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venerdì 21 Gennaio 2022
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Cosa prevede il “tool box” della Commissione Europea per i rincari energetici

Il tool box è una risposta all’inflazione registrata nei mesi di settembre ed ottobre nei settori energetici. Si incentivano misure di sostegno nazionali e si impegna la Commissione a rafforzare le reti energetiche.

Definizione

In risposta al recente tasso d’inflazione europeo registrato nel mese di settembre (+3.4% rispetto al 2020), il 13 ottobre scorso, la Commissione ha approvato la Comunicazione n.660/2021, per rispondere all’aumento dei prezzi di gas ed elettricità. È stabilito un pacchetto (tool box) contenente misure d’intervento, per sostenere il reddito delle famiglie e per proteggere l’economia europea da eventuali future fluttuazioni dei prezzi delle materie prime. Questo impegna:

1.

gli Stati membri a prevedere, nel breve periodo, misure temporanee di compensazione e sostegno diretto, per gli utenti finali in condizioni di povertà energetica;

2.

la Commissione Europea a garantire, nel medio periodo, un sistema più connesso dello stoccaggio del gas in tutto il mercato unico, nonché ad esaminare i potenziali benefici per appalti congiunti volontari per l’acquisto di materie prime.

Gli impegni di medio periodo riguardano i rincari dei prezzi del gas, dovuti all’incapacità dell’offerta di far fronte all’aumento della domanda mondiale. Gazprom, azienda russa a maggioranza pubblica, secondo la Commissione Europea, ha fornito agli Stati volumi di gas inferiori alle previsioni, impedendo a questi di potere contenere l’aumento del prezzo della materia prima. Il Commissario Europeo per l’Energia Kadri Simson individua così la necessità di:

identificare delle misure di medio termine per assicurare che il sistema diventi più resiliente, più flessibile e in grado di resistere a future volatilità dei prezzi, che potrebbero avvenire durante la transizione energetica

Dati

Eurostat conferma che il contributo maggiore al tasso d’inflazione europeo di settembre (+3.4% su base annua) ed ottobre (+4.1%) è dovuto ai rincari dei prezzi nel settore energetico, pari ad un aumento annuo del 17.6% (mese di settembre) e del 23.7% (mese di ottobre). Anche per l’Italia, l’inflazione è stata in ampia parte determinata dai beni energetici, dove l’incremento ad ottobre è stato calcolato essere del 24.9%, rispetto al +20.2% di settembre (Istat, 2021).

Per contrastare il rincaro di gas ed elettricità, Il Governo italiano ha stanziato nel mese di giugno 1.2 miliardi (Decreto-legge 30 giugno 2021, n 99) e nel mese di settembre 2.5 miliardi di euro (Decreto-legge 27 settembre 2021, n 139). A queste risorse si aggiungano i 1.996 milioni previsti per il prossimo e successivo anno, stabiliti il 20 ottobre nel Documento programmatico di bilancio per l’anno 2022. Anticipando il tool box della Commissione Europea, con il decreto n. 139/2021, in base all’ISEE, già 3 milioni di famiglie hanno fruito del bonus elettricità e 2.5 milioni di quello del gas (Arera, 2021).

Considerata la forte dipendenza dell’UE dalle importazioni del gas (pari al 90%) (Commissione, 2021), i rincari nel mese di settembre ed ottobre sono stati causati dalla riduzione dell’offerta del bene. L’indice Dutch TTF Natural Gas Futures (Title Transfer Facility), relativo agli scambi nel mercato Europeo, ha infatti registrato le fluttuazioni più alte in corrispondenza dell’annuncio di Gazprom della riduzione dell’invio di gas attraverso l’Ucraina e la Bielorussia (gasdotti Brotherhood e Soyuz), passando da un prezzo di chiusura di 78,56 (28 settembre) ad uno di 116,02 euro per Megawatt ora (5 ottobre 2021) (Sole 24 Ore, 2021).

Il livello di stoccaggio del gas europeo è di poco superiore al 75% (mentre dieci anni fa era del 90%) ed è distribuito in modo ineguale tra gli Stati membri (Commissione, 2021). Per questo motivo, il tool box prevede, nel medio periodo, la costruzione di una rete di stoccaggio più solidale e la possibilità, su base volontaria, di acquisto in comune di gas da parte di più stati. La proposta della Spagna e dell’Italia di un player unico, che rappresenti l’Unione Europea nella compravendita del gas, non è stata però accolta nel testo finale delle Conclusioni del Consiglio Europeo del 21-22 ottobre. Questa operazione, per il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, avrebbe permesso di acquistare quantitativi maggiori e di razionalizzare i trasporti, permettendo di abbassare i costi e di ottenere prezzi più vantaggiosi dai fornitori di gas.

Analisi

L’aumento nei mesi di settembre ed ottobre dell’inflazione è collegato ai rincari di gas ed elettricità. In merito al toolbox, gli Stati membri, al termine del Consiglio “Trasporti, Telecomunicazioni e Energia” del 26 ottobre, hanno ribadito la necessità “di adottare con urgenza misure a livello nazionale per proteggere i consumatori più vulnerabili”, mentre non è stato raggiunto l’accordo per la creazione di un player comune, seppure i dati dimostrino come le fluttuazioni sono dipese anche dal potere di mercato di Gazprom. Olanda, Germania e, soprattutto, Italia (Arera, 2021), per il proprio fabbisogno energetico di gas, dipendono dalle esportazioni russe. Per questo motivo, in un videomessaggio del 19 novembre, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen si è impegnata, per la prima volta, a discutere la possibilità di una rete di stoccaggio condivisa e la possibilità di appalti comuni da parte degli stati membri dell’Unione.

Paolo Gambacciani
È PhD candidate in scienze politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Le sue attività di ricerca riguardano le attività parlamentari nelle Legislature più recenti. In precedenza, consulente legislativo e coordinatore dei servizi di orientamento dell’Universita di Firenze per la Scuola di Scienze Politiche.

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