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sabato 31 Ottobre 2020
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Donne al potere: il ricambio generazionale con Greta, Carola e Alexandria

Podcast di Lilli Cor
Podcast di Lilli Cor

 

Dall’opulenza alla spot generation: com’è avvenuto il ricambio generazionale

Cosa si intende per cambio generazionale? Molti sociologi e antropologi si sono dibattuti su quali fossero le conseguenze legate a questo passaggio e su ogni quanto una generazione lasci il posto ad un’altra. Gli studiosi si sono trovati d’accordo sul fatto che tra ‘800 e ‘900 tale fenomeno si sia manifestato all’interno di un arco temporale molto ampio, mentre adesso ciò sia avvenuto in maniera molto più repentina. E’ stato fondamentale il passaggio da semplici “comunità autonome” alle ben più complesse società di massa: numerosi fattori hanno iniziato ad condizionare il rapporto tra due generazioni, creando quella che sociologicamente viene chiamata ambivalenza. Tanto all’interno del nucleo familiare, quanto nell’ambiente esterno, il confronto tra due modi di pensare e di agire completamente differenti ha portato alla luce contraddizioni profonde. La “vecchia” generazione, alla fine dei conti, si trova in debito con quella futura: per gran parte del tempo l’intero sistema ha funzionato secondo la logica dell’opulenza e del consumo, percependo la permanenza sul nostro pianeta come una forma di investimento, indirizzato alla scalata sociale. Quella di oggi, invece, è una spot generation: la perdita di punti di riferimento, la riduzione delle risorse e di gran parte delle possibilità di sviluppo, hanno fatto sì che donne e uomini abbiano perduto ogni tipo collocazione spazio-temporale all’interno dell’ordine sociale.

Il 2020 può essere donna

Viviamo in una società costruttivista, programmata secondo le necessità degli individui. Evidentemente però, non di tutti. La risposta ci viene offerta da tre donne: Carola Rackete (capitano della Sea-Watch 3), Greta Thumberg (attivista ambientale, ha presenziato nei grandi centri del potere decisionale) e Alexandria Ocasio-Cortez (la più giovane donna eletta nella Camera dei Rappresentanti negli Stati Uniti d’America). Impegnate in tre ambiti diversi (umanitario, ambientale e politico), queste tre ragazze stanno cercando di cambiare il corso degli eventi, o forse sarebbe meglio dire il decorso. In un periodo storico caratterizzato dalla più totale indifferenza, loro hanno saputo mobilitare quella generazione che ormai si era arresa all’evidenza dei fatti. Il 2019 è stato l’anno in cui i giovani europei hanno supportato Carola e Greta nelle loro sfide, mentre i giovani americani hanno appoggiato le idee progressiste di Alexandria. Benché le premesse di questo 2020 non siano le migliori, potrebbe rivelarsi l’anno del cambiamento tanto atteso. La deriva degli ideali e dei valori all’interno delle società civili ha deformato completamente quello che, originariamente, era il processo di globalizzazione. Se dagli anni ’80 in poi i processi di scambi hanno iniziato a rimescolare le risorse sia tra le popolazioni che tra le diverse generazioni, tendendo sempre di più all’equità, adesso questi scambi sembrano interessare quasi esclusivamente la comunicazione e i social media.

Se dunque prima la globalizzazione riusciva a stimolare integrazione e condivisione sociale e generazionale, con l’avvento di internet la dimensione relazionale è stata trasportata in una sorta di simulacra baudrillardiano, in cui alla pratica del confronto si è sostituita la competizione, fomentata anche dal ruolo dei new media.

Politica, ambiente e aiuti umanitari: il nuovo fronte generazionale

Per ricostruire il nuovo fronte generazionale è emersa la necessità di obiettivi comuni, in grado di identificare i giovani e renderli coesi. Lo spaesamento a cui si è abituati sembra finalmente lasciare il posto ad un orientamento largamente condiviso che si articola, appunto, intorno a politica, ambiente e aiuti umanitari. Se ci pensiamo bene, la velocità con cui internet progredisce e si sviluppa è, in realtà, inversamente proporzionale all’approccio adottato dalla “vecchia” generazione. Contrariamente a quanto si possa pensare, il potenziamento del web e dei nuovi media non riesce ad indirizzare la mentalità della società moderna sulla stessa onda di questo cambiamento. La divulgazione di notizie e la sensibilizzazione verso certe tematiche sembrano venir meno proprio nella generazione che gestisce le risorse: il rapporto tra “vecchia” e “nuova” generazione è interamente dominato dalla logica dell’opulenza. Si riscontra infatti che i moderni (diversi da contemporanei) individui sociali percepiscono le risorse del nostro pianeta come una forma di investimento e di sfruttamento, con il fine ultimo di generare guadagno. Questo meccanismo presuppone necessariamente accesso infinito alle risorse, ma come sappiamo ciò non è sostenibile. Inoltre questo dispositivo condiziona fortemente le scelte politiche e sociali dell’individuo: chiunque non faccia parte di tutto questo assetto viene percepito come un estraneo che in qualche modo potrebbe inceppare l’ingranaggio. Dunque anche le scelte politiche devono salvaguardare questa condizione, senza alterarla. Greta, Carola e Alexandria rappresentano tre falle che stanno ribaltando il sistema. Attenzione all’ambiente, propensione verso gli aiuti umanitari e apertura delle frontiere: scelte politiche che possono agevolare il futuro giovanile, minando la vecchia egemonia e l’ordine sociale costituito. L’intero capitalismo sembra vacillare nel momento in cui tre giovani donne rimettono in discussione tutto, perfino se stesse. Siamo in un periodo in cui stanno avvenendo grandi cambiamenti, in cui tutti devono rivedere le proprie abitudini, le proprie priorità e necessità. Quel mondo antropocentrico che abbiamo costruito finora si è improvvisamente fermato. Approfittiamone per riflettere su quello che stiamo facendo e sulla strada che desideriamo intraprendere.


A cura di Francesca Faelli

Francesca Faelli
Francesca Faelli
Ciao a tutti! Mi chiamo Francesca ho 23 anni e abito in piccolo paesino nella provincia di Arezzo. Mi sono laureata da poco nella Facoltà di Scienze Politiche a Firenze, e sempre lì sto continuando con la magistrale in Strategie della comunicazione pubblica e politica, nella speranza di diventare giornalista un giorno. Mi piace molto leggere, viaggiare, ascoltare del buon rock e ricopro anche la carica di Consigliere Comunale, in rappresentanza di una lista ambientalista, nel mio comune di residenza.

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