Intervista a Samantha Boldrin, aspirante bodypainter

Esistono davvero infiniti e differenti tipologie di arte, un termine che non accetta né confini né vincoli. In alcune di esse è proprio l’essere umano a diventare tela e “materiale” sul quale l’estro di un artista va man mano realizzandosi e concretizzandosi in un’opera. Ecco che cos’è la body painting. Per questo interessante spaccato del mondo artistico, che forse non tutti conoscono, abbiamo intervistato un’aspirante bodypainter. Ci racconterà un po’ di lei e di questo mondo Samantha Boldrin, valdostana, classe 1975.

L’intervista

Samantha, mi appare in videochiamata intenta a creare qualcosa che attira da subito la mia curiosità. Tiene in mano delle piume cercando il metodo per sistemarle al meglio sopra un cappellino colorato di carta pesta. Perciò prima delle domande che mi sono preparata, le chiedo cosa stia facendo. Mi risponde che sta realizzando un cappellino per partecipare ad una challenge insieme ad un gruppo di altri artisti. ‘Ma perché lo fai?’ mi viene spontaneo chiederle ingenuamente. ‘Perché c’è un po di follia in ogni artista!’ mi risponde. E da questa riposta mi è subito chiaro il tono appassionato che avrà il nostro colloquio.

Come nasce la tua passione per l’arte?

Io non ho mai studiato arte e non ho mai dipinto prima di scoprire questa passione, solo alcuni anni fa. Però mi sono sempre piaciute le cose belle, luoghi e città d’arte. A me non attira l’opera in sé non avendo studiato arte. Magari non mi soffermo a guardare un dipinto perché non ne conosco le tecniche. Per me si tratta di un’idea più ampia e allargata, un’idea di bellezza generale.

Come ti sei avvicinata a questo mondo così particolare?

È stato davvero un crescendo in cui sono partita con il trucca bimbi. Alcuni anni fa ad una festa patronale di paese, ho incontrato una mia amica che faceva il trucca bimbi. Non so, mi è scattato dentro qualcosa e così le ho chiesto se avesse voglia d’insegnarmi qualcosa in più. Con lei ho mosso i miei primi passi e ho imparato le nozioni base per poter cominciare a lavorare, a partire dai soggetti più semplici, come le mascherine di animali quali ad esempio leone e farfalla. Mi ha insegnato anche quali colori usare ed in che modo. Dopodiché sono partita da sola cominciando con la partecipazione, all’inizio sporadica poi sempre più assidua, a qualche evento. In questo modo ho allenato sempre di più la mano appassionandomi maggiormente ogni volta.

Dipingere i volti dei bambini è sempre un banco di prova per quanto tu possa diventare brava. Ti stimolano molto con la loro creatività, ti fanno richieste particolari e con loro ho raggiunto una bella empatia. Spesso chiedo loro in che cosa vorrebbero trasformarsi e da qui s’instaura un dialogo divertentissimo. Sono sinceri se ti dicono “brava”, tanto quanto se un disegno non gli piace non sanno nascondere la loro delusione. Il che ti porta a modificarti, a correggerti e fare sempre meglio. Però quando si specchiano, vederli sorridere contenti del loro aspetto è bellissimo, ti dà la forza di continuare.

Samantha mentre trucca una bimba (ph Laura Moscatelli)

Ed è a questo punto che hai cominciato a pensare anche al bodypainting?

Sì, dopo tanto allenamento ho poi deciso d’iscrivermi ad un’accademia di Roma che mi ha dato l’opportunità di seguire dei corsi on line più approfonditi che riguardavano non solo il trucca bimbi, ma che si addentravano soprattutto nel mondo della pittura su viso e corpo di adulti. Tra le varie modalità che ho imparato, anche in sessioni dal vivo, c’è il belly painting, ovvero la pittura sui pancioni delle mamme in attesa. È una una forma d’arte molto intima, visto che parte tutto da un colloquio con la futura mamma che ti racconta cosa vorrebbe. Ti dà la possibilità di creare un progetto personale, ed ogni progetto è diverso ogni volta. Inoltre mentre lo dipingi si crea una bellissima energia perché stai celebrando una nascita. Ho perso il filo del discorso nel risponderti alla domanda ricordando quante belle emozioni si provano…

Una pancia dipinta da Samantha con il belly painting

Ho comunque continuato a studiare e ad allenare la mano integrando con molti altri corsi sul body painting. Ho imparato sempre di più ed ho avuto anche l’opportunità di partecipare ad alcuni contest come assistente di altri artisti e in un’occasione in veste diretta di artista. La mia formazione continua si è fermata solo ora per via di questa situazione sanitaria. Spero di riprendere al più presto!

A questo proposito, quanto giudichi importante il rapporto con la modella e in base a cosa la scegli?

Il rapporto con la modella non è importante, è importantissimo!

Come è fondamentale che lei si senta a proprio agio, perché diventa la tua tela, ma magari mentre sei così immersa nella realizzazione del tuo progetto ti scordi che rimane un essere umano con dei bisogni e necessità a cui è importare prestare continua attenzione. La scelta di una modella può essere diversa a seconda del contesto in cui ci si trova a realizzare un’opera. Un esercizio di stile in relax a casa, una jem session con altri artisti, un contest o un set fotografico. Ma qualunque sia il contesto, un buon rapporto è sempre fondamentale affinché il lavoro venga bene. Per dipingere un corpo intero durante un contest ci possono volere anche 7 ore. Le modelle sono al corrente di questo perché è molto stancante e io lo spiego loro sempre prima di sceglierle.

Inoltre, do molta importanza all’energia che si crea tra artista e modella durante l’esecuzione del lavoro; momento in cui è fondamentale sostenersi a vicenda. Quindi la scelta deve essere per me frutto di una ricerca molto accurata ed ha davvero molte sfumature che non riguardano solo la forma fisica, ma anche tantissimi altri fattori. Per esempio, è necessario che siano disinibite e capaci di stare di fronte ad una fotocamera con il corpo nudo anche se dipinto e le sole parti intime coperte. Alla fine della gara si deve fare anche una sorta di performance nella quale le modelle devono muoversi interpretando il soggetto dell’opera su una musica scelta.

Fabiola Gaballo modella dipinta da Samantha (ph Matteo Ianno)

Cosa provi quando dipingi sopra il corpo di una modella?

Bella domanda.. Si crea molta empatia, ed è anche molto divertente perché tu dai forma al tuo progetto, vedi la tua opera che prende viva, è dinamica, non è ferma come un quadro. Il disegno segue le rotondità del corpo umano e ci sono alcune forme specifiche che prendono vita solo grazie alle rotondità del corpo. Il corpo è vivo e si muove. Tu magari progetti un disegno per quello specifico punto, però mentre dipingi ti accorgi che non è armonico e devi quindi modificare il tuo progetto in corso d’opera. Bisogna sapersi adattare alla situazione con grande capacità di problem solving.

Ci sono altre forme d’arte che pratichi in questo campo?

Si nel tempo ho iniziato ad appassionarmi moltissimo ai tatuaggi temporanei con l’henné naturale. Quello dell’henné è sempre stato ed è ancora un vero e proprio rituale. Veniva infatti eseguito fin dall’antichità per decorare mani e piedi durante alcune tipologie di cerimonie, soprattutto in India. Per esempio nelle cerimonie nuziali i disegni erano di buon auspicio per la sposa.

Mi piace molto usare questa tecnica di decorazione del corpo perché ogni forma che si disegna è molto introspettiva. Ogni simbolo scelto ha un preciso significato, un ricciolo, un fiore, un triangolo, una farfalla, una spirale, niente è da lasciare al caso. Ognuno scegliendo un disegno mi parla un po’ di sé anche senza dire nulla, tira fuori la sua essenza. Io ad esempio amo molto quelli floreali.

Un tatuaggio floreale all’henné realizzato da Samantha

Come hai tenuta viva la tua arte in questa quarantena? E quanto questa situazione avrà ripercussioni sulla tua attività?

Dopo un iniziale momento di sgomento e sbandamento come per molti, noi artisti ci siamo messi tutti in moto perché abbiamo ritenuto opportuno continuare a portare bellezza nel mondo, che ne aveva bisogno, facendo di tutto per riempire anche le nostre pagine social di arte creando un messaggio positivo.

Abbiamo creato vari gruppi artistici con diverse forme di arte e questi continueranno ancora ad esistere perché abbiamo creato una bella cosa. Tanti professionisti si sono messi all’opera per insegnarci in maniera gratuita e sfruttare positivamente questo periodo, uno scambio do ut des, una condivisione molto formativa per tutti. Uno di questi gruppi ad esempio è quello con cui parteciperò alla challenge. È formato da varie artiste di diverse discipline pittoriche, molte delle quali però make up artist, body o face painter, siamo davvero tante, è un bel gruppo.

In questa quarantena ci sono stati ovviamente molti alti e bassi, ho cercato comunque di tenermi in allenamento pur cosciente che però per noi sarà un anno sostanzialmente negativo. Dovremo rinunciare al trucca bimbi per le evidenti difficoltà di adeguamento alla situazione. Solitamente sono già abituata a disinfettare il materiale, a mantenere postazioni e trucchi pulitissimi e a lavorare in totale sicurezza, ma è praticamente impossibile pensare di poter fare un trucca bimbi con mascherine e visiere.

Ed in ogni caso non ci sarebbe opportunità di lavoro: niente fiere, feste patronali o eventi di piazza e specialmente in una regione come la mia per cui si vive di turismo e di queste cose, ci saranno ripercussioni non indifferenti a livello economico. Molte situazioni non sono sostenibili, l’arte ha avuto lo schianto al suolo tra i più forti in questo momento. Speriamo di poter ricominciare presto, sicuramente andrò avanti con i tatuaggi all’henné e con il belly painting, adottando tutte le precauzioni ed i presidi necessari per lavorare in sicurezza.

Ma comunque non disperate, noi artisti continueremo a portare la bellezza nel mondo!


A cura di Martina Bastianelli

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Martina Bastianelli

Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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