Podcast di Lilli Cor
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In questo autunno 2019 due mostre strettamente legate dall’Oriente, ma distanti sulla linea temporale, creano un incredibile ponte culturale tra i due capoluoghi di Piemonte e Lombardia.

Le due esposizioni che coloreranno le città di Torino e Milano, facendone brillare due poli, entrambi strettamente legati al mondo delle culture sia lontane che vicine, vengono rispettivamente ospitate al MAO (Museo d’Arte Orientale) e al MUDEC (Museo delle Culture). Due mostre che ci raccontano come due mondi così distanti abbiano sempre tratto influenze uno dall’altro, creando collegamenti culturali mai a senso unico.

La mostra al Museo d’Arte Orientale di Torino

Guerriere del Sol Levante. La figura della donna guerriera in Giappone”, è stata inaugurata al MAO di Torino il 18 ottobre e sarà visitabile fino al 1° marzo 2020. Organizzata con la curatala dell’Associazione Yoshin Ryu in collaborazione con il MAO, nasce con il preciso scopo di rendere omaggio alla figura della donna vista in quanto guerriera, partendo dal Giappone e dirigendosi verso altri confini. Viene perciò analizzata da vicino la figura della onna-bugeisha, la donna che veniva educata non solo alla gestione finanziaria ed economica della famiglia, ma anche con un vero e proprio addestramento alle armi, da brandire in caso di difesa della propria dimora o per darsi la morte secondo la filosofia giapponese.

Ma l’esposizione di diversi oggetti storico-artstici provenienti dalle collezioni del MAO, dal Museo Stibbert di Firenze e da collezioni private, non approfondisce solamente questo aspetto della donna giapponese, ma spazia concentrandosi su altre tipologie di battaglie condotte dalle donne lungo il corso della storia, dal Sol Levante fino all’Occidente. Si tratta di lotte combattute su differenti campi di battaglia, ovvero quelle portate avanti per farsi riconoscere diritti e apportare cambiamenti attraverso arte, letteratura, teatro e scienza, usando quindi armi più sottili di quelle che feriscono, quali creatività, ingegno e soprattutto coraggio.

Utagawa Kuniyoshi: “Tamaori Hime, moglie di Atsumori in riva al mare con naginata. Capitolo 12 del Genji kumo ukiyoe awase”, 1845-46

Un racconto lungo otto secoli che parte dal lontano Giappone, testimoniato attraverso armi ed armature, dipinti su rotoli verticali, stampe di celebri artisti di ukiyo-e, kimoni e utensili, fino a sconfinare nel lontano Occidente con la proiezione di video riproduzioni, oggetti 3d ed installazioni. Curiosa la collezione rara di oggettistica legata al mondo dei manga, degli anime e dei ritratti del cinema, che ripropongono alcune famose donne guerriere divenute icone della nostra cultura. Tra queste spiccano Wonder Woman, Lady Oscar, Sailor Moon e la Principessa Leila di Star Wars. A suo completamento la mostra è corredata anche da un ciclo di conferenze ed approfondimenti sul tema di cui la programmazione è visibile sul sito del MAO.

TŌSEI GUSOKU (DŌ) – Corazza pettorale di armatura: Acciaio laccato, seta, ottone, crine di yak, leghe di rame, pelle. Giappone, Periodo Edo

La mostra milanese al MUDEC

Il milanese MUDEC invece indaga nel profondo lo svilupparsi del gusto volto verso il Giappone e il grande fascino che questo ha da sempre esercitato sull’Occidente. In questo caso viene trattato principalmente un periodo che va dalla fine del XIX all’inizio del XX secolo e ci si rivolge soprattutto a quanto in quell’epoca accadeva in Francia e in Italia, indagando dinamiche storico-artistiche ed etnografiche.

La mostra, intitolata Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone”, ha aperto al pubblico il 1°ottobre 2019 e sarà visitabile fino al 2 febbraio 2020. E’ stata curata a doppia mano da Flemming Friborg, docente di storia dell’arte all’Università di Copenhagen e direttore della Ny Carlsberg Glyptotek e da Paola Zatti, conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Milano. Al contempo, è stata promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE CulturaGruppo 24 ORE.

Gerolamo Induno, “La Giapponesina”, 1880-85

Impegno a tutto tondo di questa ricchissima mostra è quello d’illustrare i complessi rapporti che hanno da sempre unito questi due universi, attraverso una selezione ampia e diversificata di opere provenienti dall’Italia e dall’estero (musei e collezioni private). In particolare, la mostra comprende 170 opere tra le quali dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e oggetti di arte applicata, divise in quattro sezioni.

Galileo Chini , 1926, “Paravento Turandot”, olio su tela

Tra queste alcuni capolavori di artisti francesi quali Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Henri Fantin-Latour, Henri de Toulouse-Lautrec, Claude Monet e Auguste Rodin, ma anche alcune interessanti opere realizzate da artisti italiani particolarmente toccati dal fascino orientale, a cui è dedicata una sezione legata al Giapponismo italiano. Tra i nomi più importanti compaiono quelli di Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito, Gerolamo Induno, Federico Zandomeneghi, Giovanni Segantini e Galileo Chini. In esposizione, alcuni dei più begli abiti indossati dalle attrici che solcarono il palco del Teatro alla Scala per interpretare la Madama Butterfly di Giacomo Puccini.

Abito di scena per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini

Tra le opere in mostra non vi sono solamente quelle realizzate da artisti occidentali influenzati dall’Oriente, ma è possibile apprezzare anche alcune rarità provenienti da scuole e movimenti giapponesi. Questi artisti, tra i quali si citano ad esempio Shiro Kasamatsu e Hasui Kawase, avevano subito al contrario l’influenza del mondo occidentale, dando prova di come lo scambio tra queste due realtà non sia mai stato a senso unico.

Numerose anche le videoinstallazioni presenti nelle sale e curate da Storyville, testimonianze originali che hanno il compito di proiettare e coinvolgere il visitatore in un mondo lontano sia storicamente sia geograficamente. Questa modalità di far vivere la mostra a 360° è resa ancora più reale dalla possibilità di fare anche un’esperienza di tipo olfattivo fortemente evocativaProfumo di ciliegio, gardenia, incenso assieme ad altre note esotiche, sono state infatti appositamente selezionate dal LabSolue Perfume Laboratory di Milano per accogliere i visitatori e pervadere le stanze con aromi che un tempo attraversavano il mondo grazie alle tratte commerciali navigabili.

Le due mostre, legate dal fil rouge Oriente-Occidente, meritano entrambe un approfondimento dal vivo attento e dettagliato. L’idea era proprio quella di stimolare voi lettori e possibili visitatori non solo a scoprirle entrambe, ma anche a compiere una profonda riflessione sul percorso e sui rapporti che uniscono queste due importanti culture.

Info generali sulle mostre ai seguenti link:

MAO: https://www.maotorino.it/it/mostra-donne-guerriere

MUDEC: https://www.mudec.it/ita/impressioni-d-oriente/


A cura di Martina Bastianelli

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Martina Bastianelli

Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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