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lunedì 23 Novembre 2020
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Karim Mejri, intervista allo youtuber che ha reso “semplici” gli investimenti

Podcast di Michele Seremia
Podcast di Michele Seremia

Cari amici di Tomorrow, oggi intervistiamo Karim Mejri. Youtuber di 27 anni che ha un canale chiamato “Karim Mejri – Investing Simple”. Ciao Karim e benvenuto.

Ciao Michele. Grazie, ciao a tutti quanti i lettori del blog. Grazie a te e al team del blog per l’invito.

Karim Mejri, nei tuoi video parli di finanza, investimenti e crescita personale. Quando nasce la tua passione per questi temi? C’è stato un fatto o un evento particolare che ti ha condotto alla decisione di aprire un canale YouTube o è stata una scelta maturata ed elaborata nel corso del tempo?

Per quanto riguarda i tre temi, sono temporalmente scollegati. La prima passione nata è stata quella per la crescita personale, all’incirca 5 anni fa. Alla fine del periodo adolescenziale. Tuttavia, dopo aver iniziato a lavorare, mi sono reso conto che non sapevo come gestire il denaro che guadagnavo. Non avevo proprio idea. Da lì allora ho iniziato ad informarmi sulla finanza personale, arrivando poi al mondo degli investimenti. Ad oggi sono interessato a tutte e tre le tematiche. In particolare investimenti e finanza, che possono considerarsi un ramo della crescita personale.

Per quanto concerne YouTube invece, è stata una cosa supplementare, nata nemmeno sei mesi fa. Quindi molto recente. Principalmente è nata da un fallimento. Infatti ho provato ad aprire un blog, rendendomi però conto che, nonostante abbia sempre voluto avere un blog in cui parlare di me e raccontare delle mie esperienze, era molto difficile e faticoso scrivere un articolo. Oltretutto, mi sentivo più abile e portato per parlare che per scrivere. Dopo poco dunque mi sono reso conto che non mi piaceva e che, francamente, non avevo nemmeno tutte le capacità necessarie per aprirlo. Alla fine quindi ho scelto di cambiare, passando a YouTube.

Venendo ai temi a noi più cari. Il tuo motto è investing-simple. Credi che in Italia ci sia un problema di educazione finanziaria? Personalmente spesso colgo uno scetticismo o per meglio dire una sorta di perenne avversione al mondo degli investimenti. Come se in molti avessero fiducia soltanto nell’intramontabile mattone. Tu che ne pensi?

In generale sì, credo che ci sia assolutamente disinformazione finanziaria. Soprattutto perché in Italia non esiste un’istruzione pubblica in grado di insegnarci come gestire il proprio denaro, come non vivere con la “corsa del topo”, giorno per giorno e mese per mese. Quindi assolutamente sì, sono d’accordo con te. In particolare, è un dispiacere che questo tipo di educazione venga demandata esclusivamente ai genitori. Oltretutto, chi non ha fatto economia o finanza all’università spesso non ha la benché minima idea di come potersi muovere in questo mondo. L’unica cosa che si sente in televisione, come dicevi, è proprio il mattone. Per tale ragione in molti si “rifugiano lì”, senza essere al corrente delle alternative e delle altre possibilità offerte dal mercato.

In diversi tuoi video parli del P2P (Peer to Peer lending) e di imprese come Mintos, Bondora o l’italiana Prestiamoci. Come funzionano queste piattaforme? Secondo te che quota dei propri risparmi meriterebbe di essere indirizzata verso il P2P?

A mio avviso, il vantaggio principale della suddetta tipologia di investimento è ascrivibile al fatto che nella maggior parte dei casi essa non richiede quasi alcun tipo di conoscenza.

In generale, queste piattaforme utilizzano il denaro che noi depositiamo su di esse per prestarlo a delle persone. Queste persone hanno bisogno dei prestiti, quindi ricevono questo denaro. A fronte di ciò pagano, nel corso dei mesi successivi, il prestito indietro. Con un piccolo interesse in più. Un po’ come funziona con le banche, soltanto che in questo caso quell’interesse diventa il guadagno effettivo degli investitori. Quindi, simulando in maniera molto semplicistica, funzioniamo come se fossimo delle banche.

Chiaramente questo è un vero e proprio investimento, pertanto comporta l’assunzione di rischi di diverso tipo. A partire dalla piattaforma, soprattutto se sono estere e quindi non sorvegliate. Ma anche quelle italiane, benché sorvegliate, rimangono “prive di garanzia”, nella misura in cui non vi è un “fondo di garanzia” che copre il capitale. Il capitale rimane a rischio. Per quanto concerne la percentuale del portafoglio che meriterebbe di essere investita in questa tipologia di investimenti, a mio avviso dipende..

Dipende anche dall’approccio al rischio. Chiaramente se uno si orienta su prestiti con tassi di interesse del 3/4% volendo si può spingere anche un po’ oltre. Altrimenti, qualora invece si ambisca a rendimenti maggiori, forse non ci si dovrebbe sbilanciare troppo…

Sisi, assolutamente. Dipende, come dici te, dalla propensione al rischio di ciascuno. E anche dal proprio orizzonte temporale. Al di là di Bondora, il peer to peer lending ha un orizzonte temporale abbastanza lungo. Almeno un annetto. Quindi per chi vuole fare qualcosa di più speculativo, con orizzonti temporali di uno, due mesi, non ha molto senso.

Infatti, a tal proposito, passerei alla domanda successiva. Nei tuoi video parli sia di MoneyFarm, che ricopre una quota rilevante del tuo portafoglio, che di broker come Degiro. In particolare, hai sempre aggiornato i tuoi fan sulle azioni comprate e vendute. Mi vengono in mente Disney, 3M, Eni, Intesa. Giusto per citarne alcune. Credi che in questi casi sia fondamentale essere trasparenti al 100% verso il proprio pubblico? In fin dei conti si tratta pur sempre dei propri risparmi, non credo sia scontato essere così sinceri.

Eh sì. Guarda, ci sono diversi motivi che mi hanno spinto a condividere le azioni, così come il portafoglio Moneyfarm. Con tutte le cifre. La prima motivazione riguarda lo spirito di condivisione, come dicevo prima. Io avrei voluto avere un blog per condividere la mia personalità, la mia vita, i miei risparmi. Non mi importa di avere chissà quale segreto. Chiaramente se ci fosse qualcosa che vorrei non dire eviterei di farlo, però per quanto riguarda i miei risparmi non vedo particolari problemi. Né a dire quanto ho in banca, ne quanto guadagno, ne quanto ho all’interno del fondo d’investimento. Quindi la prima motivazione, come ho detto, fa riferimento ad un mio personale “spirito di condivisione”, non mi importa che ci sia alcun “tabù” riguardo il denaro. Anzi, spero che con il tempo si diffonda ancora di più questa pratica. Peraltro già abbastanza comune nel mondo della finanza.

Il secondo motivo è relativo all’utilità per gli altri. Al di là della trasparenza e del “perbenismo”, credo concretamente che per una persona possa essere utile vedere il portafoglio di un altro. Consente di fornire un metro di paragone. Ma soprattutto gli da un’idea. Io non sono assolutamente un consulente finanziario e non mi spaccio per tale. Quindi, premesso che io mi limito semplicemente a condividere quello che faccio, credo che possa essere utile per una persona accorgersi di un titolo scontato in un determinato momento, grazie ad un mio video. Questo per dire che il valore massimo della mia “trasparenza” è quello dell’utilità. Io l’ho fatto sul mio canale soprattutto perché seguivo e seguo molti canali che lo fanno. Recependone il valore, ho deciso di farlo anche io.

Si, hai ragione. Io da fan lo apprezzo anche perché, tornando al precedente discorso sull’educazione finanziaria, magari le persone si aspettano che servano chissà quali cifre. Tuttavia, mi vengono in mente i tuoi portafogli su Mintos e Bondora. In quei casi si tratta di cifre intorno alle decine di euro, con ridotti margini di guadagno.

Assolutamente, infatti quando si cita il mondo degli investimenti spesso si pensa che abbia senso soltanto quando si hanno a disposizione centinaia di migliaia di euro. Ma praticamente nessuno parte con queste cifre. Lo stesso Warren Buffett probabilmente non è partito con 200.000 euro sul conto. Ciò detto, il miglior investimento sarà quello sulla propria conoscenza. E sull’imparare al meglio a fare gli investimenti. Non c’è niente che pagherà un interesse maggiore di questo.

A seguito del lockdown è esploso l’e-commerce. Per molti che hanno scoperto le comodità dell’acquisto direttamente dal proprio divano di casa sarà molto difficile tornare indietro. Ti lancio una mezza provocazione: a tuo giudizio le azioni Amazon possono essere considerate un lussuosissimo bene rifugio?

Qualunque risposta è “sbagliata”. Possono essere un bene rifugio in un contesto come quello attuale, o peggio ancora qualora dovesse esserci un altro lockdown. In parte la tua affermazione è vera, in parte però no. Il fatto che adesso le persone abbiano scoperto l’acquisto online e si siano un po’ “adagiate” è vero e sono d’accordo. D’altro canto però le persone hanno anche risentito dell’assenza di relazioni umane, della scoperta di posti nuovi o anche banalmente del piacere di uscire. Anche senza fare niente di particolare. Secondo me il valore dell’acquisto “semplice” in un supermercato o un negozio rimane e rimarrà. Non sarà accantonato, non verrà del tutto omesso l’acquisto fisico di beni, demandando tutto ad Amazon.

Tuttavia, Amazon può essere un bene rifugio soprattutto per la diversificazione del business che sta avendo, perché si sta orientando su tantissime cose. Non solo sull’e-commerce. In questo senso può essere condivisibile la provocazione sul “bene rifugio”, perché ormai tocca un’infinità di bacini di mercato. Un po’ come Google e Microsoft.

Concordo in pieno. A tal proposito mi è venuto in mente un dibattito sollevato qualche anno fa, in merito al testa a testa Amazon-Apple. Tuttavia, già allora si diceva come Amazon avesse maggiori prospettive di crescita, proprio per la sua diversificazione. Cambiando argomento, una volta hai commentato la seguente frase di Warren Buffett, leggendario investitore nonché quarto uomo più ricco al mondo: diversification is a protection against ignorance. In estrema sintesi, perché a tuo avviso ha ragione Warren Buffet? Spesso si sente dire invece che diversificare consenta di diminuire i propri rischi.

In generale, non sono d’accordo in pieno con quell’affermazione. Chiaramente va contestualizzata, come ho provato a fare anche io nel mio video. Non è una verità assoluta a mio giudizio. Credo che il messaggio che volesse lanciare Warren Buffett e con il quale io sono al 100% d’accordo, è il seguente: far ricadere tutta la responsabilità dei propri investimenti sulla diversificazione è sbagliato. E’ sbagliatissimo. Porta soltanto a perdere dei soldi. Ed è protezione contro l’ignoranza. Questo accade ogni qualvolta si acquistano azioni, si investe in piattaforme di peer to peer lending o si deposita il denaro da qualche parte, senza sapere che cosa realmente si stia facendo. Ciò porta sicuramente a perdere soldi. Per questo non è sufficiente diversificare per avere dei guadagni proficui. Per quello ci sono già gli ETF e altri strumenti finanziari. Però in un portafoglio di investimenti, secondo me, bisogna investire esclusivamente in ciò che si conosce e in ciò in cui si crede.

Anche perché emotivamente è più semplice da gestire. Il motivo per cui tante persone sbagliano è proprio l’emotività. Il fatto di non avere piena consapevolezza delle proprie azioni o di non crederci fino in fondo. Ciò conduce inevitabilmente all’errore. Viceversa, quando qualcuno crede nel proprio operato e soprattutto conosce la materia, non sbaglia nei momenti emotivi. Perché si fida della sua conoscenza, che dunque prevale.

Un mio amico l’altro giorno mi ha detto: ti do 30.000 euro, voglio guadagnarci il 100% in 6 anni. Io mi sono limitato a ricordargli che l’usura in Italia non è legale e che quindi avrebbe dovuto ridimensionare i propri sogni di gloria. Al di là degli scherzi, quali consigli daresti a lui come ad altre ragazze ed altri ragazzi che dispongono di un po’ di liquidità ferma sul proprio conto deposito?

Come dicevo in precedenza, se si vogliono raggiungere degli obiettivi così ambiziosi, si può agire in due modi. O alzando tantissimo il rischio, come fanno tante persone comprando bitcoin, sperando che tra sei anni possano raddoppiare il proprio valore. Oppure comprando Tesla, sperando che tra sei anni possano valere anche il triplo, probabilmente.

Se uno Tesla l’avesse comprata a marzo, a quest’ora..

Eh sì, probabilmente avrebbe già “traguardato”. Però chiaramente potrebbe andare bene, come potrebbe andare male. Alzando così tanto il rischio e facendo operazioni speculative può succedere qualunque cosa. Posso triplicare il capitale in sei anni, come posso andare a zero.

Il secondo modo, se non si vuole alzare tantissimo il rischio, è quello di diventare tanto bravi. Ci sono tantissimi esempi di persone che, diventando brave con gli investimenti, in pochi anni sono riuscite a duplicare il denaro. Senza incorrere in chissà quale rischio. Soltanto capendo quali fossero le aziende migliori verso cui orientare i propri investimenti, il momento storico per entrare in un certo mercato ecc. Studiando bene il business e diventando dei “master” si può assolutamente riuscire ad ottenere dei rendimenti di quella portata.

A tal proposito, si torna sul discorso che avevi fatto in precedenza. In merito all’investimento sulla propria conoscenza e sulle proprie competenze..

Assolutamente.

Karim Mejri, siamo giunti al termine della chiacchierata. Avrei voluto affrontare anche tematiche quali il crowdfunding immobiliare, ma rimandiamo direttamente i nostri lettori ai tuoi video. Ultimissima curiosità: quali sono le prossime idee per il tuo canale? Parlerai anche di bitcoin e criptovalute? Aprirai un canale Twitch?

Partiamo dall’ultima. Per ora, no. Niente canale Twitch.

Però il “per ora”…

Ovvio, francamente non posso prevedere il futuro da qui a un anno. Però sinceramente non è in programma da qui a tre mesi. In generale poi io mi definirei un single task. Mi piace concentrarmi su una cosa e cercare di farla bene, al meglio. Ho aperto il canale YouTube da nemmeno 6 mesi, ho ancora tantissimo da imparare e migliorare. Poi, una volta che il canale sarà consolidato o qualora mi stancassi (anche se non credo), potrei valutare di fare altro. Però ad oggi Twitch non l’ho considerata come possibilità. Onestamente non so nemmeno bene di cosa si tratti.

Per quanto concerne i programmi per il canale, a breve uscirà un video in cui parlo di quanto si guadagna su YouTube. E quanto ho guadagnato io con pochissimi iscritti e non molte visualizzazioni. In fin dei conti non ho neanche 2.000 iscritti e mi pare 70.000 visualizzazioni. Quindi non tantissimo. Però a mio avviso ciò può risultare utile alle tante persone che ambiscono a creare qualcosa del genere, dando loro quella spinta e motivazione in più che gli serve per farlo. Io alla fine sono lieto di far vedere quanto guadagno. Non mi importa di tenerlo nascosto. É grazie a chi si approccia al canale che è possibile fare quei guadagni, quindi non vedo perché dovrei nasconderli.

Oltre a quel video, ci saranno sempre un po’ di video a tema investimenti. Un po’ di piattaforme di P2P lending, un po’ dei miei investimenti nello specifico e poi probabilmente a settembre uscirà un altro aggiornamento su MoneyFarm, in cui parlerò del mio portafoglio e di alcuni cambiamenti che ho fatto recentemente.

Grazie mille Karim Mejri, super disponibile. Buona serata!

E di che, grazie a te!


A cura di Michele Seremia

Michele Seremia
Michele Seremia
Se vi piacciono le leggi e le salsicce non chiedetevi come vengono fatte. Le rivoluzioni non sono mai pranzi di gala. Di notte tutte le mucche sono nere. Sell in may and go away. Vote blue, no matter who. Puoi portare un cavallo all’acqua, ma non puoi costringerlo a bere. No drama, just lama.

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