Ad aprile di quest’anno è stato ricordato il centenario dalla nascita di Nilde Iotti, nata il 10 aprile 1920 e scomparsa il 4 dicembre 1999. Ma chi era Nilde Iotti? Di famiglia emiliana e di fede socialista, Leonilde Iotti, detta Nilde, è stata la prima donna nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati per tre legislature. 

Scopriamo insieme qualcosa di più sulla vita di questa incredibile donna che ha fatto la storia del nostro paese!

 

Nilde Iotti: la donna

Nilde Iotti si laureò nel 1942 in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano e nello stesso anno entrò nella Resistenza come staffetta partigiana, avvicinandosi alla fazione comunista. Gli anni dell’Università avevano messo in crisi la fede cattolica della giovane Nilde, ma nonostante ciò la difesa della famiglia come istituzione sarebbe rimasta sempre una sua priorità, anche durante la stesura della Costituzione. Fondamentale per lei fu scardinare i meccanismi della famiglia fascista, destituire la logica del “padre-padrone” e puntare sull’emancipazione della donna.

Inizialmente, la presenza di Nilde all’interno del Partito Comunista non fu accolta con favore principalmente per due motivazioni. La prima è che non si accettava l’idea che una donna, sopratutto di fede cattolica, militasse all’interno del partito senza alcuna esperienza pregressa. Inoltre, non era vista di buon occhio la relazione nata tra lei e Palmiro Togliatti, uomo sposato. In molti, nel PCI, temevano che potesse deviare l’azione del leader o addirittura che potesse essere una “pedina” sotto l’influenza di Alcide de Gasperi.

Paladina dei diritti e dell’indipendenza delle donne, Nilde dovette lottare contro i pregiudizi e le resistenze anche interne al suo partito. La sua battaglia per l’emancipazione femminile andò oltre l’ambito politico. Dopo la concessione dei diritti politici e civici, è importante – sosteneva la Iotti – riconoscere anche il valore sociale della donna soprattutto nell’ambito familiare. Da subito contraria all’introduzione di un articolo sull’indissolubilità del matrimonio nella Costituzione, si impegnò per la concessione del divorzio, introdotto soltanto nel 1974.

Convinta europeista, dal 1969 al 1974 venne eletta deputata al Parlamento europeo. Il suo impegno fu indirizzato sopratutto nel concedere l’elezione diretta dei parlamentari europei da parte dei cittadini, cui si giunse per la prima volta nel 1979. Nilde Iotti fu quindi un po’ il simbolo di un’intera generazione di antifascisti ma soprattutto di donne democratiche e liberali che hanno combattuto per un’Europa democratica e liberale, che fosse il più lontana possibile dagli egoismi sovranisti di certe ideologie.

 

La regina di Montecitorio

La carriera parlamentare della cosiddetta “dama rossa” è costellata di numerosi primati. Inizialmente, fu una delle diciotto donne che parteciparono ai lavori dell’Assemblea Costituente. Dal 1974 al 1992 fu poi la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati.

I primi anni in cui Nilde si trovò alla presidenza della Camera furono anni di fuoco, gli anni del terrorismo nero e rosso e del rapimento di Aldo Moro, leader della DC, da parte delle Brigate Rosse nel 1979. Si susseguirono numerosi attentati di mafia, tra cui quello a Piersanti Mattarella e al generale Dalla Chiesa. Forti furono anche le proteste femministe, quelle sindacali e quelle dei lavoratori delle fabbriche.

Anche a livello di politica internazionale la situazione era molto delicata. Le conseguenze della guerra del Vietnam si facevano sentire anche sul panorama europeo, non solo sugli Stati Uniti.

In questo contesto certo non facile, sicuramente i lavori più consistenti che impegneranno “la zarina” riguardarono soprattutto il divorzio e le battaglie sul diritto di famiglia. Nel 1971, infatti, arrivò al vaglio parlamentare un disegno di legge unificato, bocciato a causa del voto contrario del Movimento Sociale Italiano. La battaglia fu condotta strenuamente insieme anche a Gigia Tedesco e Maria Elena Martini. Dopo un lungo confronto anche con i colleghi di partito e un referendum abrogativo, nel 1975 la legge venne finalmente approvata. Con essa si sanciva la parità dell’uomo e della donna dentro il matrimonio, il riconoscimento dei figli nati al di fuori di quest’ultimo e la separazione consensuale. Questa nuova legge andava a sostituirsi a quella del 1942, che concepiva una subordinazione della donna all’uomo, sia nei rapporti personali che dentro il matrimonio, e discriminava i figli nati fuori dal matrimonio.

Possiamo quindi affermare che il riscatto della figura femminile, su tutti i fronti, sia stato proprio uno dei successi di Nilde Iotti come Presidente della Camera!

 

Fonte dell’articolo: “La ragione e il sentimento il ritratto di Nilde Iotti”, Leoncarlo Settimelli 


A cura di Francesca Faelli 

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Francesca Faelli

Francesca Faelli

Ciao a tutti! Mi chiamo Francesca ho 23 anni e abito in piccolo paesino nella provincia di Arezzo. Mi sono laureata da poco nella Facoltà di Scienze Politiche a Firenze, e sempre lì sto continuando con la magistrale in Strategie della comunicazione pubblica e politica, nella speranza di diventare giornalista un giorno. Mi piace molto leggere, viaggiare, ascoltare del buon rock e ricopro anche la carica di Consigliere Comunale, in rappresentanza di una lista ambientalista, nel mio comune di residenza.
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Ciao a tutti! Mi chiamo Francesca ho 23 anni e abito in piccolo paesino nella provincia di Arezzo. Mi sono laureata da poco nella Facoltà di Scienze Politiche a Firenze, e sempre lì sto continuando con la magistrale in Strategie della comunicazione pubblica e politica, nella speranza di diventare giornalista un giorno. Mi piace molto leggere, viaggiare, ascoltare del buon rock e ricopro anche la carica di Consigliere Comunale, in rappresentanza di una lista ambientalista, nel mio comune di residenza.
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