avesse deciso di comunicare in maniera tempestiva la presenza del virus all’interno dei suoi confini, ma poco dopo l’allarme ufficiale sono emerse le prime zone d’ombra nella gestione dell’epidemia da parte del regime.

Li Wenliang, oculista 34enne dell’ospedale centrale di Wuhan che per primo riconobbe la pericolosità della polmonite che si stava diffondendo a Wuhan, diede l’allarme il 30 dicembre 2019. Tuttavia, le autorità locali lo accusarono di diffondere voci infondate e lo costrinsero a ritrattare. La morte di Li, avvenuta il 7 febbraio 2020 dopo aver contratto il virus da un suo paziente ed il conseguente silenzio di Pechino, hanno fatto sorgere dubbi rispetto all’efficienza dell’amministrazione comunista.

La critica alla gestione dell’epidemia

Alcuni intellettuali cinesi hanno sollevato una serie di questioni, criticando la poco trasparente gestione dell’epidemia da parte del regime di Xi.

Xu Zhangrun, docente di legge all’università di Tsinghua di Pechino, ha accusato i leader cinesi di aver messo la politica davanti al popolo cinese. In uno dei suoi ultimi articoli sosteneva che Pechino avesse privilegiato la lealtà dei funzionari rispetto alla loro competenza, agevolando un sistema burocratico inefficiente e mediocre.

Allo stesso modo anche Xu Zhiyong in un articolo chiede a Xi di fare un passo indietro, a fronte della sua incapacità di gestire gravi crisi. A sostegno di ciò, oltre all’epidemia, ha citato le recenti proteste di Hong Kong, definendo la dottrina confusa e il suo modello di governo superato.

Le ripercussioni in Italia

La diffusione del coronavirus in Italia ha scatenato il panico tra i listini mondiali. Nella giornata del 24 Febbraio 2020, già nota come Lunedì Nero, tutta l’Europa chiude in forte ribasso con Piazza Affari che perde il 5,43%, annullando tutti i guadagni del 2020. Non si assisteva ad una seduta così preoccupante dal 2016 quando, dopo il referendum per la Brexit del 24 giugno, si registrò la perdita peggiore di sempre: -12,48%.

Trasporti, turismo e lusso sono i settori più penalizzati. Numerose manifestazioni sono state annullate, come il carnevale di Ivrea e le riprese del film Mission Impossible a Venezia. Alcune sono terminate in anticipo, come il carnevale di Venezia, mentre altre si sono svolte o si svolgeranno a porte chiuse, come le sfilate di Armani e di Laura Biagiotti.

Nel frattempo, alcuni paesi europei e non hanno preso provvedimenti sia nei confronti di coloro che provengono dall’Italia che nei riguardi dell’Italia stessa. Il Regno Unito prevede un periodo di auto quarantena per coloro che entrano nel Paese e provengono dall’Italia, mentre Irlanda, Israele e Bosnia sconsigliano viaggi nelle zone di rischio. Grecia, Serbia, Montenegro e Croazia annullano anche le gite scolastiche. Mentre alle Mauritius è stato bloccato un volo Alitalia proveniente da Roma. Le autorità hanno preteso che i passeggeri si sottoponessero ad un periodo di quarantena di 14 giorni, ma a quel punto i viaggiatori hanno preferito tornare direttamente in patria.


A cura di Chiara Campanaro

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Chiara Campanaro

Chiara Campanaro

Sono nata e cresciuta nell'affascinante città sabauda. Il desiderio di conoscere il più possibile e di migliorare le mie potenzialità mi ha portata a diplomarmi al liceo classico dove ho avuto l'opportunità di avvicinarmi al mondo del giornalismo, della radiofonia, della televisione e del marketing pubblicitario. Successivamente ho deciso di proseguire i miei studi dedicandomi alla politica e al suo aspetto più internazionale. Infatti, Attualmente, sono una laureanda in scienze internazionali presso l'Università degli studi di Torino. La mia passione per le relazioni internazionali mi ha permesso di diventare anche una redattrice per Bridging China dove mi occupo prevalentemente di relazioni internazionali e business tra Cina ed Italia. Sono una persona eclettica, entusiasta della vita ma forse un po' riservata. Scrivere mi aiuta ad inquadrare la realtà che mi circonda e a trovare un ordine in questo caos dell'era multimediale.
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Sono nata e cresciuta nell'affascinante città sabauda. Il desiderio di conoscere il più possibile e di migliorare le mie potenzialità mi ha portata a diplomarmi al liceo classico dove ho avuto l'opportunità di avvicinarmi al mondo del giornalismo, della radiofonia, della televisione e del marketing pubblicitario. Successivamente ho deciso di proseguire i miei studi dedicandomi alla politica e al suo aspetto più internazionale. Infatti, Attualmente, sono una laureanda in scienze internazionali presso l'Università degli studi di Torino. La mia passione per le relazioni internazionali mi ha permesso di diventare anche una redattrice per Bridging China dove mi occupo prevalentemente di relazioni internazionali e business tra Cina ed Italia. Sono una persona eclettica, entusiasta della vita ma forse un po' riservata. Scrivere mi aiuta ad inquadrare la realtà che mi circonda e a trovare un ordine in questo caos dell'era multimediale.
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