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domenica 1 Novembre 2020
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Il ruggito di una voce fuori dal coro: la musica ribelle di Edoardo Bennato al teatro Verdi di Firenze

“Burattino senza Fili” è per Edoardo Bennato il concept album della consacrazione: nell’anno della sua uscita, nel 1977, risultò l’album più acquistato d’Italia, con circa un milione di copie vendute. Il disco racconta le avventure di Pinocchio in chiave metaforica, distinguendo due piani di lettura delle canzoni: la storia di Carlo Collodi e la riproposizione allegorica dei personaggi coinvolti nella storia adattatati all’epoca moderna. Tutto il disco è animato da una prospettiva che ritroviamo anche altrove nella poetica di Bennato: la derisione del potere, che respinge ed opprime chi non osa omologarsi alla cultura mainstreamoffrendo così una possibilità di riflessione sulle distorsioni dello stesso potere e della società. Per celebrare il quarantesimo anniversario dall’uscita dell’album, il cantautore napoletano (il primo a riempire lo stadio di San Siro con ottantamila persone) torna in tour, a teatro, accompagnato dalla band e dal Quartetto d’archi Flegreo: ecco la mia recensione del concerto tenuto al Teatro Verdi di Firenze, Giovedì 9 Novembre.

Il Teatro Verdi di Firenze risponde con un sold out all’unica data toscana del tour del cantautore: il concerto, con inizio previsto alle ore 20.45, comincia alle 21.10, con un caloroso applauso ad accogliere l’aprirsi del sipario. Gli applausi iniziali non sono però per Bennato, che arriverà sul palco in un secondo momento, accompagnato dalla sua chitarra: è infatti il Quartetto Flegreo ad aprire l’evento, con un omaggio ad Antonio Vivaldi (Le quattro stagioni), che anticipa l’arrivo del cantante e l’inizio della sua performance live, che prende il via con Dotti, Medici e Sapienti, ultima traccia dell’album Burattino Senza Fili, donando fin da subito un’impronta decisamente energica al concerto. Il quartetto d’archi accompagnerà Bennato per altre 4 canzoni, prima di abbandonare la scena per lasciarlo da solo, come ai tempi che particolarmente hanno caratterizzato il suo esordio musicale: con la chitarra in braccio, l’armonica a bocca, il tamburo a pedale ed un kazoo, arriva così il turno di (alcuni) grandi classici: Abbi Dubbi, Sono solo Canzonette Il gatto e la Volpe entusiasmano un pubblico che accompagna appassionatamente l’esibizione. Il concerto assume una tonalità sempre più rock e movimentata, anche grazie ad un teatro come il Verdi, che sicuramente si dimostra all’altezza delle aspettative: l’impianto di diffusione del suono è ottimo, consentendo anche alle persone più distanti dal palco di godere comunque dello spettacolo; la misurata proposizione di effetti scenografici permette inoltre di spostare l’attenzione esclusivamente sul live, in un palco che ospita sopra di sé soltanto gli artisti e i propri strumenti musicali. Una spinta decisiva verso suoni più rockeggianti è data sicuramente dall’ingresso della band: E stata tua la colpa è la prima canzone cantata insieme al suo gruppo, che una volta sul palco scenderà soltanto finito il concerto. Dopo alcune canzoni, Bennato presenta due nuovi personaggi che entrano nelle sue note, i quali appartengono sempre alla favola di Pinocchio ma, per vari motivi, non furono inclusi nell’album che prese ispirazione dalla narrazione di Collodi: sono Il mio nome è Lucignolo (canzone presente nell’album Pronti a Salpare) e Mastro Geppetto (il nuovo singolo), che descrivono due figure protagoniste della società moderna (il pr nel primo caso, il pensionato nel secondo). Qualche canzone dopo, arriva il momento più coinvolgente del concerto: sale nuovamente sul palco il Quartetto Flegreo, per accompagnare Bennato e la band nell’esibizione di due canzoni, Le ragazze fanno grandi sogni e L’isola che non c’è, donando così all’atmosfera una nota di magia; i suoni prodotti dalla band si mescolano perfettamente con quelli dei quattro archi, fornendo la base ideale per due canzoni dal carattere tanto romantico quanto poetico. Arriva adesso il turno delle canzoni di denuncia, introdotte dalle parole di Bennato e cantate nuovamente solo con la band, che raccontano di storie e situazioni sbagliate: Vendo Bagnoli descrive l’attuale (triste) situazione del quartiere napoletano che ha dato i natali al cantante, La calunnia è un venticello è invece una canzone ispirata all’opera di Rossini “Il Barbiere di Siviglia” che racconta le vicende di due famosi personaggi italiani, Enzo Tortora e Mia Martini, mentre Pronti a Salpare (singolo estratto dall’ultimo album di Bennato dal titolo omonimo, vincitore del XIV premio Amnesty International Italia), propone il punto di vista del cantautore sul tema delle migrazioni contemporanee. Giunti quasi a fine concerto, sono nuovamente il Quartetto Flegreo e la band ad accompagnare le ultime due canzoni, Un giorno credi e il Rock di Capitano Uncino, prima del bis e quindi dell’ultima canzone, Meno male che adesso non c’è Neroneeseguita in chiava decisamente rock, coinvolgerà il pubblico fino ad alzarsi in piedi, per una chiusura di concerto che vale di per sé il prezzo del biglietto.

29 canzoni, 2 ore e 30′ di concerto, senza (quasi) mai fermarsi un attimo; un gioco fra suoni classici e rock perfettamente riuscito, per un’artista che, a 71 anni compiuti, sembra non aver proprio voglia di scendere dal palco. Uno spettacolo assolutamente consigliato: i testi e gli esperimenti acustici di Bennato sono qualcosa che vale asolutamente la pena ascoltare.

La Sony Music ha ristampato il cd: la legacy edition di “Burattino senza Fili” conterrà l’intero album, originariamente pubblicato da Dischi Ricordi, più quattordici bonus track rare o inedite, catturate dal vivo o registrate in studio. Sarà disponibile nella versione in doppio CD con un libro di quaranta pagine scritte dallo stesso Bennato, e in bundle LP + CD formato LP con libretto fotografico. All’interno, ci saranno anche le canzoni Lucignolo e Mastro Geppetto.

A cura di Sacha Tellini


Formazione della band:

Giuseppe Scarpato – chitarra

Gennaro Porcelli – chitarra

Arduino Lopez – basso

Roberto Perrone – batteria

Raffaele Lopez – Tastiere

 

Quartetto Flegreo:

Simona Sorrentino – primo violino

Fabiana Sirigu – secondo violino

Luigi Tufano – terzo violino

Marco Pescosolido – violoncello


Scaletta completa del concerto:

Quattro Stagioni – Vivaldi

Dotti, Medici e Sapienti

In fila per tre

Fantasie

La Fata

Non è amore

Cantautore

Abbi Dubbi

Sono solo canzonette

Il gatto e la volpe

È stata tua la colpa

Mangiafuoco

Quando sarai grande

Il mio nome è Lucignolo

Mastro Geppetto (inedito)

Che comico il grillo parlante

In prigione in prigione

Ogni favola è un gioco

La luna

Le ragazze fanno grandi sogni

L’isola che non c’è

A Napoli 55 è a musica

Vendo Bagnoli

La calunnia è un venticello

Pronti a salpare

Rinnegato

Venderò

Un giorno credi

Il rock di capitano uncino

 

Bis:

Meno male che adesso non c’è Nerone


Le tappe del tour:

28 Ottobre 2017

Barcellona Pozzo di Gotto (ME) – Teatro Mandanici – SOLD OUT

06 Novembre 2017

Milano – Teatro degli Arcimboldi – SOLD OUT

09 Novembre 2017

Firenze – Teatro Verdi – SOLD OUT

11 Novembre 2017

Roma – Auditorium della Conciliazione – SOLD OUT

14 Novembre 2017

Brescia – Teatro Grande (per AIRC) – SOLD OUT

16 Novembre 2017

Bologna – Teatro Celebrazioni – SOLD OUT

18 Novembre 2017

Mantova – Teatro Sociale – SOLD OUT

24 Novembre 2017

Torino – Teatro Colosseo – SOLD OUT

26 Novembre 2017

Genova – Teatro Politeama Genovese – SOLD OUT

28 Novembre 2017

Napoli – Teatro Augusteo


Immagine di copertina: i pirati nta panza [2_8725.bn] Credit by: PuffoDrax Licenza: CC BY2.0

Sacha Tellini
Sacha Tellini
Nato il 12 Febbario 1991 a Bagno a Ripoli (FI), ho alle spalle una formazione nel mondo della comunicazione: prima ho conseguito la laurea in Comunicazione, Media e Giornalismo presso la facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, poi ho concluso un Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi, presso la facoltà di Lettere e Filosofia, sempre a Firenze. Amante della semplicità e animato da un forte spirito di condivisione, mi piace andare alla ricerca di novità che portino curiosità all'interno della mia vita.

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