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sabato 23 Ottobre 2021
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Le Startup in tempo di Covid

Un settore in crescita nonostante la crisi Covid

Un settore in crescita e che ha risentito in minima parte della crisi derivata dal Covid-19 è certamente quello delle startup. Le startup, così come definite dal Decreto Crescita 2.0, sono caratterizzate da un elemento importante: la scalabilità. Questo vuol dire che le attività sono facilmente replicabili e altre aziende possono utilizzarne le scoperte. Una particolarità importante visto il periodo sfidante che stiamo vivendo e in cui molte nuove aziende sono nate per far fronte alle esigenze di una società che si è trovata a dover riadattare i propri ritmi e le proprie abitudini.

Impatto della crisi Covid sulle aziende innovative

Per capire meglio di cosa parliamo, leggiamo il report de L’associazione del Venture Capital VC Hub Utalia intitolato “L’impatto dell’emergenza COVID-19 sulle startup e sull’ecosistema dell’innovazione in Italia“. Tale associazione, che rappresenta più del 90% degli investitori italiani in innovazione e 70 tra startup e PMI innovative, in collaborazione con EY, leader mondiale nei servizi professionali di consulenza, ha analizzato l’impatto dell’emergenza Covid-19 sull’ecosistema italiano dell’innovazione. Le startup analizzate sono cresciute sia in termini di assunzioni che di nuovi ricavi: il 58% di esse ha aumentato il personale, il 32% ha registrato un aumento della domanda e il 27% una crescita dei ricavi.

innovation startupEmerge inoltre che il 62% delle realtà coinvolte nell’indagine ha lavorato in smart working senza compromettere la produttività e il 67,5% invece non ha sostenuto alcun investimento per agevolare lo smart working poiché già dotate degli strumenti per operare in tal senso. Le startup coinvolte nell’indagine citata operano nel 68% dei casi nel mercato italiano e sono attive prevalentemente nei settori retail ed e-commerce. Si tratta di imprese nate negli ultimi 5 anni nel 62% dei casi, tra queste vi sono realtà che hanno avviato da poco la propria attività e ottenuto i capitali iniziali, ma ci sono anche scaleup più mature che hanno già raccolto investimenti più sostanziosi.

La crisi ha generato difficoltà nel settore? Certamente, ma non lo ha demolito: il 68% delle startup ha dichiarato di aver subito una riduzione della domanda, l’80% ha ridotto fino al 15% il salario del personale e il 55% è dovuto ricorrere alla cassa integrazione. Il 41% delle startup sta poi valutando di ricorrere al Venture Debt mentre il 16% si è già mosso in tal senso o sta pensando di farlo.

Startup vs Covid

Le startup che ha retto alla prova della crisi Covid e sono cresciute in termini di fatturato più di altre sono indubbiamente quelle del settore high tech che si sono adoperate per cercare soluzioni innovative in grado di fronteggiare la crisi sanitaria. Anche qui è utile guardare i dati emersi da L’indagine degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy del Politecnico di Milano. Sono state Ben 256 le iniziative dell’hi-tech italiano che rispondono alle esigenze nate in seguito all’attuale emergenza nei settori più disparati: digitalizzazione di processi, servizi alle persone, sistemi di distanziamento, svago, delivery, dispositivi sanitari, eLearning e sanificazione degli ambienti.

Anche Il rapporto “Startup vs Covid-19” di Cariplo Factory conferma la gran varietà dei campi di applicazione, le 150 imprese analizzate dallo studio sono nate durante il periodo del lockdown e hanno messo sul mercato differenti servizi: 26% di esse ha studiato nuove piattaforme digitali, 15% ha fornito soluzioni nell’healthcare , il 9% ha sviluppato progetti di education & edtech e il 5% si è dedicata ai prestiti in ambito fintech.

Basti pensare ad Insinnova, la startup che ha trasformato le maschere da sub di Decathlon in un respiratore per la terapia sub – intesiva contribuendo a salvare molte vite umane. Oppure a Idrobase che ha brevettato un sistema per sanificare integralmente gli ambienti in maniera veloce grazie a un generatore di elettroni capace di eliminare il 95% degli agenti patogeni. Molte altre si sono interessate alla creazione di test rapidi per identificare il virus ma c’è anche chi ha trasferito completamente online la consulenza medica di base come DaVinci Salute che ha creato un’app dove è possibile trovare i servizi medici di base che comprendono anche l’assistenza psicologica

E il futuro?

Sicuramente assisteremo a tante iniziative nate per finanziare nuove idee e progetti, come Officina dell’Innovazione promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico in cooperazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca presieduto da Gaetano Manfredi e dal Presidente dell’Ente Nazionale del Microcredito Mario Baccini.

Gli investimenti intendono supportare le attività produttive che hanno subito perdite di fatturato, sviluppare progetti in settori anche non-tech o finanziari come il turismo, l’agroalimentare e la didattica.

Anche alcuni progetti toscani sono degni di nota. Oltre alla realtà di BAN – Business Angels Network presente alle Murate di Firenze sin dal 2016 che riunisce giovani professionisti, manager e appassionati di innovazione è importante parlare anche di Open seed, anch’essa attiva dal 2016, che si avvale delle anche delle competenze di BAN per selezionare i progetti ad alto potenziale. Open Seed è una holding di partecipazione composta da più di 30 soci e 15 startup in portafoglio. Grazie alle competenze dei suoi membri, valuta e segue le migliori startup innovative e tecnologiche. Per facilitarne l’attività di investimento ha recentemente aperto il proprio capitale sociale a tutti con una campagna di equity su crownfunding su crowfundme.it

D’altronde, come si legge sul sito di Agenda Digitale, a prescindere dai trend e dai settori, questo è il momento giusto per applicare la “lezione” lasciata da questa pandemia per il nostro Paese: puntare su alfabetizzazione digitale, innovare e sburocratizzazione all’insegna della trasformazione digitale.


Erika Alampi

Erika Alampi
Laureata in relazioni internazionali e studi europei, mi occupo di parità di genere sin dai tempi dell'università. Scrivo di innovazione e circolarità su alcuni portali web e mi interessa tutto ciò che riguarda le scienze sociali, specialmente quelle riguardanti le interazioni umane.

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