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sabato 25 Settembre 2021
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Dal Leviatano alla Costituzione Repubblicana: lezione di “libertà” ai NoVax

Che cos’è lo Stato, che cos’è la libertà? Sono domande vecchie di almeno un paio di secoli. Sembra impossibile ma siamo ancora qui. Proviamo a ripartire dalle basi.

Stato: quali definizioni?

Che cos’è lo Stato? Giuridicamente è un’entità che non riconosce alcuna autorità superiore alla propria. E allora i trattati e le convenzioni internazionali? Rientrano serenamente nella definizione di autorità, dal momento che gli Stati scelgono liberamente se aderire o meno a convenzioni internazionali.

Che cos’è lo Stato? Se parliamo dal punto di vista della scienza politica, lo Stato è il soggetto che detiene il legittimo monopolio della forza all’interno di un territorio, delimitato dai confini. E la mafia allora? Eh bè, questo è un problema non da poco. Ma tentiamo di non divagare e rimanere sul punto principale.

Cos’è lo Stato? Adottando la prospettiva della filosofia politica il tema si complica, entra in gioco il tema della libertà tanto caro ai novax. Come può lo Stato limitare le mie libertà? E come si permette, dico io?

Stato di natura, Leviatano e Stato moderno

Facciamo un passo indietro. Lo Stato moderno nasce come esigenza di risposta allo sforzo bellico di altre organizzazioni politiche, di tipo feudale. Con l’esigenza di finanziare eserciti sempre più costosi nasce lo Stato moderno, insieme alla burocrazia.

E come si permetteva lo Stato illo tempore di limitare la libertà dei cittadini? Molto semplice, perché il re era non solo il successore legittimo per via dinastica, ma anche il successore legittimo per diritto divino. Dunque, poteva capitare tranquillamente che le guardie del re buttassero giù la porta di un cittadino a calci per dare fuoco alla sua abitazione, in nome della legge, con buona pace del malcapitato. Non ci si appella a qualcuno investito di legittimazione divina.

libertà

A qualche teorico ciò non andava affatto bene, così si è cominciato a ripensare il ruolo del re in termini differenti. Un’ illustrazione molto chiara di questo, un antesignano della filosofia politica se si vuole, è l’affresco dell’Allegoria del buon governo del Lorenzetti, conservato nel palazzo pubblico di Siena.

Nell’affresco tutti i cittadini del comune reggono in mano la corda della giustizia, che sale fino alla raffigurazione del comune che ne è garante. Ancora per diritto divino, ma legato ai membri della sua comunità. La corda ovviamente simboleggia la reciprocità del rapporto, cioè a dire “va bene l’investitura divina ma il popolo siamo noi zio, è a nostra tutela che devi governare”.

Questo vincolo di reciprocità assume una natura diversa nella celebre opera di Thomas Hobbes, Il Leviatano. Qui le cose si fanno leggermente più interessanti, anche per i nostri buoni amici novax. Il Leviatano è un mostro biblico, non è una pecorella. Il mostro tiene in mano una bilancia e uno scettro, il cui significato possono capire anche i bambini. Giustizia ed esercizio della forza. Interessante la copertina del libro, molto allegorica, il Leviatano è composto da tante piccole persone. Cioè i sudditi.

Orbene il mostro non è lì per diritto divino, al contrario. Il mostro è lì perché segna il passaggio dallo stato di natura allo stato di diritto. In buona sostanza, gli individui rinunciano ad una parte della propria libertà e la trasferiscono al Leviatano, inderogabilmente. Il Leviatano, stabilito il patto, tutela il suddito dall’essere impunemente sgozzato da un suo pari invidioso del suo pollaio, per esempio. O di sua moglie se si vuole.

Ma perché lo sgozzatore dovrebbe rinunciare alla sua libertà, se nello stato di natura può prevalere sul debole ed appropriarsi del suo pollaio? Perché non si sa mai che i membri della famiglia dello sgozzato poi abbiano a vendicarsi, e operare una procedura simile. Nello stato di natura nessuno è al sicuro.

Per la verità il passaggio della stipula del contratto rimane oggetto di dibattito accademico, per ragioni che non possono essere riportate in questa sede, che al contrario impone un deciso balzo in avanti.

Oneri e onori dello Stato di diritto

Tornando al tema principale il concetto del patto ha poi trovato diverse formulazioni in John Locke e tanti altri guaglioni, che ci hanno ragionato su per qualche decade appena, fino a che sostanzialmente non si è addivenuti a quella che è la teoria della democrazia moderna. Com’è possibile che la mia libertà sia limitata da un soggetto non vincolato in alcun modo alle sue azioni? E allo stesso tempo completamente disponibile della coercizione sul cittadino?

libertà

Ed è qui che siamo diventati pratici dello strumento della legittima rappresentanza. Lo Stato può limitare la libertà dei cittadini, qualora ve ne sia il bisogno, legittimato dal fatto che i governanti sono scelti. E caso strano, rispondono ad un mandato elettorale. Dunque, persiste il vincolo alla libertà dal sapore amarcord, homo homini lupus. Ma c’è un di più, il Leviatano risponde ad un mandato.

Naturalmente il concetto del potere dello Stato è andato cambiando, oggi è come se fosse un telaio di legno che deve supportare un motore turbo benzina. Scricchiola, cigola, e geme paurosamente. Eh sì, perché dallo stato nazionale razionale in sé e per sé, siamo passati a qualcosa di diverso. Un’entità sovrana che condivide poteri con enti territoriali ed enti sovranazionali. Un bel dilemma. Come può essere la sovranità condivisa? Come è possibile che sia sottoposta contemporaneamente ad una forza centrifuga e una centripeta? Queste sono domande che necessiterebbero di risposte al di là delle presenti possibilità.

Rimane un dubbio però. “Eh ma chi decide che il mio diritto debba essere limitato in virtù di quello del prossimo?”. Questo effettivamente è complesso. Tutta la disciplina giuridica prevede dei bilanciamenti, per cui il diritto può decadere dove ne debba prevalere un altro. Questo si ritrova dalla richiesta della licenza per aprire un chiosco di panini, al diritto costituzionale alla vita.

E quindi chi decide? Decide chi governa, in virtù del mandato elettorale esercitato come previsto in costituzione. E chi viglia? Tendenzialmente la Corte costituzionale.  “Eh ma questo governo non è stato votato da nessuno”, dirà qualcuno. Vero, ma in una democrazia parlamentare i governi si fanno in Parlamento. Se non ci piace dobbiamo cambiare forma di governo.

E allora perché vi obbligano a fare il green pass? La più terribile forma di oppressione che l’umanità abbia mai conosciuto? Perché vivete in uno Stato di diritto, e secondo il diritto che è a vostra stessa tutela, il diritto alla salute di chi è più esposto di voi prevale rispetto al vostro. Non vi piace? Votate di conseguenza alle prossime elezioni. Non volete obbedire? Potete optare per la disobbedienza civile, ovvero infrangere la legge autodenunciandovi. Grande strumento di libertà e di battaglie civili. Non volete aderire e non volete autodenunciarvi? Potreste essere oggetto di una sanzione.

Un’idea per gli amici NoVax

Se anche questo non vi sta bene temo che rimangano poche possibilità, magari fondare uno stato libero su un atollo del pacifico, “free state of novax”. Certo se poi dovesse arrivare un patino di pirati con due fionde e un temperino svizzero a prendersi tutto quello che avete non potreste chiamare la marina. Né fare denuncia dopo. Né agire in alcun modo se non con i vostri propri limitati mezzi.

Alla fin fine è stata tutta colpa di Hobbes. Magari lavorava per un’industria farmaceutica, chi lo sa…


A cura di Corso Pecchioli

Corso Pecchioli
Sono nato a Firenze nel 1993. In ritardo per vivere l'età dell'oro dei tamarri, i gloriosi anni '90, troppo presto per essere abbastanza social. Pessimista di professione, critico a tempo pieno, impiego il tempo libero tra lettura, pesca, cinema, boxe, ukulele, motocicletta e campeggio. In ordine sparso e con risultati variabili.

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