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mercoledì 10 Agosto 2022
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Nemico Pubblico numero uno: la gogna pubblica per Andrea Serrani

Alla fine è successo; Andrea Serrani è diventato il capo della banda dei cattivi. Il nemico pubblico numero uno. Che cosa ci dice la gogna mediatica a cui è stato sottoposto? Partiamo dall’inizio. Il fatto incriminante è la famosa pacca sul sedere a Greta Beccagli, appioppata dopo la partita Empoli-Fiorentina. Partita disputata ad Empoli il 27 novembre. Ormai celeberrima.

Cosa si vede dalle riprese? Si vede senza ombra di dubbio il “signor” Andrea Serrani che passa alle spalle della cronista, si sputa su una mano, molla la pacca. Poi passa avanti con nonchalance. Successivamente lo stesso Serrani dichiarerà che si stava pudicamente coprendo la bocca, a causa di un colpo di tosse o di uno starnuto. Certo non voleva sputarsi sulla mano, nossignore. Che gesto sconveniente sarebbe stato, molestare una donna con la saliva sulle mani. Senza invece…. Vabbè, tanto la storia è sempre la stessa quando li beccano. Volevano tutti fare qualcos’altro, son tutti padri di famiglia.

“Teng’ a famigghie”! Tanto meglio, doppiamente complimenti. E ancora: non so che mi sia preso, era un gesto “goliardico”, la partita era andata male, il plenilunio, le scie chimiche, la stagione fredda, la caffeina, e chi più ne ha più ne metta. Ma quale goliardia?

Ora, il gesto si commenta da solo. Credo sia degno della più lapalissiana banalità condannare e biasimare. Siamo tutti d’accordo, le molestie alle donne nel 2021 sono da travaso biliare.

Però in tutta la faccenda c’è qualcosa che mi stona, assai. Sono fermamente convinto, e anche discretamente soddisfatto, del fatto che il gesto sia passibile di condanna penale. Eh già, perché il furbetto se la rischia grossa. Va bene certo, lui non voleva, non sa che cosa gli sia preso. Ma il fatto rimane.

Potrebbe beccarsi, potenzialmente, sei anni (o più) di condanna. Infatti, il Codice penale, articolo 609-bis, descrive la violenza sessuale come “qualsiasi atto che, risolvendosi in un contatto corporeo, pur se fugace ed estemporaneo, tra soggetto attivo e soggetto passivo del reato, ovvero in un coinvolgimento della sfera fisica di quest’ultimo, ponga in pericolo la libera autodeterminazione della persona offesa nella sfera sessuale”. Deciderà il giudice, per adesso la procura di Firenze ha formalizzato l’accusa di violenza sessuale, per lui e per l’altro tifoso. Si starà a vedere. Sei anni di galera per un gesto del genere sono un’ipotesi fuori dal mondo, ma sicuramente le azioni di Serrani non resteranno impunite.

Alla fin fine, il gesto è stato ripreso, ci sarà un processo, e fine della storia. Magari…  Sembra che invece ci siano degli sviluppi degni di due delle eccellenze italiane di tutti i tempi, il dramma e la commedia. Alla fine, questo Andrea Serrani è un babbeo come un altro. Con la differenza che lui risponderà (giustamente) delle sue azioni in tribunale. Molti altri no.

Ma a noi non può certo bastare questo. È stato sospeso Giorgio Micheletti di Toscana Tv, per quale motivo non si è capito. Fanpage ha soffiato prontamente sul fuoco delle braci, cavalcando la tigre come altri. La reazione del conduttore, logicamente preso alla sprovvista in diretta per il brutto gesto, è stata appositamente mistificata. Dal video dell’accaduto si capisce chiaramente che non voleva minimizzare il gesto, ma tentare di invitare alla calma in un momento di smarrimento della giornalista. Invece no, è stato fatto passare per uno che voleva minimizzare, avvallando sornionamente il comportamento del molestatore. Ma siamo diventati tutti scemi o cosa? Che doveva fare? Forse la censura dei giusti pretendeva che uscisse dallo studio col coltello tra i denti, imbracciando il fucile, per andare a guerreggiare con i tifosi. Forse pretendeva una condanna politicamente ineccepibile, inattaccabile.

Perché il punto mi sembra questo: per beccare qualche like in più evidentemente qualcuno è disposto alla caccia delle streghe. Ad interpretare una reazione di costernazione come “non sufficiente”. E se poi il malcapitato viene sospeso, tanto meglio. Questo però è maccartismo new age, isteria collettiva. A questo punto istituiamo una formula, un mantra, da ripetere a memoria in situazioni di questo tipo. E chi sbaglia una virgola, nerbate sulle mani.

A prescindere da Micheletti, gli strali dei giusti hanno colpito duro anche l’attività di Andrea Serrani. Si sprecano i commenti sulla pagina del suo ristorante di Chiaravalle – il Ranocchiaro – che sembra diventato un simposio di minus habentes. Dibattito infinito sulle colpe e l’innocenza, una roba da sentirsi male.

Pioggia di recensioni negative sul ristorante, che si sa, non è un posto dove lavorano oltre persone oltre ad Andrea Serrani. Ma vabbè, ormai la shitstorm dei giusti è cominciata. Mi sembra di sentire re Théoden allucinato che pronuncia la frase solenne “e così ha inizio!”.

Naturalmente il teatro continua, i numeri non sono finiti. È stata intervistata la moglie di Serrani che difende il suo “Andy”, che in fondo non farebbe male a una mosca. Ma scusate, che avrebbe potuto mai dire? Ce lo immaginiamo? “Ah sì, ma lo fa sempre. Le palpa tutte, è un hombre focoso”. Ma di che si parla? Avrebbe potuto dire: “è un gesto orrendo molestare una donna”. Forse, sarebbe stato giusto. Ma sarebbe stato anche impensabile in quel frangente.  Intanto “Andy” per sottrarsi all’assedio dei giornalisti ha fatto fagotto ed è scappato di casa. È latitante. Onestamente non mi sento di dargli torto, non vuole gettarsi nella fossa dei leoni, tanto non potrebbe che peggiorare la sua situazione. E già con la storia della “goliardia” ci ha messo del suo.

Dulcis in fundo, ha preso ad aleggiare su di noi l’oracolo dei giusti. “La pacca è un conto, la vera molestia maschilista sono le donne decorative nei programmi sportivi”. Mi ha esilarato, tra gli altri, il post della Lucarelli al riguardo. Grazie, grazie, grazie.Volevamo giusto berci una pinta di melassa.

Io credo che tutta la faccenda nasconda qualcosa. Non per sminuire l’esperienza di Greta Beccagli, che è senz’altro rilevante in sé. Ma com’è che hanno montato questa baraonda di casino? Probabilmente perché la giustizia non ci basta più, abbiamo sete di giustizialismo.

Non ci basta sapere che un gesto verrà giudicato dalla magistratura, vogliamo la giustizia popolare. Vogliamo un capro espiatorio, un povero scemo, che assommi su di sé tutti i problemi ben più gravi legati alla violenza sulle donne. Vogliamo un feticcio su cui scaricare tutti gli orrori, le violenze, la frustrazione delle vittime. L’impotenza di chi vorrebbe ribellarsi ma non è abbastanza tutelato dallo Stato. Vogliamo una pignatta da menare sodo per scaricare tutte queste frustrazioni. Oggi ce l’abbiamo, mi pare sia Andrea Serrani, domani se ne dovrà trovato un altro.


A cura di Corso Pecchioli

Corso Pecchioli
Sono nato a Firenze nel 1993. In ritardo per vivere l'età dell'oro dei tamarri, i gloriosi anni '90, troppo presto per essere abbastanza social. Pessimista di professione, critico a tempo pieno, impiego il tempo libero tra lettura, pesca, cinema, boxe, ukulele, motocicletta e campeggio. In ordine sparso e con risultati variabili.

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