Due minuti e dodici secondi di video ripresi dai più importanti media nazionali e condivisi da decine di migliaia di persone. Pochi frammenti di immagini utili non tanto alla campagna elettorale della lista capeggiata da Elly Schlein, Emilia-Romagna Coraggiosa, il cui successo parte da lontano (e di cui in tanti si accorgeranno soltanto la notte del 26), quanto a far comprendere ancora una volta che la retorica populista e sovranista è tanto roboante sui social network e nei “salotti televisivi”, quanto inconsistente davanti alla dura e cruda realtà.

Elly Schlein For Dummies

Benché la sua popolarità sia ormai in crescita esponenziale, il volto di Elly Schlein non è ancora noto a tutti. Avendo lavorato con ammirevole passione, dedizione ed efficacia tra Strasburgo e Bruxelles dal maggio 2014 al maggio 2019, l’ex europarlamentare non ha potuto dedicare troppo tempo ad interviste e “comparsate” dai vari Formigli, Floris, Porro e dalle varie Gruber, Merlino, Berlinguer ecc. Discorso analogo vale per il suo ex collega Matteo Salvini, notoriamente ligio ai propri impegni d’ufficio, tanto che occupa posti di prestigio nell’albo d’oro delle assenze sia all’Europarlamento, che al Senato della Repubblica, che al Viminale. Tornando ad Elly, nonostante le poche apparizioni in tv, l’ex eurodeputata in questi anni ha sempre cercato di ritagliarsi un po’ di tempo per occuparsi della sua Regione, in particolare nella sua Bologna.

Elly Schlein

Chi conosce Elly Schlein sa perfettamente quanto le sia caro il tema della riforma del regolamento di Dublino, essendone stata relatrice per il gruppo dei Socialisti e democratici.

Al di là dei contenuti del Trattato e delle sue modifiche, Elly Schlein ha sempre condotto un’operazione verità in merito al non-contributo offerto dalla Lega su questo tema. Ebbene sì, la stessa Lega che grida all’Europa cattiva “che lascia sola l’Italia sul tema dei migranti”, udite udite, nei fatti si è dimostrata essere la più ferrea sostenitrice delle attuali regole. Quelle regole che stabiliscono che le persone, salvo rari casi, sono costrette a chiedere l’asilo nel primo Paese di sbarco. La stessa norma per cui, per anni, altri Paesi hanno potuto rimandare in Italia migliaia di persone che non volevano tornarci, ma che sono state obbligate a farlo. Quando, dopo due anni di negoziato, il Parlamento Europeo si è espresso in merito alla cancellazione di questo criterio, per sostituirlo con il ricollocamento automatico e permanente obbligatorio per tutti gli Stati, la Lega si è astenuta.

L’incontro con Salvini

Schlein: “Matteo! Sono una tua ex collega, ti ricordi? Al Parlamento Europeo

Salvini: “Sì, Ely…”

Schlein: “Devo farti una domanda

Salvini: “Dimmi…

La domanda è la solita, quella che Elly Schlein ripeterebbe ad ogni leghista con la stessa frequenza con la quale il vostro cardiologo vi ricorda di abbassare il colesterolo: “Ma perché non siete mai venuti alle 22 riunioni sui negoziati di Dublino?

Ed è qua che il Capitano scende in campo e rende omaggio ai fans presenti sfoggiando le sue doti innate: compulsivo uso di smartphone, totale mancanza di rispetto verso una donna che pacatamente aveva rivolto una semplice domanda, abbraccio passionale al dono culinario ricevuto post-comizio. A quel punto Elly Schlein ribatte, illudendosi forse che potesse servire a qualcosa rimarcare l’importanza del quesito, aggiungendo: “lo sai che è la riforma più importante sull’immigrazione?

Salvini, forse preso dalle news di calciomercato riguardanti il futuro di Suso o forse sul punto di indovinare la terza parola nel suo match a Ruzzle contro Durigon, pone immediatamente un freno alle curiosità della sua interlocutrice: “Aspetta un secondo, aspetto un secondo amica mia”.

Chissà per quale ragione però l’attenzione del Capitano permane focalizzata sul suo smartphone ben oltre il secondo. Evidentemente proprio in quel momento aveva da risolvere un problema così urgente da far aspettare Elly Schlein quasi un minuto e mezzo, prima di degnarla di uno sguardo e di un “dimmi”. Ovviamente senza scuse, quasi a dire “sentiamo cosa vuole questa rompicogl****”. Forse invece l’attesa era dovuta proprio al fatto che la domanda non era come quelle che è abituato a ricevere da ficcanti paladini del giornalismo investigativo alla Mario Giordano.

Il resto del video si commenta da solo. Elly Schlein, in quei pochi secondi prima che Salvini imboccasse la fuga, contesta all’ex Ministro dell’Interno la sua assenza ai negoziati, quella di Fontana e quella della Lega. Salvini prima sminuisce l’importanza della questione, poi, appena Elly Schlein gli fa notare che il suo impegno è stato soprattutto su Twitter, coglie al balzo la palla del vittimismo e si allontana borbottando.

Nel frattempo, un fan del Capitano certamente abbonato a Limes e reduce da un master all’ISPI, sentenzia: “l’Europa non ha mai fatto niente”. Elly Schlein conclude esprimendo due concetti: “siete degli ipocriti” e “ho avuto la non risposta che sapevo”. Due frasi che racchiudono tutte le contraddizioni di chi all’affrontare questioni che richiedono impegno e sacrificio preferisce la comodità del proprio smartphone, dove la complessità del mondo reale fa largo alla propaganda.

Perché provare a risolvere un problema quando puoi demonizzare chi te lo pone delegando tutto ad algoritmi, troll e alla famosa “Bestia”?


A cura di Michele Seremia

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Michele Seremia

Michele Seremia

Nato a Fiesole il 25/02/1993, sono iscritto al corso magistrale di Scienze Politiche - Politica, istituzioni e mercato. Fedelmente al mio percorso di studi seguo con sinistro interesse la politica nel suo complesso, con patologica fissazioni per elezioni e campagne elettorali. D'estate mi trasformo in casellante. Autunno, inverno e primavera tifo Milan.
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Nato a Fiesole il 25/02/1993, sono iscritto al corso magistrale di Scienze Politiche - Politica, istituzioni e mercato. Fedelmente al mio percorso di studi seguo con sinistro interesse la politica nel suo complesso, con patologica fissazioni per elezioni e campagne elettorali. D'estate mi trasformo in casellante. Autunno, inverno e primavera tifo Milan.
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