G8 Genova, quel 2001 in cui le proteste sfociarono in massacro

Sono passati diciannove anni dai tragici fatti che hanno macchiato di sangue il G8 di Genova. Volendo ripercorrere quello che è accaduto in quei giorni di luglio, partiamo dal definire che cos’è il G8. Svoltosi dal 1997 al 2014, si tratta di un forum politico a cui presenziano i governi nazionali di Canada, Italia, Stati Uniti, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Russia più i rappresentanti dell’Unione Europea. Ogni anno venivano affrontati diversi temi, con un interesse particolare a quelli di carattere economico.

A Genova il dissenso fu manifestato soprattutto dai manifestanti no-global (contro la globalizzazione e a favore della giustizia globale). Il così detto “popolo di Seattle” (movimento nato nell’omonima città americana nel 1999).

G8 Genova

L’incontro a Genova sarà tristemente ricordato proprio per i sanguinosi scontri tra i manifestanti e i reparti della celere. Migliaia di giovani, provenienti da tutto il mondo, si sono riversati nel capoluogo ligure per unirsi alle proteste pacifiste. In realtà le proteste riguardarono anche la scelta di Genova come sede di un forum politico di tale portata, soprattutto perché la topografia della città non si prestava ad un incontro del genere. Il centro storico fu diviso in zona gialla e in zona rossa, soprannominata “Fortezza Genova”. Furono blindate strade, autostrade, ferrovie e il porto. Molti negozianti e liberi professionisti decisero di chiudere i propri negozi e le attività commerciali, proprio per il clima di tensione che si era creato.

Dispersi per tutta la città, furono organizzati diversi cortei e manifestazioni di protesta. Ciascuno per una causa diversa. Dalla protesta degli immigrati in rivendicazione dei propri diritti, alla proteste pacifiste degli studenti e dei no-global, fino alla violenza dei “Black-Bloc”. Il clima tra una parte dei manifestanti e la polizia fu teso sin da subito, in un crescendo di violenza che porterà alla morte di Carlo Giuliani e ai fatti della scuola Diaz.

La morte di Carlo Giuliani e il massacro alla Diaz

Gli scontri di piazza Alimonda saranno tra i più sanguinosi. Al giovane Carlo, completamente disarmato, venne sparato un colpo da una distanza estremamente ravvicinata. Come se non bastasse, venne poi calpestato dal “Defender” della polizia, mentre era ancora in vita.

Una giornalista del Corriere della sera, Fiorenza Sarzanini, cercherà di ricostruire i fatti del G8 di Genova insieme ad alcuni testimoni. Nonostante si fosse identificata più volte, venne ripetutamente aggredita dalla polizia.

I fatti della Diaz non sono da meno. La scuola era diventata un dormitorio per studenti e giornalisti che stavano partecipando alle rivolte pacifiste. Scambiata per un luogo di ritrovo dei “Black Bloc”, sabato 21 luglio la polizia fece irruzione, aggredendo una folla di individui completamente disarmati

Soltanto dopo si resero conto di aver “commesso un errore”. Il calcolo dei danni fu pesantissimo. Nei giorni successivi, gran parte dei manifestanti furono arrestati ma successivamente rilasciati, ad accezione, ovviamente, dei “Black Bloc” (furono condannati 24 manifestanti a 110 anni di carcere per devastazioni, saccheggio, danneggiamento e lesioni).

La situazione si è fa più complicata per quanto riguarda la morte di Carlo Giuliani, gli scontri di Piazza Alimonda e i fatti della scuola Diaz. Pochi furono gli assalitori identificati e rintracciati. Questo, insieme alla insufficienza di prove, ha rallentato il processo. Le motivazioni fornite durante le indagini furono estremamente confuse e contraddittorie. Solo due carabinieri (Placanica e Cavataio) furono effettivamente indagati per omicidio, ma il 5 maggio 2003 il processo è stato archiviato dal GP Elena Daloiso.

Carlo Giuliani si aggiunge alla schiera di vittime di uno Stato corrotto e omertoso. Ad oggi non è ancora dato sapere quale fu la vera causa del massacro avvenuto al G8 di Genova e in particolare alla Diaz. Eppure numerosi erano stati gli appostamenti della polizia che confermavano come la scuola fosse soltanto un luogo di ritrovo di studenti e giornalisti e che, all’interno dell’edificio, non vi fosse nessuna arma.

g8 Genova

Sentenze che non raccontano tutta la verità

La violenza è stata, fin dagli albori, uno dei caratteri distintivi della natura umana. Sia come fenomeno sociale che come forma mentis. Ha sempre costituito l’alternativa valida, veloce, ma soprattutto più semplice per la risoluzione delle problematiche. Come ha scritto Hannah Arendt ne “La Banalità del Male”, “la più grande forma di malvagità non sta nella grandezza, ma nella banalità, nell’animo dell’uomo comune che soccombe alla propria razionalità i suoi istinti primitivi“.

Quanto meno discutibili sono altresì le sentenze relative ai fatti del G8 di Genova e alla scuola Diaz. Ci sono stati due processi, di primo e di secondo grado, ricorsi alla Cassazione, alla Corte europea dei diritti dell’uomo (da parte di Arnaldo Cestaro, presente all’epoca dei fatti a cui furono rotti un braccio, una gamba e dieci costole) e alla Corte dei Conti. Per la quasi totalità dei casi, ai colpevoli è stato imposto solamente un risarcimento in denaro alle vittime e alle loro famiglie

Sentenze che segnano la morte e il fallimento dello Stato di fronte ai crimini che coinvolgono direttamente i propri funzionari. Anche in questa circostanza, il silenzio e l’omertà uccidono molto più della violenza stessa. Ne sa qualcosa Carlo Giuliani, così come Stefano Cucchi, George Floyd, Breonna Taylor e troppi altri. 


A cura di Francesca Faelli

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Francesca Faelli

Francesca Faelli

Ciao a tutti! Mi chiamo Francesca ho 23 anni e abito in piccolo paesino nella provincia di Arezzo. Mi sono laureata da poco nella Facoltà di Scienze Politiche a Firenze, e sempre lì sto continuando con la magistrale in Strategie della comunicazione pubblica e politica, nella speranza di diventare giornalista un giorno. Mi piace molto leggere, viaggiare, ascoltare del buon rock e ricopro anche la carica di Consigliere Comunale, in rappresentanza di una lista ambientalista, nel mio comune di residenza.
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Ciao a tutti! Mi chiamo Francesca ho 23 anni e abito in piccolo paesino nella provincia di Arezzo. Mi sono laureata da poco nella Facoltà di Scienze Politiche a Firenze, e sempre lì sto continuando con la magistrale in Strategie della comunicazione pubblica e politica, nella speranza di diventare giornalista un giorno. Mi piace molto leggere, viaggiare, ascoltare del buon rock e ricopro anche la carica di Consigliere Comunale, in rappresentanza di una lista ambientalista, nel mio comune di residenza.
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