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sabato 25 Settembre 2021
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Forhum compie due anni. Intervista ai tre Street Artist ideatori del progetto

Il 2018 è stato lanno in cui la street art è entrata rumorosamente tra i muri del mercato coperto di Cossato (BI) grazie al progetto Forhum. A due anni dal termine di questo immenso lavoro, l’idea era proprio quella di festeggiare con unintervista dal vivo agli ideatori del progetto!

             

Ma si sa che il 2020 è l’anno dei se e dei sarebbe, perciò abbiamo pensato ad una soluzione diversa: siamo stati ospiti virtuali sul canale Twitch del Laboratorio Artistico Pietra!

In questa diretta streaming abbiamo potuto intervistare gli artisti ideatori del progetto, i quali hanno anche dipinto in prima persona, lasciando il loro segno sui muri del mercato della cittadina biellese.

Il gigantesco murales di Artez

Questo mercato per la gente del posto non è da intendersi solo come luogo di vendita merci, ma è anche un fondamentale incontro di anime. Come dice Mauro, mercante da generazioni,il mercato ha bisogno di gente per vivere!’. Un luogo così ricco di significato meritava quindi di tornare a splendere, data la condizione deturpata da scritte abusive e visto il parziale abbandono a favore di nuovi ipermercati.

Nellambito di un progetto più generale di riqualificazione del luogo, Forhum ha avuto una durata di circa 7 mesi. Da gennaio a luglio 2018, con il compimento dellevento tenutosi ad Agosto. Si è trattato di un mese di lavoro molto intenso per i dodici artisti internazionali. Complessivamente, hanno dipinto una superficie di 900 mq. A raccontarci nel dettaglio questa bellissima esperienza sono stati Giole e Francesca, i ragazzi della Howlers Crew, insieme a Kamilla, Kamimani, nonché conduttrice del programma live Chill Bill che ci ha ospitato.

I muri dipinti dalla Hawlers crew

Di questa chiacchierata stimolante e divertente abbiamo trascritto alcuni spunti da condividere con voi lettori. Anche per darvi modo di conoscere i curiosi retroscena che si nascondono dietro le quinte di un progetto del genere!

L’intervista

Ci siamo orientati da subito sul comprendere l’etimologia piuttosto curiosa del nome “Forhum. Dare un titolo ad un progetto come questo non è stato semplice, dice Giole: “è stata la prima vera crisi del nostro progetto”. In sostanza, tutto era pronto ma mancava il nome. Lampo di genio e input di un Marco, detto Bre, fu quello di collegarsi al termine latino forum”, mescolando il tutto con linglese for humans, che tradotto significa per la gente.

L’aspetto sociale è un concetto molto importante e strettamente legato al progetto Forhum. In generale la Street Art, come afferma Kamilla, non può assolutamente prescindere dal luogo dove si dipinge. Deve raccontare, o meglio, gridare a gran voce, il contorno. Ma in questo specifico caso, il coinvolgimento della gente del mercato, mercanti e abituè, è stato fondamentale. Giole e Francesca, originari della zona di Cossato, hanno raccontato come sono stati coinvolti dal Comune in questo ampio progetto di riqualificazione strutturale. Dell’intero progetto, quella decorativa rappresentava l’ultima fase.

Ma il confronto con la gente che il mercato lo popola e lo vive ogni mercoledì e sabato dellanno è stato tutto tranne che semplice sin dallinizio. Addirittura, è stato necessario per gli artisti farsi accettare poco per volta. Farsi comprendere, passando dallessere presenze sospette a benvolute. Mattone su mattone sono state dedicate intere giornate sul posto per conoscere da vicino la realtà di Cossato e del suo mercato. Una realtà molto nostalgica a quanto dice Kamilla.

Un dettaglio del muro dipinto da Kamimani

In tutto questo è nata anche lattenta costruzione del sito che Kamilla definisce un pacchetto confezionato per gli artisti giunti poi sul luogo per dipingere solo in Agosto. Attraverso le suggestioni e le testimonianze degli abitanti del mercato, si è fatto in modo che gli artisti potessero comprendere il luogo, e quindi i suoi muri, per dar vita ai loro murales una volta sul posto.

Molto interessante lidea della sezione del sito Photovoice, per cui le persone sono state coinvolte personalmente nella realizzazione di fotografie scattate con una macchinetta usa-e-getta (ebbene sì, esistono ancora!). E’ stato chiesto a mercanti e passanti di fotografare particolari significativi di questo luogo e hanno tirato fuori delle cose davvero bellissimedice Francesca “anche dei dettagli del mercato che noi non avevamo visto! Una signora ha fotografato il disegno di un fiore per terra vicino ad un tombino, che noi non avevamo notato camminando nel mercato”.

Uno scatto tratto dall’album Photovoice

Il focus è stato rendere significativo lintervento per gli abitanti di Cossato, utilizzando una dinamica umana, vicina alle persone e rendendolo un progetto partecipato. Anche la stessa molteplicità degli artisti chiamati, differenti per stili e tecniche, è nata come idea strettamente legata all’eterogeneità del luogo. Il mercato, notoriamente, ha tanti angoli e tante storie di persone diverse tra loro. Anche culturalmente. Ogni muro è parte di tutto questo e gli artisti hanno fatto proprie storie e racconti per trasportarli sulle pareti.

“Gli artisti si sono adeguati alle forme del mercato” dice Giole “e chiaramente ogni opera ha un suo significato studiato e una sua chiave di lettura”. Ma ciò che importa è che molte persone, anche coloro che inizialmente erano più restii, hanno finito per riconoscersi in queste opere. E questa non può che essere la più grande soddisfazione per gli artisti e soprattutto per chi ha organizzato il progetto Forhum.

Il muro dipinto da Vostok e Hide

Abbiamo poi concluso la nostra intervista visionando e commentando assieme le opere di ogni artista. Ed, in ultimo, è stato proiettato il docufilm di Andrea Gagliotta, regista di tutti i video del progetto Forhum. Fondamentale è ricordare che ad unattività come questa collaborano tantissime persone che sono state tutte ricordate tra simpatici aneddoti e ringraziamenti!

Questo nostro articolo rimane uno spunto e una traccia per voi lettori. È vivamente consigliato prendersi un po’ di tempo per rivedere la diretta, che rimarrà comunque online fino al 10 dicembre. Dopo quella data sarà necessario abbonarsi al canale RollingPietra per poterla riguardare e per ascoltare le parole di chi ha vissuto in prima persona questa esperienza tra aneddoti, difficoltà, fatiche e tante soddisfazioni!

Quando si potrà, siete tutti caldamente invitati a fare un giro al mercato di Cossato: un piatto misto di prelibatezze della zona – tipo la paletta – e una manciata di street art!


A cura di Martina Bastianelli

Martina Bastianelli
Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....

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