11.8 C
Roma
mercoledì 8 Dicembre 2021
- Advertisement -

Happy! Cavallo felice che si diverte e te lo dice

Happy è un prodotto Netflix estremo. Se siete deboli di stomaco, se è bastato “13 reasons why” a smontare il vostro apparato intestinale, questo non è un prodotto che fa per voi. Happy è dannatamente estremo, lo è nel linguaggio, nei personaggi, nelle storie; vive sopra le righe ed è estremamente coerente con la realtà che rappresenta. Ogni scena di Happy ci sottopone ad una violenza fisica e mentale inaudita ma paradossalmente riesce anche a farci “ridere” e rilassare.

Ma andiamo per ordine: chi è Happy?

happy netflix nextquick

Happy “cavallo felice che si diverte e che te lo dice” è basato sulla serie graphic novel di Grant Morrison e Darick Robertson, che non ho letto quindi risparmiate pure il fiato se state pensando “si, ma il fumetto è meglio!

Happy è un amico immaginario che ci ricorda un po’ il ciuco di Shrek, ma con una netta differenza: in questa storia gli orchi fanno davvero paura e tutti sono orchi in Happy! Il nostro è legato ad una bambina Hailey, figlia di un ex-poliziotto (Christopher Meloni, sì proprio quello di Law&Order) che a causa di un PESSIMO carattere è ormai un sicario alcolizzato, violento, incapace di gestire la rabbia e costantemente vittima di attacchi cardiaci: praticamente un uomo da sposare.

Durante un evento televisivo la piccola Hailey verrà rapita da… (niente spoiler, mi dicono); il cavalluccio blu avrà quindi un’idea geniale: trovare il latitante e sanguinoso padre di Hailey e insieme salvare la bambina. Questa è la semplicissima trama di Happy, perché forse c’eravamo rotti di sentirci un pò stupidi per ogni puntata, per esempio, di Westworld dove ce se capisce e nun ce se capisce.

Non solo i protagonisti ma tutti i personaggi e il mondo stesso sono scritti per essere sopra le righe; malavitosi e poliziotti sembrano uscire dalle migliori pagine di Sin City o direttamente da Arkam. Il montaggio della serie è ritmato a colpi di accetta, veloce e freddo come il mondo che ci mostra; la musica e la fotografia sono colorate e ben bilanciate. L’esperienza visiva non è certo semplice in alcuni passaggi e diventa una scarica di adrenalina di cui non riusciamo più a fare a meno. A volte potremmo essere tentati di pensare che sia tutto frutto dell’immaginazione di un protagonista costantemente stra-fatto e che Happy rappresenti quasi la sua parte razionale, che prova a redimerlo da un passato di eccessi… Beh, siamo lontanissimi dalla verità. Quello che va in scena è proprio il mondo vero, o almeno la realtà concepita per questa serie. Gli eccessi, le follie, l’irrazionalità sono colonne portanti di questo mondo e in questa incoerenza tutto funziona, tutto ha perfettamente senso.

Happy! è perfettamente coerente, come un trip mentale di uno sceneggiatore dannatamente creativo che si diverte a portare ai confini dell’umanità l’umanità stessa, talmente depravata e schizofrenica che serve un amico immaginario a fare da collante con la razionalità.

Non è un prodotto Netflix per tutti, ma è IL prodotto per chi ama questo genere. Amerete ogni singolo frame di questa serie – personalmente l’ho divorata – amerete i suoi personaggi principali e quelli secondari, tutti vi terranno sulle spine e vi faranno rizzare i capelli. Niente momenti morti ma un turbine violento di sesso, droga, violenza e ironia: un bel regalo prima dell’estate.

 


Copertina realizzata da: Chiara Santoro

Studente di Scienze Internazionali presso l'Università di Torino. Un giorno capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione, io oscillo un pò qui un pò la... Questione di prospettiva.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisement -
- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -