Viviamo attualmente una situazione a cui nessuno di noi avrebbe mai pensato di poter assistere ne tantomeno di dover affrontare. Una bolla di totale “surrealtà”, che speravamo non ci sarebbe toccata in sorte e che ora invece ci tange tutti da vicino, immancabilmente creando danni. Come l’opportuno minuto di silenzio da osservare allo stadio quando è doveroso commemorare qualcuno, ora questo minuto dobbiamo prolungarlo per la nostra Italia fino a data da destinarsi. Tutti al momento vediamo il 3 aprile come la data salvifica che decreterà i nostri destini e l’attendiamo come si aspetta il 25 dicembre, con ansia e speranza.

Le restrizioni per il mondo culturale in Italia

Non spetta a me il ruolo di spiegare quelle che sono e che saranno le ripercussioni generali da qui a “x” tempo. Personalmente vorrei raccontare invece cosa sta accadendo in uno spaccato che mi è molto vicino sia per passione sia per impegni lavorativi, ovvero quello della cultura e più specificatamente dell’arte. Cosa sta realmente accadendo nel settore dell’arte, dove mano a mano ovunque si è dovuto chiudere i battenti? In che modo si sta reagendo alle nuove imposizioni?

All’inizio la chiusura di una settimana è stata imposta solo alle entità culturali (musei, biblioteche, archivi…) di parte del Nord Italia. Questo è avvenuto tra la fine del mese di febbraio e i primi di marzo. Poi un fascio di speranza ed una velata polemica nei riguardi delle molte attività commerciali che invece di limitazioni non ne avevano praticamente avute; da qui lo slogan “la cultura salverà l’Italia, si riapre”. Ma si riapriva solo con le dovute accortezze, del tipo: visite guidate con numeri inferiori a “tot”, divieto di assembramenti (con personale addetto a rendere la visita scorrevole e a non sostare nelle sale), rispetto del fatidico metro di distanza dagli altri, l’invito a lavarsi le mani e ad aprire le porte con i gomiti.

Ma purtroppo la cultura da sola contro il Covid-19 non può e non ha potuto fare nulla, perciò dappertutto è stata dichiarata la chiusura fino a questa fatidica data del 3 aprile.

L’impressionante vuoto davanti ai Musei Vaticani

Tutti sappiamo quanto la nostra penisola faccia dei suoi musei e della sua arte un impareggiabile vanto mondiale e come ciò costituisca il motivo principale, assieme alle bellezze paesaggistiche, al buon mangiare e buon bere, della nostra capacità di attrarre turismo straniero.

Ecco, improvvisamente questa macchina si è fermata. Si è trattato infatti di uno dei primi settori ad aver registrato un drastico calo, con tutto ciò che gli è strettamente connesso: non solo sono state annullate prenotazioni in tutte le strutture, ma non esiste più una guida turistica o in generale un operatore culturale che in questo momento stia lavorando.

Io personalmente faccio parte di questa categoria, ma adesso la cosa fondamentale e necessaria da capire è proprio che, benché tutto ciò possa pesare, creare notevoli problematiche e avere ripercussioni su ognuno di noi, è necessario che ciascuno faccia la propria parte, per noi stessi, per il nostro prossimo e per non sovraccaricare il sistema sanitario già al collasso.

Com’è stata affrontata la questione

In linea con i provvedimenti governativi, tra un decreto ministeriale e l’altro, anche il mondo della cultura, dopo un primo stop e momento d’incertezza, si è prontamente attivato.

Gira da qualche giorno un # che in breve tempo è diventato virale, ovvero: #iorestoacasaL’iniziativa è nata in maniera spontanea sul web ed è stata rilanciata dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini. Subito è stata postata sulle varie pagine dei social, prima tra tutte quella Instagram del Mibact, come invito a limitare la socialità in questo momento drammatico, proponendo come alternativa quella di poter vivere la cultura anche da casa. Numerosissimi sono gli artisti che hanno preso parte a questa campagna, per la maggior parte esponenti del mondo dello spettacolo e della musica e altrettanti sono i siti e i poli museali che vi stanno aderendo.

La proposta del Mibact con #iorestoacasa

Nell’era della diffusione dell’informazione attraverso i social e dei messaggi di panico che ne sono anche talvolta derivati, questo diventa in qualche modo un messaggio di positività, per quanto scaturito da una bestia nera qual è il Coronavirus. Ovvero il fatto che la cultura non solo non si ferma, ma che anzi può arricchire le nostri menti, i nostri cuori ed in primis il nostro tempo in maniera costruttiva, anche in un momento così terribile che costituisce un unicum nella storia.

Un uso responsabile e creativo dei social è stato portato avanti da molteplici figure appartenenti al mondo della cultura: senza stilare una vera e propria lista, se digitate #iorestoacasa troverete una varietà di possibilità che vi permetteranno di approfondire capolavori e tematiche artistiche. C’è infatti il museo che posta giornalmente una delle proprie opere d’arte esposte, raccontandoci altresì storia e aneddoti sull’artista. C’è chi ha promosso la conoscenza attraverso visite virtuali delle sale, così come non mancano i curatori e i direttori che accompagnano il visitatore social a scoprire il bene o ad approfondire una parte della collezione, spiegandone alcune curiosità.

Tra questi per esempio il Castello di Masino, bene FAI, ha attivato un “servizio di letture ad alta voce“: ogni giorno un membro dello staff si riprende da casa mentre legge la pagina di un libro presente all’interno della ricchissima biblioteca del castello e viene ripostato sulla pagina Instagram del bene. I video corredati oltre che dall’#iorestoacasa si distinguono per l’uso di #UnaLetturaAlGiorno e possono essere commentati dagli utenti che verranno insigniti a loro volta del medesimo compito, in modo da creare una rete di conoscenza e bellezza alternativa. Simpatiche e stimolanti sono anche alcune iniziative di sfide rilanciate attraverso l’uso delle stories: il Museo Egizio di Torino, per esempio, ha invitato gli utenti a provare ad immaginarsi nuove forme di saluto e ad inviarle; in questo modo è stato possibile esplicare le antiche forme di saluto ai tempi dei faraoni attraverso l’uso di particolari geroglifici. Un’idea particolarmente sensibile in un momento in cui strette di mano e abbracci sono off limits.

Il vero e proprio contagio dell’arte

Se la celebre frase di Dostoevskij, ovvero che “La bellezza salverà il mondo” forse in questo momento non può sostituire il calore del più tranquillizzante “Tutto andrà bene”, mi piace però concludere questo pezzo con l’idea tangibile che anche l’arte è stata per sempre modificata da questa contingenza, che ha creato un nuovo punto d’arrivo ed un nuovo un punto d’inizio. Ne è simbolo graffiante l’opera muraria che l’artista palermitano Salvatore Benintende, in arte Tvboy, ha rappresentato su un anonimo muro del capoluogo lombardo, primo ad aver accusato il momento di restrizione imposto dal virus.

“L’amore ai tempi del Covid-19”, Tvboy

L’opera, comparsa il 28 febbraio, riprende i due celebri personaggi dipinti dalla mano di Francesco Hayez nell’opera Il Bacio, forte simbolo non solo dell’arte italiana, ma dell’Italianità. Questi vengono riproposti dall’artista con l’impiego di due nuovi oggetti che sono diventati il simbolo dell’epidemia di Coronavirus: i due innamorati vengono “coronati” di mascherine e nelle mani reggono due flaconcini di AmuchinaTitolo dell’opera, che peraltro riprende una noto capolavoro letterario di Gabriel Garcia Marquez, è “L’amore ai tempi del Covid-19”. Profetico dunque, come solo gli artisti a volte sanno essere. Degno di nota il fatto che, ai primi di febbraio, in tempi ancora non sospetti, Tvboy avesse già presentato un’installazione simile a Barcellona: un’immagine della Gioconda che si scattava un selfie con la mascherina.

In attesa di tempi migliori vi raccomandiamo di #restareacasa e farvi contagiare sì, ma dalla cultura!


A cura di Martina Bastianelli

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Martina Bastianelli

Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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