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sabato 25 Settembre 2021
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F1, le contropagelle: 8 all’incompreso Bottas, 3 ai nuovi piloti

Premessa fondamentale: queste pagelle dell’ultima stagione di F1 sono assolutamente controcorrente, politicamente scorrette e improntate alle simpatie personali dell’autore.

Voto 10 a Sir Frank Williams, che lascia la F1 dopo aver fondato una delle scuderie più vincenti di questa categoria. Un uomo che, pur di perseguire il suo sogno, non si è fermato davanti a niente.

Un primo fallimento lo costrinse a chiudersi in una cabina telefonica che fungeva da ufficio. Poi l’incidente che lo ha costretto alla sedia a rotelle e la morte prematura della moglie Virginia “Ginny”. In mezzo a tutto questo, i primi anni con pochi soldi, poi i petroldollari arabi (anche qui un avanguardista). Le prime vittorie, i mondiali e i grandi piloti di un’intera generazione (Piquet, Mansell, Prost, Senna) che bussavano alla porta per guidare le sue macchine. Spesso e volentieri ha vinto battendo team che dietro avevano veri e propri gruppi industriali dell’automotive, ma il suo credo è sempre stato quello di puntare sulle persone per costruire macchine vincenti. Anche a costo di pagare meno i piloti.

Williams

Gli ultimi anni sono stati difficili, conditi da crisi tecniche e finanziarie. Il team, per sopravvivere, si è trovato costretto a far correre giovani con poco talento ma tanti soldi. Ancora una volta Frank ha fatto ciò che forse era più giusto per la sua creatura, vendendola a nuovi investitori, nella speranza che possano ridarle il lustro che si merita.

Qualche anno fa è stato fatto un docufilm su di lui. Alla fine l’intervistatore gli chiedeva se pensasse di rivedere la Williams campione del mondo. Poteva sembrare una domanda retorica, a cui dare una risposta diplomatica (sì, anche se nella F1 attuale è difficile etc), e invece lui rispose che ci credeva ancora. Forse un po’ utopicamente, ma manifestava un modo di pensare e di crederci sempre anche in mezzo alle difficoltà. Voglio dire, in quanti avrebbero continuato a credere di poter dominare la massima categoria del motorsport da una cabina del telefono con i debiti da pagare? Questo è Frank Williams. SOGNATORE

Voto 9 a Sebastian Vettel. Lo so, alcuni non saranno d’accordo, ma noi proviamo ammirazione per questo pilota. Dei suoi meriti ed errori in Ferrari abbiamo già parlato. Il voto si riferisce piuttosto al Vettel uomo: mai banale, dal temperamento un po’ latino, diretto, senza compromessi. Al cospetto di un ambiente mediaticamente piuttosto piatto e insipiente, Seb ogni tanto ha sbroccato. Ha urlato. Ha perso la testa, dimostrando il lato umano di questi superuomini che sembrano robot. In questa stagione difficile, molti giornalisti hanno sottolineato la sua riservatezza (non è presente sui social), il suo dedicarsi pienamente alla famiglia, il suo essere un non-personaggio. Come se fossero dei difetti che indirettamente lo fanno apparire inferiore rispetto ad Hamilton.

Premesso che non spetta a noi giudicare i lati del carattere di una persona, Vettel ha mostrato un grande attaccamento alla squadra, ai colori, alle persone che hanno lavorato per lui e la sua macchina. Un bravo ragazzo insomma, che dal lato umano ha dato più di quanto ricevuto. Per questo mi sento di dirgli grazie per averci regalato tutto quello che conta nella vita: sogno ed illusione. ROMANTICO

Sebastian Vettel

Voto 8 a Valteri Bottas. Findus, paracarro, cameriere, remissivo, vergognoso. Però scusate, dove lo trovate un secondo pilota che arriva secondo nel mondiale, ti permette di vincere il mondiale costruttori, vince qualche gara, rispetta gli ordini di scuderia senza polemiche ed ha tutto sommato uno stipendio economico. É il sogno di ogni team manager, perché la Mercedes dovrebbe liberarsene? INCOMPRESO

Voto 7 ad Alonso che torna in F1. Ma non solo, nell’ultimo week-end di Abu Dhabi doveva esibirsi alla guida della Renault R25, con cui aveva vinto il mondiale 2005. Però, ormai che c’era, ha sistemato l’assetto, si è fatto montare le gomme da tempo e, carico di benzina al minimo, ha cercato il giro veloce. Risultato: tutti a guardarlo e a seguirlo con l’urlo del V10 a sfondare i timpani, alla faccia dell’ibrido! IL RITORNO

Voto 6 alla Haas. Sarebbe un 7 per aver finalmente deciso di cambiare piloti dopo anni di gare fantozziane, ma decidono di metterci un giovane con la valigia piena di soldi (quindi un voto in meno), allineandosi a molti team in fondo alla griglia. MAINSTREAM

Voto 5 al layout del GP dell’Emilia-Romagna. Finalmente la F1 torna a correre a Imola, dove si è scritta la storia di questo sport, e gli organizzatori decidono di fare a meno dell’ultima variante. La ragione è presto detta: senza un rettilineo di una certa lunghezza, con le vetture attuali sarebbe impossibile superare su questa pista. Però che tristezza. MUTILATO

Voto 4 alla Ferrari. Qui piange il cuore, ma è la peggiore stagione degli ultimi 40 anni. Sorvolando sulle prestazioni di quest’anno, inficiate dall’accordo con la FIA sul motore a inizio stagione che avrebbe comportato una diminuzione di potenza di diversi cavalli, a non funzionare è tutto il resto. Uno ad uno sono stati allontanati tutti i protagonisti che, con fatica, erano riusciti a contendere il mondiale alla Mercedes: Maurizio Arrivabene, Simone Resta (che negli ultimi anni prima è “andato in prestito” all’Alfa Sauber, adesso va “a rinforzare la struttura tecnica della Haas”) e Sebastian Vettel. In particolare, a detta di chi vi scrive, quella di Resta è forse la perdita più grave. Un ingegnere che ha progettato le vetture del 2017 e 2018, le migliori Ferrari dell’era ibrida. In tutto questo, Maranello nega ogni attrito (macchè, figurarsi!) e la stampa tace. ROSSO DI RABBIA

Voto 3 alla nuova generazione di piloti che si affacciano alla F1. Tutti figli di ex piloti o di magnati che pagano per farli correre. Non ci sono più figli della working class (vedi Hamilton, Alonso, Vettel). Sia chiaro, alcuni di loro hanno vinto e convinto nelle categorie inferiori. Oltretutto, il ragionamento richiederebbe un’analisi più approfondita, a partire dal mondo dei kart fino ad arrivare a temi di sociologia che adesso non possiamo trattare. Però è un altro aspetto romantico che se ne va. È davvero questo il motorsport che vogliamo? WORKING CLASS HERO

Voto 2 a quelli che, dopo aver visto Russell sulla Mercedes, hanno cominciato a pensare che forse i successi a ripetizione di Hamilton dipendono anche dal missile che guida. Ma il fatto di vedere Bottas secondo nel mondiale non vi aveva fatto venire qualche dubbio? Che poi sono gli stessi che “Vettel con la Red Bull vinceva solo perché aveva la macchina migliore, Hamilton invece ci mette del suo, fa più la differenza”. SVEGLIA!

Voto 1 a quello che è diventata la Formula 1 dell’era ibrida, schiava di motori costosissimi che non piacciono né ai tifosi né ai team, né tantomeno ai grandi gruppi automobilistici che girano a largo. In aggiunta, la situazione legata al Covid-19 ha ulteriormente cristallizzato la possibilità di cambiamenti significativi sulle vetture del 2021. Le monoposto hanno dimensioni ingenti e, a detta degli stessi piloti, sono poco reattive in curva. Devono essere gestite più che spinte al limite, facendo attenzione alle gomme, al carburante e a ricaricare le batterie. La ricerca della prestazione pura ha lasciato spazio alla riduzione dei consumi, in nome del mondo che cambia. Tuttavia, forse ci si sta dimenticando che sempre di gare stiamo parlando.

Se parliamo di non essere anacronistici, allora tanto vale passare direttamente alla Formula E. La F1 ha un proprio DNA che ha appassionato la gente a questo sport. Prova ne è che quando Alonso ha girato ad Abu Dhabi con la R25 erano tutti a guardare incantati. VISIONE CERCASI

Voto 0 alla direzione gara. Siccome le gare erano noiose si è deciso di mandare in pista la safety car a ogni piè sospinto, per rimescolare le carte e dare un po’ di verve. Ciò ha convinto gli spettatori medi che quelle gare erano pure divertenti e spettacolari, anche se poi alla fine vinceva sempre la Mercedes. BERND MAYLANDER STATE OF MIND


A cura di Guido Venturini

Guido Venturini
Nato a Firenze nel 1993, sono cresciuto fra la provincia fiorentina e quella parte di Appennino a cavallo della Linea Gotica. Inevitabilmente appassionato di storia, amo gli sport motoristici e il ciclismo (insomma, basta che ci siano delle ruote che girano). A tempo perso ho anche preso una laurea in Economia e lavoro per una società di revisione contabile.

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