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lunedì 23 Novembre 2020
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Il torneo Nereo Rocco ai tempi del Covid

È ormai da un bel po’ di anni che, verso la fine di agosto, mi siedo sugli spalti del centro sportivo F.Valcareggi di Settignano. Qui ha sede di fatto uno dei tornei internazionali giovanili di calcio più prestigiosi della Toscana; il Nereo Rocco. Ho iniziato questa tradizione con mio padre, quando ero ancora ragazzino ed il fascino del professionismo giovanile cominciava pian piano ad incuriosirmi. L’inizio del Torneo, riservato esclusivamente alla categoria allievi, precede naturalmente l’avvio dei campionati e per molte società resta un palcoscenico importante per testare il rendimento delle proprie squadre. Ogni anno oltre ad alcune società professionistiche toscane di livello, ne partecipano altre come Sampdoria, Atalanta e Perugia, che conservano alcuni tra i migliori settori giovanili italiani. La competizione tuttavia è impreziosita ulteriormente dalla partecipazione di società estere tra le quali Partizan Belgrado, Paok Salonicco e  Dinamo Zagabria, che soggiornano e approfittano di una breve vacanza nella capitale del Rinascimento; Firenze.

Nuovo sito ufficiale dell'US Settignanese Calcio

Cenni storici

Il torneo Nereo Rocco nacque nel lontano 1980, quando fu organizzata ufficialmente la prima edizione per celebrare i dieci anni dalla fondazione della U.S Settignanese (società di casa). L’anno successivo si individuò il vero fondatore della competizione nella figura dell’assessore provinciale allo sport Franco Nannotti, che propose di intitolarla al personaggio Nereo Rocco. Un atleta legato da un lato alla città di Firenze per aver militato tra le fila della squadra viola, dall’altro al Milan, con il quale aveva vinto la Coppa dei campioni e l’intercontinentale nel 1969.

Infatti, fu proprio il fatto che la Settignanese condividesse i colori del Milan che fornì lo spunto a Nannotti per proporre di intitolare a lui il torneo.

 

La mia esperienza

Come già accennato, ho avviato questa tradizione quando ancora ero un ragazzino. Raccomandavo mio padre che mi portasse a seguire il Nereo Rocco perché da grande appassionato di calcio nutrivo curiosità per il mondo del professionismo. Pensare di veder giocare miei coetanei di squadre cosi titolate era per me anche un metodo di confronto con il mondo dilettante, nel quale militavo. Tuttavia, come ogni ragazzino mi lasciavo sempre trasportare dall’ambizione nascosta dietro ad uno di quei sogni che ti accompagnano nell’età spensierata.

L’atmosfera che si respira in competizioni come queste è totalmente indescrivibile, se si conta il duro lavoro e la dedizione che richiede l’organizzazione di un simile evento.

 

Promotore e organizzatore: Maurizio Romei

Il responsabile del settore tecnico dell’US Settignanese Maurizio Romei, da anni promotore dello sviluppo e dell’organizzazione del torneo, ha lanciato un chiaro messaggio di crescita nel calcio fiorentino dilettante mettendo in luce il profilo della società rosso-nera.

In termini di funzionalità ed estetica, quello della Settignanese più che un centro sportivo è una vera e propria cittadella dello sport, da anni ormai più che al passo con i tempi sotto il profilo logistico/organizzativo.

In grado di competere con l’adiacente Centro Tecnico federale di Coverciano, l’impianto della Settignanese è la dimostrazione tangibile dell’ottimo lavoro svolto da Romei e i suoi.

È logico pensare quindi che dietro all’organizzazione di un evento come quello del “Nereo Rocco” ci siano basi solide di un calcio che seppur emergente nei dilettanti, lavora con una mentalità non poi del tutto lontana da quella professionistica.

Campionando - Calcio Giovanile e Dilettanti - News

 

Il Nereo Rocco 2020: una spinta al calcio dilettantistico

La 41ª edizione del torneo “Nereo Rocco” rimarrà nella storia non tanto per i risultati sul campo o sulla presenza di potenziali campioni (da qui sono passati tra gli altri Federico Chiesa, Jovetic, Flachi, Montella, Albertini, Fabio Cannavaro, Birindelli, Bernardeschi e Cruz), ma per essere stata la prima manifestazione ufficiale che ha messo a confronto il mondo dilettante con quello professionistico. A causa della situazione complicata portata dal Covid 19, il calcio aveva bisogno di un qualcosa che gli conferisse nuovamente speranza e ambizione. Un impulso per una rinascita equilibrata a 360 gradi, che coinvolgesse anche il mondo dei dilettanti, dove davvero si percepiva una lenta decadenza.

Cosi anche per quest’anno, queste ingenti novità mi hanno spinto a seguire la manifestazione da vicino. La formula del torneo, riservato ai nati del 2004, prevedeva una fase ad eliminazione suddivisa in 3 gironi, in ognuno dei quali era stata inserita una realtà professionistica: Pistoiese, Empoli (partecipante con i 2005) e Pontedera.

È stato Paolo Mangini, presidente della LND, a dare un calcio d’inizio simbolico per l’avvio del torneo nella partita inaugurale tra Settignanese e Empoli. Un gesto che ha richiamato l’attenzione degli spettatori presenti, che hanno poi ascoltato le parole del presidente:

Essere qua a distanza di sei mesi dall’inizio di questa pandemia per vedere i ragazzi di nuovo in campo è una bella sensazione e lancia un forte messaggio di speranza

La partecipazione di società dilettantistiche, tra queste Aquila Montevarchi, Floria 2000, Montespertoli, Lanciotto e Sangiovannese ha dato un volto nuovo al torneo. Non hanno sfigurato ma anzi hanno saputo farsi spazio tra i professionisti, collezionando qualche buon risultato. Questo a testimonianza che le evidenti differenze di categoria nelle giovanili si stanno assottigliando, contribuendo a rendere il calcio odierno più equilibrato.

 

Pontedera su tutti

A vincere il torneo è la formazione del Pontedera che supera per 1-0 i rivali dell’Empoli. Grande cavalcata quella dei ragazzi allenati da Mister Caponi e che hanno espresso buon gioco, dando l’impressione di una formazione solida. Non è un caso che i ragazzi siano stati capaci di mantenere la propria porta inviolata per l’intero torneo e mettendo a segno ben 24 reti.

Un buon auspicio per il campionato che li vedrà impegnati nel girone allievi nazionali lega Pro.

In bocca al lupo ragazzi!


A cura di Andrea Capolli

Andrea Capolli
Andrea Capolli
Ho studiato lingue, letterature straniere e studi interculturali all’Università di Firenze. Sono eterno amante della cultura ispano latina, partendo naturalmente dalla lingua spagnola per arrivare al baile latino americano. Lo sport e la scrittura sono sempre state altre due mie grandi passioni. Scrivo ormai da qualche annetto e gestisco un blog personale chiamato ”Coriandoli nostalgici”. Nel tempo libero amo follemente viaggiare: ”Preferisco un passaporto pieno di timbri che una casa piena di cose”.

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