La pratica del controllo del peso corporeo è entrata ormai nelle nostre abitudini da diversi decenni. Ci basti pensare che le bilance più antiche (anche se utilizzate per altri scopi) sono state ritrovate in Egitto e sono addirittura risalenti al 5000 a.C. Nella società egiziana la bilancia aveva un valore simbolico e religioso, tanto che si narrava che Anubi, il Dio dei morti, decidesse l’ingresso dei defunti nell’oltretomba pesando su un piatto la loro anima e su un altro una piuma.

Ma è realmente così importante il peso corporeo? E’ veramente un indice predittivo di estetica, salute, benessere e longevità? No. O meglio, no se preso singolarmente. Non mi credete? Date un’occhiata alla foto sottostante…

*Altezza: 183 m, Peso: 113 kg

Stesso peso, stessa altezza ma corpo assolutamente imparagonabile e condizioni di salute molto probabilmente ben diverse. Discorso analogo, tra l’altro, per quanto concerne le aspettative di vita.

Perché il BMI è importante ma non sufficiente

Nella foto vediamo indicato anche il BMI, di pari valore nei due soggetti. Quel dato si ottiene dalla formula peso/altezza in m^2 ed è usato, in seguito ad un confronto con i valori di apposite tabelle, per classificare gli individui come obesi, sovrappeso o sottopeso e per monitorare gli individui a rischio di malattie collegate all’obesità. Ciò detto, negli anni sono stati condotti numerosi studi in merito al ruolo assunto dal BMI anche come indice predittivo di malattie. A tal proposito, The Lancet nel 2009 ha pubblicato il resoconto di un’analisi collaborativa di 57 studi che hanno coinvolto quasi 900.000 persone. Dalla suddetta ricerca si è dedotto come la mortalità risultasse più bassa, tra uomini e donne, nei valori di BMI compresi tra 22,5 e 25 Kg/m^2. Per valori superiori è emerso un incremento delle morti per problemi cardiaci, diabete, reni, fegato, tumori vari, problemi respiratori e non solo. Per valori inferiori, viceversa, si è registrato soprattutto un aumento delle morti legate a malattie respiratorie e cancro ai polmoni.

Il grosso problema del BMI, come possiamo constatare dalla foto sopra-riportata, riguarda il fatto che esso non fa riferimento alla composizione corporea: o meglio, presuppone una situazione normo-muscolare costante. Possiamo comprendere dunque che un soggetto con poco grasso ma molto muscolo può risultare comunque obeso e viceversa un soggetto con molto grasso ma poco muscolo può risultare in piena salute. Questo dato dunque può essere fuorviante, in particolare tra gli sportivi, dove generalmente si possono trovare masse muscolari sviluppate.

Funzioni e metodo di calcolo della composizione corporea

Ecco arrivati al nocciolo della questione: La composizione corporea. La composizione corporea ci dice da cosa è composto il nostro corpo e in che percentuali. E’ quindi la componente chiave per determinare il profilo della salute e del benessere di un individuo. E’ infatti risaputo che ciò che danneggia la nostra salute e riduce l’aspettativa di vita è il grasso (soprattutto quello che si accumula tra i visceri) mentre un buono sviluppo muscolare favorisce, a parità di altre variabili, longevità e salute.

Di seguito vengono brevemente illustrati i principali modelli adottati per valutare questo parametro. I due più utilizzati sono quello bicompartimentale e quello tricompartimentale. In tali modelli il corpo umano viene suddiviso rispettivamente in due e tre compartimenti. Il modello a due compartimenti di composizione corporea divide il corpo in una componente grassa, Fat mass (FM), e in una componente priva di grasso, Free fat mass (FFM).

FM + FFM = Peso corporeo

Al contrario, il modello tricompartimentale suddivide la Free Fat Mass in due ulteriori compartimenti, la massa cellulare o massa metabolicamente attiva (BCM) e la massa extracellulare (ECM), per un totale dunque di 3 compartimenti.

Nella foto sotto riportata, simile a quella vista in precedenza, vediamo due soggetti con lo stesso peso (presumibilmente anche stessa altezza) con indicata altresì la percentuale di grasso. Come possiamo notare, essa è radicalmente difforme: 20% vs 35%. Questi dati ci forniscono indubbiamente maggiori informazioni su un individuo rispetto a quelle che possiamo trarre dal solo peso. Per completezza, merita rimarcare come in realtà predittivo per la salute non sia tanto il grasso totale quanto il grasso viscerale, ovvero quello che si accumula tra i visceri e che può essere stimato tramite vari indici tra cui il WHR o rapporto girovita-fianchi. Il grasso viscerale infatti, a differenza del grasso sottocutaneo, si comporta come un organo endocrino che rilascia ormoni e sostanze a carattere infiammatorio, andando a promuovere infiammazione cronica.

L’importanza dell’esercizio fisico

Il peso dunque non è affatto l’unico indice da tenere in considerazione per quanto concerne la salute, la bellezza ed il benessere. Un percorso di ricomposizione corporea che si rispetti deve prevedere sia un controllo alimentare che un modulato esercizio fisico. Una metanalisi di studi che confrontano gli effetti della sola dieta o della dieta abbinata all’attività fisica ha mostrato che la dieta più l’attività fisica favorisce una perdità di peso significativamente maggiore. Oltre ad incrementare il dispendio energetico ed aiutare a creare un equilibrio energetico negativo per la perdità di peso, affiancando l’esercizio fisico alla dieta si aumenta la perdita di grasso e si mantiene o si rallenta la perdita di FFM (massa senza grasso) che invece si verificherebbe con la sola dieta. Analizzando nel dettaglio le diverse tipologie di esercizio, mentre l’allenamento Aerobico è più efficace rispetto all’allenamento di Forza per ridurre peso corporeo e massa grassa, quest’ultimo assume un ruolo importante per preservare la massa senza grasso, in particolare negli individui che seguono una dieta a bassissimo contenuto calorico.

Un percorso di ricomposizione corporea necessita molta pazienza, è meglio diffidare da chi promette miracoli in poco tempoVoler prendersi cura del proprio corpo non è un obbligo, ma è un obbligo saper cosa fare nel momento in cui si decide di migliorarci.


A cura di Mattia Camiciottoli

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Tomorrow nasce nel 2016 nell'Università degli studi di Torino, dall'idea di un gruppo di amici. Il nostro obiettivo è dare spazio alle opinioni di giovani studenti e professionisti sull'attualità internazionale e nazionale.
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