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sabato 23 Ottobre 2021
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Sfide e obiettivi della nuova Birmania di Aung San Suu Kyi

Di Roberta Rapagnani

A poco più di un anno dall’ascesa della National League for Democracy (NLD), capeggiata dal premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, al governo birmano, “the Lady” torna a far parlare di sé. Questa volta non per la lotta pro democrazia e diritti umani nel suo Paese, ma per il colpevole silenzio riguardo le continue atrocità dei militari nei confronti della minoranza musulmana Rohingya. Questo ristretto gruppo etnico, escluso dalla lista delle 135 etnie ufficialmente riconosciute, è da tempo vittima di violente persecuzioni e deportazioni interne.

Il dialogo interreligioso e il raggiungimento della pace e della riconciliazione nazionale sono solo alcune delle sfide di Aung San Suu Kyi per la nuova Birmania; a renderle note al pubblico torinese è Cecilia Brighi, Segretario Generale dell’associazione Italia-Birmania: Insieme, lo scorso 13 Aprile, durante una conferenza sulle trasformazioni del Myanmar tenutasi al Circolo dei Lettori.

Cecilia Brighi spiega come la leader birmana stia agendo lentamente, ma ragionevolmente, a fronte delle crescenti tensioni etnico-religiose che sfociano in continui conflitti armati tra il Tatmadaw l’esercito nazionale – e le milizie etniche. Nonostante lo storico accordo per il cessate-il-fuoco, sottoscritto nell’ottobre 2015 dalle forze armate nazionali e da 8 gruppi etnici, la strada per giungere alla fine della guerra civile più datata al mondo è ancora lunga.

Aung San Suu Kyi deve procedere con un costante, ma cauto, dialogo improntato al compromesso con la giunta militare che, dopo 50 anni di dittatura, ricopre ancora un pesante ruolo politico nel Paese. I militari, infatti, sono nella posizione di imporre uno “stato di emergenza” anche in contrapposizione alla volontà del governo centrale fino alla possibilità di esautorare il governo stesso, così da annullare tutti gli sforzi di Aung San Suu Kyi.

Tra le sfide del governo della National League for Democracy, infatti, troviamo la modifica della Costituzione del 2008 per ridimensionare i vasti poteri dei militari – che controllano i ministeri degli Interni, della Difesa e degli Affari di confine – e il superamento di una clausola che, vietando l’eleggibilità a chi abbia parenti non birmani, preclude ad Aung San Suu Kyi la possibilità di diventare Presidente della Repubblica.

La giunta militare ha inoltre ampli poteri economici, forte del controllo di produzione e traffico di oppio, metanfetamine, minerali e pietre preziose e dell’esproprio delle terre ai danni delle popolazioni delle zone rurali, costrette poi al lavoro forzato. Un’altra sfida importante del nuovo governo riguarda, perciò, l’attuazione di riforme economiche che permettano di abbandonare il sistema di capitalismo clientelare e corrotto ereditato dal periodo di dittatura e di avviare uno sviluppo sostenibile, inclusivo e trasparente del Paese, che salvaguardi le straordinarie risorse naturali e le diversità etniche. La National League for Democracy si pone inoltre l’obiettivo di sviluppare la produzione agricola, che pesa per il 70% sulla ricchezza economica nazionale.

Gli altri nodi che il governo democratico deve provare a sciogliere sono: migliorare l’educazione e contrastare il fenomeno dei bambini soldato; ancora una volta cautela e gradualismo sono parole chiave nell’attuazione delle riforme strutturali – politiche, economiche, sociali, ma anche ambientali e industriali – necessarie per modernizzare il Myanmar. Certo è che, come afferma Cecilia Brighi: “Il processo di democratizzazione non deve essere abbandonato, come è successo con le Primavere arabe”.

Born and raised in Piovene Rocchette, un piccolo paese nell'Alto Vicentino, in mezzo a monti, cani e gatti (che non mangio)! Ho iniziato la mia carriera universitaria alla Ca' Foscari di Venezia affacciandomi alla cultura e alla lingua cinese. Ho poi portato avanti la mia passione per il mondo orientale specializzandomi in Scienze Internazionali a Torino con indirizzo China and Global Studies. Amo il profumo dei libri, il mio letto, il buon vino e l'accento inglese. Alla ricerca del senso della vita, nel mentre viaggio e scrivo per TOmorrow.

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