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sabato 23 Ottobre 2021
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Lo Stato spettatore di ingiustizie e insicurezza: il Leviatano sta morendo?

Ogni volta che avviene un delitto, sia esso un furto o un omicidio, è lo Stato l’ente che dovrebbe gestire e compensare l’ingiustizia. Eppure, sempre più frequentemente si vedono i cittadini che, esasperati dalle falle statali, decidono di farsi giustizia da soli. “Lo stato ci ha abbandonati” gridano gli sfollati del terremoto nel centro Italia. “Lo stato ci uccide” gridano i piccoli imprenditori e molti liberi professionisti. “Lo stato non ci tutela più” ammettono sconsolati i precari e i giovani disoccupati.

Lo Stato – non solo quello italiano – è oggi sempre più in crisi. Il leviatano hobbesiano si trova ad affrontare una crisi profonda che mina le basi giuridiche e sociali della sua stessa esistenza. Viene dunque da domandarsi: il Leviatano sta morendo?

 

Il Leviatano: mostro biblico o gigante protettore?

Il Leviatano è l’opera più conosciuta di Thomas Hobbes, filosofo, matematico e giusnaturalista inglese vissuto nel XVII secolo. Per Hobbes, il Leviatano sarebbe una figura superiore che permetterebbe di evitare bellum omnium contra omnes, ossia la guerra civile, grazie ad un contratto (da qui l’accezione della filosofia politica di Hobbes come contrattualistica) tra gli individui. Da questo patto nasce lo Stato, che il filosofo definisce anche «dio mortale», per l’assoluto potere che incarna.

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Io autorizzo e cedo il mio diritto di governare me stesso, a quest’uomo, o a questa assemblea di uomini a questa condizione, che tu gli ceda il tuo diritto, e autorizzi tutte le sue azioni in maniera simile. Fatto ciò, la moltitudine così unita in una persona viene chiamata uno stato, in latino civitas. Questa è la generazione di quel grande leviatano, o piuttosto (per parlare con più riverenza) di quel dio mortale, al quale noi dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa. (T. Hobbes)

Eppure, il rispetto delle leggi da parte dei singoli e la tutela, il controllo e l’attuazione della giustizia da parte del Leviatano sembrano sempre più spesso venire meno. E gli effetti sono evidenti, con la nascita di nuove forme di vigilanza (come i Vigilantes di Quartiere) o l’installazione di telecamere di sicurezza in varie zone cittadine.

In entrambi i casi, lo Stato non è più capace di rassicurare i propri cittadini e ricorre perciò a soluzioni che, da un lato, permettono a gruppi privati di individui di impossessarsi di un diritto esclusivo dello Stato (la garanzia di sicurezza), mentre dall’altro lo Stato stesso, attraverso le telecamere, invade gli spazi privati dei cittadini. Ed è solo uno dei tanti esempi quotidiani.

Le cause di questa crisi profonda dello Stato moderno, come molto frequentemente accade, sono ovviamente molteplici. Una delle risposte più semplici – anche in questo caso, come accade spesso e volentieri quando non si sa a chi o cosa dare la colpa – sarebbe quella di attribuire la colpa di questa crisi alla rivoluzione neoliberale degli anni ’80 che ha ridimensionato il ruolo dello stato come attore economico e cercato tramite una semplificazione organica di snellire l’apparato burocratico statale. Non si può negare che questo genere di intervento abbia limitato i poteri e ristrutturato anche i compiti dello stato ma non è sufficiente a spiegare le difficoltà in cui versano oggi le nazioni.

Forse che il problema sta nelle organizzazioni sovranazionali e internazionali? No, è proprio il contrario! Così come i singoli individui hanno rinunciato a parte dei propri diritti per garantire la pace e la sopravvivenza collettiva, allo stesso modo hanno provato a fare gli Stati – vi dice nulla la lunga pax che ha seguito la nascita dell’Unione Europea?

Alcuni studiosi mettendo da parte la ricerca delle cause dell’indebolimento dello Stato si sono focalizzati invece in un’analisi evolutiva del processo: il Leviatano non sta morendo, ma si sta tramutando in qualcosa di nuovo. C’è chi afferma che in futuro non parleremo più di Stati ma di micro e macro Regioni, più facili da amministrare, più snelle e più culturalmente unite rispetto alle mastodontiche “macchine” nazionali in cui noi oggi viviamo. Questo processo creerebbe una sorta di “Nuovo Medioevo” dove Metropoli, Regioni e Multinazionali sarebbero i principali attori in gioco e si redistribuirebbero i compiti del Leviatano.

Riuscirà il Leviatano a guarire dai suoi mali e a superare le sue debolezze? O svanirà lasciando spazio ad un nuovo equilibrio globale? Ai posteri l’ardua sentenza.


A cura di Filippo Fibbia

Immagine di copertina: licenza Creative Commons CC0

Filippo Fibbia
Volevo stupirvi con qualcosa di fantasmagorico su di me, ma al momento non mi viene in mente nulla. Nemmeno una di quelle definizioni superfighe in lingua inglese. Posso però dirvi che un uomo molto saggio è colui che non gioca mai a saltacavallo con unicorno. Non prendetemi troppo sul serio, ma nemmeno troppo poco. Il trucco per rimanere in piedi è sapersi bilanciare senza scendere a compromessi.

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