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sabato 25 Settembre 2021
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Modigliani, un’esperienza virtuale nel centenario della sua scomparsa

 

Se provassimo per un momento a dimenticare che anno tremendo sia stato il 2020, scopriremmo anche che si tratta di un anno in cui vengono celebrati anniversari estremamente importanti. Tra questi, nel mondo dell’arte uno era particolarmente atteso: il centenario della morte dell’eterno Amedeo Modigliani, deceduto prematuramente a Parigi il 24 gennaio del 1920.

Nel Segno di Modigliani- Virtual Exhibition

Per raccontare la figura di questo intenso artista sono stati pensati e organizzati diversi progetti. Purtroppo, dato il momento storico, molti di essi sono stati aperti a singhiozzo o rimandati. Nei primi mesi dell’autunno, ad esempio, è stato proiettato nelle sale cinematografiche il film documentario di Valeria Parisi Maledetto Modigliani. Ma siccome attualmente “Maometto non può andare all’arte, allora sarà ancora una volta l’arte ad andare da Maometto”. E qui entra in gioco il fondamentale ruolo dell’Istituto Amedeo Modigliani. L’Istituto da anni promuove ricerche sull’artista, questa volta si è messo in moto per permettere a Modigliani di entrare nelle case di tutti con un semplice click.

Dal 29 ottobre è stata inaugurata Nel Segno di Modigliani-Virtual Exhibition. Una mostra virtuale gratuita, creata per raccontare l’artista attraverso i vari momenti della sua vita e della sua arte. La mostra, fruibile sia in italiano che in inglese, è stata ideata e curata dall’Istituto e diretta artisticamente da Roberto Panté. E’ stata realizzata anche con la collaborazione di Phantasya s.r.l., responsabile del percorso, oltre che con l’importante contributo della regione Lazio.

L’artista nel suo atelier

Come si può prendere parte a questa esperienza virtuale? La mostra è accessibile dal sito dell’Istituto www.istitutoamedeomodigliani.it, oppure direttamente dal canale appositamente creato, ovvero www.nelsegnodimodigliani.it. Per chi fosse dotato di un visore l’esperienza è fruibile anche mediante realtà virtuale. Sarà sufficiente cambiare modalità di visualizzazione una volta dentro il tour. L’ambiente 3D è stato realizzato tramite ricostruzioni eseguite in CG (computer graphic), in seguito ad un accurato studio dei materiali relativi alla vita dell’artista. Tutti questi studi sono poi stati poi integrati per la mostra con oggetti realmente appartenuti a Modigliani ed alla sua famiglia: lettere, cartoline e fotografie.

Alla scoperta dell’artista e delle sue opere

Cosa scoprirete una volta cliccato su Accedi al tour? Il consiglio spassionato, ancora  prima di cominciare, è quello di indossare da subito un paio di cuffie. Oltre ad ascoltare delle interessanti testimonianze vocali, tutta l’esperienza sarà infatti accompagnata dalle malinconiche note di Erik Satie, compositore e pianista caro amico di Modigliani. Giusto per calarsi ancora di più nell’atmosfera di Parigi dei primi del Novecento. Le cuffie serviranno a rendere questa esperienza, già di per sé magica, anche molto intima. Vi sembrerà di essere proiettati davvero tra quelle mura.

La mostra non è però ambientata a Parigi, ma riproduce un ambiente familiare dell’infanzia italiana dell’artista, un luogo dove egli ha realmente vissuto: la casa in Sardegna di Flaminio Modigliani, suo padre. Una volta entrati dalla porta si viene catapultati nell’universo Modigliani, per cui ogni oggetto o arredo richiama un’atmosfera e alcuni momenti specifici della vita dell’artista. Il visitatore può muoversi nella casa virtuale come all’interno di uno spazio fisico, interagendo con oggetti ed opere.

Femme assise- Dédie Hayden

L’interazione è a mano mano possibile esplorando l’ambiente. I quadri sono ingrandibili, le lettere e le testimonianze storiche si possono leggere, così come anche le didascalie delle opere. Di particolare interesse sono le testimonianze audio attraverso le quali Amedeo viene descritto. Tra queste, si segnala quella della straordinaria Kikì de Montparnasse. Modella più volte ritratta da Modigliani, nonché sua amante. Fondamentale inoltre il racconto di Jeanne Hébuterne, grande amore di Modigliani a cui è dedicata un’intera stanza corredata dai suoi ritratti. La compagna di vita dell’artista fu anche sua grande musa ispiratrice proprio per aver incarnato in sé la perfezione dei tratti che l’artista cercava in una donna. Ogni testimonianza è però importante perché regala aspetti della vita di Modigliani che insieme ne completano il puzzle.

Jeanne Hébuterne con il suo carnet di disegni

Realtà virtuale, ne vale la pena?

L’esperienza è da fare quasi trattenendo il fiato ed è decisamente per tutti. Se si conosce poco il pittore è un ottimo modo per cominciare ad avvicinarsi alla sua arte attraverso la sua storia personale. Se invece si tratta di un artista già caro alla vostra anima, la mostra è decisamente un delicato modo di ritrovarsi a tu per tu con Modigliani, ripercorrendo alcuni passaggi della sua vita.

Può sostituire un’esperienza reale in mostra? Nulla potrebbe. Nessuna esperienza virtuale ha la presunzione di farlo. Il bello della realtà virtuale è proprio questo: mettersi a confronto con un sogno che può trasformarsi in realtà. Un’esperienza diversa, unica ed irripetibile. Proprio come Modigliani. Poter osservare i suoi dipinti dal vivo spetterà poi a voi. Così come andare a “toccare con mano” se corrisponda a verità quanto detto da tutti coloro che abbiano posato per il pittore, ovvero che farsi ritrarre da Modigliani fosse come… farsi spogliare l’anima!


A cura di Martina Bastianelli

Martina Bastianelli
Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....

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