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lunedì 23 Novembre 2020
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De La Tour, un’imperdibile mostra a Milano fino al 27 settembre

Durante il lockdown, tra le moltissime attività costrette a chiudere c’erano ovviamente anche musei ed esposizioni temporanee. Alcune delle quali, peraltro, inaugurate da pochi giorni. Tra esse spicca la mostra meneghina di Palazzo Reale “Georges De La Tour: l’Europa della luce“, la quale, dopo una sfortunata storia di chiusure ripetute, ha riaperto al pubblico il 28 maggio.

La mostra, inaugurata il 7 febbraio scorso, era stata accolta dalla stampa come un grande evento. Sia per la sua unicità che per la sua particolarità. Già il 24 febbraio, a causa dell’emergenza sanitaria, era stato però necessario chiuderla. Si è tentato di riaprirla, ma è stato possibile farlo soltanto dal 2 all’8 marzo. La realizzazione di mostre di rilevanza internazionale come questa richiede un grande sforzo organizzativo. A tal proposito, è stata fondamentale la decisione dei 28 musei da cui provengono le opere di prorogarne il prestito. Ciò ha fatto sì che la mostra potesse riaprire per altri quattro mesi.

Georges de La Tour
La rissa tra musici mendicanti, 1625 – 1630 ca.
Olio su tela, 85,7 x 141 cm
The J. Paul Getty Museum, Los Angeles, Stati Uniti

 

Un lieto fine per la mostra di De La Tour, che però avrà termine il 27 settembre. Dunque, qualora decideste di visitarla, non c’è assolutamente tempo da perdere. Ormai, anche per quanto riguarda il settore cultura, il Covid-19 ha rivoluzionato il modo di vivere le esperienze di visita. Se prima, per assistere ad una mostra, acquistare un biglietto online comportava soltanto alcuni vantaggi, ora la prenotazione è obbligatoria. Dati gli ingressi contingentati è perciò quanto mai opportuno pianificare per tempo il proprio tour.

Conoscere da vicino George de La Tour, il pittore della notte

George de La Tour è già stato “ospitato” a Milano nel 2011, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, che solitamente nel periodo natalizio espone gratuitamente alcune opere. Quell’anno furono esposte il San Giuseppe falegname e L’adorazione dei magi, accendendo così i riflettori su questo artista sconosciuto ai più. In questa occasione è stato possibile porre l’attenzione su quel modo caravaggesco, sicuramente più noto a noi italiani, con cui La Tour fa entrare la luce nei propri dipinti, trasformandola in un tratto caratterizzante della propria opera.

Da questi dipinti in mostra nel 2011, come da quelli oggi esposti a Palazzo Reale, emerse un pittore molto vicino alla realtà che dipinge. Una realtà di scene di genere, per lo più illuminata da fonte di luci artificiale. Ciò consente di mantenere parte delle sue opere volutamente in penombra, da cui l’appellativo di pittore della notte. Due capisaldi che l’hanno reso uno dei pittori più grandi del Seicento e che accomunano tutti i grandi artisti che hanno cavalcato l’onda di questo secolo.

Nonostante questo, al suo nome vengono associate solo una quarantina di opere certe, soprattutto a causa della scarsità di documentazione. Il pittore ha infatti subito una sorta di damnatio memoriae nel corso della storia. Bisognerà attendere il 1915, anno in cui un piccolo gruppo di opere venne accostato al suo nome dimenticato, per riportalo in vita e ridargli l’importanza che meritava. De La Tour è stato attivo tra il 1593 ed il 1652, rimanendo quasi sempre periferico nella sua Lorena d’origine, rispetto ad altri pittori coevi che si spostavano invece di continuo. Infatti è stato attivo alla corte parigina solo per un periodo breve.

La mostra milanese

La mostra è stata promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e da MondoMostre Skira, con la curatela dalla Prof.ssa Francesca Cappelletti e di Thomas Clement Salomon. Inoltre è stata seguita da un comitato scientifico d’eccellenza composto da Pierre Rosenberg, già direttore del Louvre, Gail Feigenbaum, direttrice del Getty Research Institute e Annick Lemoine, direttrice del Musée Cognacq-Jay.

Si tratta della prima mostra italiana dedicata a Georges De La Tour, un’occasione in cui è possibile mettere a confronto il suo operato con quello di altri grandi artisti del suo tempo. Tra questi vengono citati, ad esempio, Gerrit van Honthorst, Paulus Bor e Trophime Bigot. Si tratta di confronti fondamentali ed utilissimi per poter conoscere più da vicino questo pittore, ancora oggi in parte circondato da alone di mistero.

Georges de La Tour, Maddalena penitente

Georges de La Tour
Maddalena penitente, 1635 – 1640
Olio su tela, 113 x 92,7 cm
National Gallery of Art, Washington D.C., Stati Uniti

 

Tra le più rilevanti opere presenti in mostra vi è una delle tele di esordio del pittore, ovvero La rissa tra musici mendicanti: già riportata come immagine all’inizio dell’articolo. Assolutamente degna di nota è anche la Maddalena penitente, che, nella sua semplicità, arriva a toccare il cuore di chiunque la osservi. O ancora, il Suonatore di Ghironda col cane. Opera in questo caso dai tratti seri, ma al contempo che comunica con semplicità e varie sfumature la tragicità che vive dentro questo personaggio. Vi sono poi opere a tema più religioso, che si allontanano dalle più note scene di genere. Tra esse spicca un’intima e privata Educazione della Vergine. Ma questi sono solo alcuni dei capolavori che potrete trovare in questa esposizione, unica nel suo genere.

Il suonatore di ghironda con cane

Il suonatore di ghironda con cane, 1622 – 1625
Olio su tela, 186 x 120 cm
Musée du Mont-de-Piété, Bergues, Francia

 

In conclusione, le parole della curatrice Francesca Cappelletti, che in poche righe riassumono alla perfezione il percorso emotivo del visitatore e che non possono che invogliarci a trovare un po’ di tempo per questa mostra. “Le immagini di La Tour sono assolutamente coinvolgenti, spingono ad aguzzare la vista per scoprire cosa si celi nelle tenebre, dove la luce della candela non riesce ad arrivare” e ancora “osservando i suoi quadri lo spettatore è coinvolto al pari del pittore nella stessa impresa; non riesce a distogliere lo sguardo dall’opera, fino ad essere catturato dal suo autore. Questo è uno dei segreti del suo ascendente”.

Info sulla mostra e su come prenotare sui siti www.palazzorealemilano.it e www.latourmilano.it


A cura di Martina Bastianelli

Martina Bastianelli
Martina Bastianelli
Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....

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