Tra la sera del 20 e la mattina del 21 Luglio 1969 quasi tutto il mondo incollava occhi e cuori palpitanti allo schermo della Tv, per assistere all’emozionante diretta dalla NASA: l’uomo, dopo svariati tentativi, metteva finalmente piede sulla Luna alle ore 02:56 UTC.

Oggi, a cinquant’anni dalla prima orma di Neil Armstrong sul suolo lunare, il mondo sta celebrando la Luna e la sua “conquista” in svariate forme e modalità. A Torino Palazzo Madama in occasione di questo cinquantenario ha dedicato all’astro lucente una mostra dal titolo Dalla Terra alla Luna, inaugurata giovedì 18 luglio e visitabile fino all’11 novembre 2019. L’esposizione, realizzata grazie al contributo della Regione Piemonte e con una collaborazione tra Palazzo Madama e la GAM di Torino, è stata realizzata con la doppia curatela di Luca Beatrice e Marco Bazzini. Le opere presenti in mostra sono oltre 60 tra dipinti, sculture, fotografie, stampe, disegni e oggetti di design e sono circoscritte in un periodo limitato di tempo che va dall’Ottocento fino al 1969.

Il titolo stesso della mostra “Dalla Terra alla Luna”, un testo di Jules Verne del 1865 che racconta il resoconto di un immaginario viaggio verso l’astro argenteo, racchiude anche l’idea stessa dei due curatori. Quest’ultimi hanno infatti pensato di coinvolgere il visitatore in un vero e proprio viaggio alla scoperta delle diverse facce della Luna nell’arte. Il percorso prevede anche l’accompagnamento musicale di sottofondo che alterna vari pezzi, tra cui Space Oddity di David Bowie e l’immancabile Claire de Lune di Claude Debussy. Questa colonna sonora è inoltre legata ad immagini e spezzoni di video proiettati sulle antiche mura medievali dello spazio espositivo, il che rende il tutto ancora più magico, anche grazie al buio che aleggia tutto intorno.

Questo insieme di opere, atmosfera magica e musiche creano un mix che fa sognare il visitatore dall’inizio alla fine, permettendogli di calarsi alla perfezione nell’immaginario riguardante la Luna attraverso l’estroso sguardo di pittori, scultori, designers e fotografi che hanno cavalcato la scena dell’arte negli ultimi due secoli.

Punto d’inizio è lo sguardo lontano del romanticismo e dei pittori che in questo caso lo hanno incarnato al meglio, con un che di melanconicamente leopardiano. Non un punto d’inizio causale, ma scelto appositamente per ciò che la Luna ha rappresentato per molti pittori romantici.

Vittorio Amedeo Cignaroli, La Notte

Le opere al chiaro di luna di artisti quali Vittorio Amedeo Cignaroli, Giovan Battista De Gubernatis e Giuseppe Pietro Bagetti rendono perfettamente l’idea della distanza uomo-Luna percepita come un qualcosa di inarrivabile. Per questo motivo all’interno delle loro opere è facilmente palpabile una sorta di atmosfera sognante, ma allo stesso tempo triste e rassegnata.

Marc Chagall, Dans mon pays, 1943

Si fa poi un salto nel secolo successivo: la prima parte del Novecento viene degnamente rappresentata da nomi quali Marc Chagall, Felice Casorati, Paul Klee e Max Ernst. Gli artisti dialogano con il visitatore raccontando una propria personalissima versione della Luna, quella vista da occhi appartenenti a correnti diversissime e quasi agli antipodi, ma che hanno in comune un sentimento di reverenza verso l’astro lunare.

Max Ernst, Le Romantisime, 1960

Proseguendo la camminata ideale tra le opere esposte in mostra si ha la possibilità d’incontrare ancora altre diverse interpretazioni afferenti alla seconda parte del Novecento, forse con interpretazioni ancora più intime. Si sta infatti parlando di un secolo nel quale i progressi scientifici sono stati decisamente all’ordine del giorno, ma che al contempo è stato frastagliato da guerre e da insicurezza. I sentimenti di positività e consapevolezza di crescita grazie al progresso si contrapponevano facilmente alla poca speranza nei confronti dell’umanità e questo si poteva percepire anche dal lavoro degli artisti.

Proprio a questo periodo risalgano i numerosi tentativi di allunaggio e allo stesso tempo molte delle opere in mostra associate a nomi quali Lucio Fontana, Mario Schifano, Pinot Galizio ed Emilio Isgrò. Ma la pittura non è l’unica testimone importante dei sentimenti contrastanti verso le Luna: vi sono sculture come quella di Yves Klein e di Fausto Melotti, impalpabili, soffici, irraggiungibili. Vi sono i coloratissimi piatti di ceramica di Piero Fornasetti, oltre che il design d’eccellenza dei fratelli Castiglioni con lo sgabello montabile Allunaggio. Chiunque all’interno di questa mostra potrà scoprire un oggetto d’arte in cui ritrovarsi e riconoscersi, ci sono persino un trendissimo paio di Moon Boot chiramente color argento.

Yves Klein, La terre Bleu, 1957-1960

Avvicinandosi al termine del percorso della mostra è presente anche una meravigliosa Wunderkammer con vere e proprie delizie riguardanti la Luna, tra queste alcune teche con fumetti in mostra, stampe e moltissimi altri interessanti oggetti e opere.

Se siete torinesi, nessuna occasione potrà essere migliore di questa per (ri) visitare Palazzo Madama, le sue collezioni permanenti e con l’accompagnamento di un rinfrescante anelito di Luna. Se invece siete turisti nella bellissima Torino per almeno qualche giorno, un salto è quasi d’obbligo!

Info generali su: https://www.palazzomadamatorino.it/it/eventi-e-mostre/mostra-dalla-terra-alla-luna-l%E2%80%99arte-viaggio-verso-l%E2%80%99astro-d%E2%80%99argento


A cura di Martina Bastianelli

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Martina Bastianelli

Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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