Sabato 26 ottobre a Spazio 100, a Torino, si è tenuto il vernissage de Il potere delle Idee, la nuova mostra di Valeria Ferrero. Il ritorno sulle scene di questa brillante artista made in Biella, con la mostra che rimarrà aperta al pubblico fino all’8 novembre, risulta significativo per l’intera stagione espositiva 2019-2020 della galleria.

Classe 1988, Valeria Ferrero ha lasciato la sua città natale per compiere studi meneghini, diplomandosi in scultura all’Accademia di Brera a Milano. Il potere delle idee non è però la prima mostra che la vede protagonista di Spazio 100. Nel 2015 era stato proprio Marco Luca Greppi, responsabile della galleria, a scoprire il talento di questa straordinaria artista e a portarla a Spazio 100, come molte altre volte fucina di giovani talenti. Fu infatti curatore della sua prima mostra personale Intuitions, all’interno della quale era stata esposta una gigantesca installazione (6 x 2 metri) ampiamente apprezzata dalla critica: 365 days of my life.

             365 days of my life

Con quest’opera l’artista raccontava sé stessa ed ogni giorno della sua vita di un intero anno attraverso l’impiego di 365 salviette struccanti, ciascuna di esse cucite a mano, al fine di rappresentare un vero e proprio arazzo dei suoi sentimenti. L’installazione, assieme alla scultura Neve, opera che racconta il congelarsi dell’attimo e di un solo istante, è stata parte di Intuitions e viene riproposta anche ne Il potere delle Idee.

                          Neve

Valeria Ferrero è anche tra gli artisti che hanno preso preso parte al progetto annuale promosso da Spazio 100, HAMBIENT, un’esposizione collettiva sui temi ambientali. La suddetta causa è da sempre particolarmente cara all’artista, la quale si avvale dell’arte per sensibilizzare il suo pubblico in merito a tematiche come deforestazione, inquinamento ed estinzione di specie animali. Ciò detto, l’artista non trascura la sfera più umana e sociale, analizzando fenomeni come la manipolazione genetica e l’alienazione. Per affrontare questi argomenti Valeria Ferrero impiega diverse tecniche, come scultura (padroneggiata con grande maestria), installazioni e video, ricorrendo al tempo stesso a diversi materiali in maniera sperimentale. Tra essi, merita citare quelli di scarto e di recupero rinvenuti in discarica o direttamente recuperati su spiagge e in mare.

Alcune delle opere più importanti della mostra

Il potere delle idee segna pertanto il ritorno dell’artista con opere su cui ha lavorato negli ultimi anni, riponendo al contempo altresì alcuni dei suoi lavori più prestigiosi. Valeria Ferrero punta sempre moltissimo sul colpire l’emotività delle persone e su quello che i messaggi veicolati possano scatenare nel loro profondo, agendo perciò sull’intimità degli osservatori. L’artista ritiene sia fondamentale far riflettere l’osservatore su questioni spinose e difficili, portandolo a porsi domande sul confine tra scienza ed essenza umana e su come la prima possa codificare e spiegare la seconda. Viene condotto inoltre un grande focus su temi come alimentazione OGM, estinzione delle api ed inquinamento, in particolare quello dei mari.

Mare Vuoto è una di queste: opera che mescola l’utilizzo di un video proiettato incessantemente su uno schermo ad una boccia di vetro. Perfetti assieme nel creare come un valzer molto coinvolgente per l’anima, che però la lascia svuotata, così come la brocca simbolo dei nostri mari ormai privi di pesci ma riempiti di plastica. Anche Il mare di plastica è fortemente evocativo di un orizzonte futuro che ci porterà tutti ad affogare in un mare di oggetti e resti di questo materiale che non si biodegrada nemmeno in trent’anni. Un piccolo luccichio di speranza viene riposto nella mano del bambino cinese di Clean air doesn’t come to those who wait. Il piccolo protagonista della scultura è riprodotto mentre attende lo scuola bus con una mascherina anti inquinamento: la speranza risiede nella sua mano destra, al cui interno conserva una piantina viva. Evidentemente un simbolo di rinascita.

           Il mare di plastica

Degna di nota e che si allontana dal tema ambientale ma non da quello che lavora sull’emotività dell’osservatore è l’opera If you cant see me, you can touch me (immagine di copertina del nostro articolo). Si tratta di una scultura realizzata in carta Braille che raffigura una giovane con gli occhi chiusi. L’opera è strutturata con un interessante chiave di lettura, dal momento che si può sdoppiare: si può infatti percepire attraverso la vista, restituendo all’occhio l’immagine così come la possiamo vedere per quello che in effetti è, ma allo stesso tempo anche con il tatto. Essa infatti è una scultura con cui si può interagire, in grado di restituirci dunque anche un’immagine differente. Le due percezioni non sono e non saranno mai uguali, per questo motivo poter entrare in contatto con l’opera attraverso entrambe le chiavi di lettura consente di comprenderla in tutta la sua profondità.
La mostra regala emozioni e sentimenti personali tutti da scoprire fino all’8 di novembre, con orari e giorni di apertura consultabili sul sito. La galleria d’arte contemporanea rimarrà eccezionalmente aperta con orario serale dalle 21 alle 24 in occasione della Notte bianca dell’arte che colorerà Torino sabato 2 novembre.

Info e Orari mostra:
Dal 29 ottobre al 8 novembre
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì: h 16.30-19
APERTURA SERALE STRAORDINARIA IN OCCASIONE DELLA NOTTE BIANCA DELL’ARTE (sabato 2 novembre, dalle h 21 alle h 24).
Venerdì pomeriggio e Sabato mattina: su appuntamento (info@spazio100.it)


A cura di Martina Bastianelli

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Martina Bastianelli

Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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