Erano molti anni che nella zona della Provincia di Firenze chiamata Mugello (nota soprattutto per la famosa pista da corsa, oltre che per i suoi paesaggi) non si avvertiva un terremoto della portata di quello che è avvenuto la notte tra domenica 9 e lunedì 10 dicembre, con una magnitudo pari a 4,3.

L’ultimo grande terremoto nella zona risale al 26 giugno 1919; del quale, per l’appunto, ricorreva proprio quest’anno il centenario. Il sisma – di magnitudo 6,3 – ebbe origine nel Comune di Vicchio e causò, oltre che ingenti danni, più di 100 morti e 400 feriti.

In occasione della ricorrenza del 100° anniversario del terremoto del Mugello, tra il 10/10/2019 e il 3/11/2019 ha fatto tappa a Firenze la mostra itinerante Terremoti d’Italia: il rischio sismico tra conoscenza, memoria ed esperienza, allestita in una tensostruttura al piazzale Vittorio Veneto.

 

La mostra

Realizzata dal Dipartimento della Protezione Civile, la mostra è stata una magnifica occasione per conoscere i terremoti dal punto di vista scientifico, fisico e preventivo . “La mostra ha lo scopo di far conoscere ai cittadini il rischio naturale che più interessa il territorio italiano, ovvero il rischio sismico.” – si leggeva in una nota dello stesso Dipartimento.

Il percorso di visita – guidato dai volontari dell’associazione LARES Italia – si articolava in più aree.

  • La prima mostrava i mezzi che dall’antichità fino ad oggi sono stati adottati per registrare i fenomeni sismici, misurandone la forza.
  • La seconda parte della mostra si concentrava sulla storia e la pericolosità sismica della penisola, affrontando temi quali la vulnerabilità delle città e delle costruzioni, gli accorgimenti per rendere più sicure le abitazioni e i comportamenti da tenere in situazioni di rischio.
  • In fine, vi erano due simulatori sismici per fare esperienza del terremoto in prima persona.

 

La storia degli strumenti di misura

Molto interessante era l’evoluzione storica degli strumenti di misura dell’intensità del movimento tellurico presentata nella mostra. Da un sismoscopio cinese (Zhang Heng, 132 d. C.), passando per i sismografi storici (Galli-Brassart – 1885) e Agamennone – 1899), arrivando fino ai più moderni sismografi elettro-meccanici di inizio ‘900.

Venivano spiegate, inoltre, funzionalità e modalità di utilizzo delle principali reti di monitoraggio dell’attività sismica su territorio nazionale, dato che il nostro paese è considerato ad elevato rischio sismico e che non tutte le aree territoriali mostrano lo stesso livello di pericolosità.

 

Un passato doloroso che riaffiora

Per quanto riguarda memoria e conoscenza del passato, attraverso testi brevi, fotografie, prime pagine di quotidiani, sismogrammi e contributi audiovisivi, la mostra indagava i più importanti sismi registrati dal secolo scorso ad oggi e i devastanti effetti che ne sono derivati. Ampio spazio era dedicato all’illustrazione delle norme per realizzare costruzioni antisismiche o intraprendere interventi di adeguamento per apportare migliorie alle strutture esistenti e la prevenzione del danno tramite l’accertamento delle capacità di risposta delle infrastrutture.

Una speciale sottosezione, denominata Terremoti e Prevenzione – Vulnerabilità sismica ed interventi di mitigazione a Firenze ed in Toscana testimoniava la distruzione dei comuni interessati e dell’intera area del Mugello, con foto e documenti d’epoca.


A cura di Azzurra Tasselli

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Azzurra Tasselli

Azzurra Tasselli

Mi presento: mi chiamo Tasselli Azzurra, ho un diploma Magistrale conseguito alla Giovanni Pascoli, dove ho frequentato per 5 anni il liceo socio-psico-pedagogico. Dopodichè mi sono laureata in Filosofia, indirizzo Filosofia Morale, al Pellegrino in via Bolognese (facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze). Attualmente lavoro al C.S.E Il Totem e alla biblioteca delle Oblate a titolo di inserimento socio-terapeutico.
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Azzurra Tasselli

Mi presento: mi chiamo Tasselli Azzurra, ho un diploma Magistrale conseguito alla Giovanni Pascoli, dove ho frequentato per 5 anni il liceo socio-psico-pedagogico. Dopodichè mi sono laureata in Filosofia, indirizzo Filosofia Morale, al Pellegrino in via Bolognese (facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze). Attualmente lavoro al C.S.E Il Totem e alla biblioteca delle Oblate a titolo di inserimento socio-terapeutico.
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