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sabato 23 Ottobre 2021
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I giovani e l’attivismo politico: intervista a Mattia Ballestrazzi

Si legge spesso che l’Italia, storpiando il titolo di un celebre romanzo di Cormac McCarthy da cui i fratelli Cohen hanno realizzato un gioiello cinematografico, non è un paese per giovani. Dietro a questa affermazione risiedono svariate ragioni e la retorica costruita sopra riempe pagine e pagine di giornali e le bocche dei politici. Politici che, molto spesso, di giovane hanno ben poco e che quando si comportano come tali risultano essere persino ridicoli. Bisogna allora che i giovani pensino agli altri giovani e rimboccandosi le maniche si diano da fare. E’ il caso di Mattia Ballestrazzi.

Ventenne studente modenese che nelle scorse elezioni comunali di Vignola (provincia di Modena) è stato il più giovane candidato consigliere comunali delle elezioni. Mattia, sebbene sia ancora uno studente delle superiori, è già politicamente molto attivo: oltre alla candidatura nelle passate elezioni è membro della giunta esecutiva della consulta Provinciale studentesca di Modena. Oltre a questa attività, si aggiunge la partecipazione ad un’associazione locale e, fino a poche settimane fa, diversi incarichi a livello regionale per Forza Italia Giovani.

Ciao Mattia, per prima cosa vogliamo sapere da dove nasce questa passione per la politica

La politica è una cosa di cui tutti dovrebbero interessarsi perché, forse senza accorgercene, la viviamo tutti i giorni. I giovani di oggi costituiranno la classe politica di domani quindi bisogna essere informati meglio sulla politica. Se ho deciso di impegnarmi in politica è perché penso che si debba ritrovare quella passione necessaria per rendere la politica una “cosa bella”. Per fare ciò però, ognuno di noi dovrebbe smettere di recriminare sempre e capire ciò che può fare di costruttivo per il territorio e la società. Quando l’uomo si sente sfruttato come cittadino, è naturale che si tiri indietro e lasci perdere. Purtroppo oggi molte persone vivono questo sentimento di esclusione e di sfruttamento da parte della politica. In particolare, in molti giovani ormai la sfiducia verso le istituzioni è molto alta,  ci sono tanti pregiudizi spesso provocati dalle ideologie familiari. Ho un forte senso di appartenenza al mio territorio e allo stesso tempo mi sento anche un orgoglioso cittadino italiano ed europeo.

Sei molto giovane e sei già attivamente impegnato nel mondo politico. Quando hai maturato questa scelta di impegnarti con la politica?

Questa scelta è maturata intorno all’inizio del 2020 quando sapevo ci sarebbero state le elezioni per il nuovo sindaco del comune di Vignola, comune al quale sono molto legato nonstante provenga da un comune limitrofo. Più che un vero e proprio momento nell’anno è stato un pensiero che è maturato nel corso del tempo su cui mi sono trovato spesso a ragionare nel corso delle mie giornate. Posso fare qualcosa per migliorare il territorio in cui abito e dove studio? La risposta è stata ovviamente si perchè sono legato a questi posti e volevo portare un miglioramento.

Ho pensato che quello fosse il momento migliore per iniziare a intraprendere un percorso politico nel mio territorio. Nonostante la sconfitta alle urne – la vittoria è andata alla candidata Sindaco del PD Emilia Muratori – ritengo che sia stato un punto di partenza molto importante.

Abiti in una regionale tradizionalmente “rossa” ma che nelle ultime elezioni ha visto la crescita della Lega. Pensi che i rapporti di forza stiano cambiando?

Sicuramente negli ultimi anni sia a livello locale che nazionale, il PD si è dimostrato distante alle esigenze dei cittadini. Di conseguenza gli emiliano-romagnoli negli ultimi anni, come dicono i dati, si sono avvicinati ad altre forze politiche che risultano magari un po’ più vicine a loro.

La “tradizione” politica di questa regione sta effettivamente venendo un po’ meno: molti giovani sono attratti dagli slogan e dalle facili affermazioni di leader che tendono a estremizzare il discorso finendo per generare un clima d’odio, o quantomeno di tensione, che non è proficuo né salutare. Il populismo purtroppo ha una forte attrazione verso i giovani, molto spesso stanchi e ignorati dalla classe politica. Il movimento delle Sardine ha mostrato come la sinistra della nostra regione sia più concentrata a contestare l’opposizione e i suoi leader piuttostochè a proppore qualcosa di nuovo. Il PD oggi è distante da delle tematiche che interessano i cittadini e purtroppo si stanno facendo un po’ condizionare dai populisti come il Movimento 5 Stelle, che sta assolutamente condizionando il PD. Mi auguro che negli anni gli elettori e i militanti del Partito Democratico aprano a forze moderate più in linea con la loro tradizione e i loro obiettivi.

Penso che molti cittadini abbiano il desiderio di affidarsi ad amministratori locali nuovi per dare vita ad un nuovo corso.

Dal punto di vista di un giovane aderente al partito,quali pensi che possano essere gli sviluppi del centro destra?

Mi è capitato che molti giovani non conoscano i valori e gli ideali che risiedono dietro al centro destra, riconducendo tutto al semplice “Berlusconi – bunga bunga – criminale”. Attraverso corsi di formazione e facendo comprendere ai giovani quelli che sono i nostri valori ed obiettivi abbiamo notato un crescita sia nelle adesioni che nelle simpatie da parte della fascia più giovane della popolazione. Ho scelto innanzitutto un partito che rappresenta i miei ideali e le mie idee politiche. Al di la dell’opinione personale, il partito si basa come tutti gli altri su di un movimento di persone mosse dalla voglia di costruire e fare qualcosa di buono per il loro paese e per il territorio.

Parlando sempre di giovani e di politiche giovanili, come valuti l’attenzione della politica (locale, regionale e nazionale) verso la tua fascia d’età?

L’attenzione rivolta ai giovani è sempre tanta sui giornali e molto poca nella realtà quotidiana. Trovo davvero scandaloso il fatto che questi giovani ormai da un anno non possano prendere parte alle attività scolastiche in presenza. Più in generale, un giovane ha poca prospettiva di lavoro e la crisi economica che verrà dopo lo stato emergenziale peggiorerà soltanto le cose. Grazie alle mie cariche ho potuto osservare da vicino la realtà dei giovani e delle startup: un giovane che vuole aprire un’attività, che vuole mettersi in gioco in questo paese fa veramente fatica.

Io trovo che ci sia poca attenzione verso i giovani e questo comporta, per contrappasso, che i giovani non vadano a votare e non si impegnino attivamente sul territorio con tramite il volontariato, l’associazionismo e la politica. I dati su questo argomento parlano molto chiaramente a riguardo.

Attraverso i social hai condiviso l’appello della campagna “Uno Non Basta”. Perchè l’attenzione della politica verso i giovani è così poca?

Ho condiviso l’appello e sono contento che il Consiglio dei Ministri abbia ripreso in mano la questione. Trovo inamissibile che il futuro dei giovani italiani valga soltanto l’1% dei 200 miliardi del Recovery Found. I giovani, assieme a tante altre categorie di lavoratori, sono stati duramente penalizzati e colpiti dalle misure anticovid.

Uno stato che non investe nei giovani non investe sul futuro. E’ una situazione grave: si deve ripartire dall’istruzione, dall’Educazione Civica e dall’aiuto economico ai giovani per permettere loro di studiare e di poter costruire il futuro.

Progetti per il futuro?

Ho deciso di intraprendere un nuovo percorso essendo in divergenza sui programmi futuri e sul come rapportarsi con l’elettorato. Ho scelto quindi di intraprendere un nuovo percorso politico diverso da quello fatto finora: assieme ad altri ragazzi giovani e “affamati” di buona politica stiamo costituendo una nuova associazione. Il nome che abbiamo scelto è “Insieme” perchè crediamo che soltanto insieme, appunto, si possa costruire un futuro migliore.

Ritengo evidente il fallimento della partitocrazia nei confronti dei giovani. Spero che questo movimento raccolga e sproni i giovani a mettersi in gioco e a fare il bene del territorio che amano.

Il movimento avrà uno statuto, una gerarchia – non rigida, ma ciascuno avrà comunque un compito e un ruolo -, un consiglio e dei dipartimenti di lavoro. Pensiamo che se la struttura sarà ben solida, al pari degli ideali che la sorreggono, sia possibile mettere insieme diverse anime politiche.

Il nostro obiettivo è quello di raccogliere tutte le persone, giovani e non, che si identifichino nei valori liberali ed europeisti, di collaborazione e solidarietà.


A cura di Filippo Fibbia

Filippo Fibbia
Volevo stupirvi con qualcosa di fantasmagorico su di me, ma al momento non mi viene in mente nulla. Nemmeno una di quelle definizioni superfighe in lingua inglese. Posso però dirvi che un uomo molto saggio è colui che non gioca mai a saltacavallo con unicorno. Non prendetemi troppo sul serio, ma nemmeno troppo poco. Il trucco per rimanere in piedi è sapersi bilanciare senza scendere a compromessi.

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