14.7 C
Roma
domenica 1 Novembre 2020
- Advertisement -

La questione catalana: dal referendum alla dichiarazione di indipendenza

Un breve riassunto della questione catalana

La formazione dell’identità catalana ha radici storiche profonde. Solo negli ultimi dieci anni, però, la persistente volontà di autonomia del popolo catalano si è spostata sempre di più su versanti indipendentisti.

La miccia che ha fatto infuocare la questione catalana è esplosa nel 2010, quando il Tribunale Costituzionale Spagnolo ha decretato incostituzionale lo Statuto di Autonomia della Regione, approvato dal parlamento catalano nel 2006.

La decisione del Tribunale si inserì in un contesto già intriso di malcontento e di sfiducia verso le istituzioni a causa della crisi economica che aveva colpito l’Europa e la Spagna nel 2008.

La popolazione della Catalogna, intorno ai 7,5 milioni di abitanti, corrisponde al 16% di quella spagnola e la regione è il motore economico del Paese, generando circa il 20 % del PIL ed il 25 % delle esportazioni. La crisi, quindi, ha contribuito a scaldare gli animi degli indipendentisti, secondo i quali la regione pagava troppo allo stato centrale per risolvere i problemi delle regioni più povere della Nazione.

Tra il 2010 ed il 2014 vennero organizzati dei referendum consultivi e non ufficiali nei comuni catalani dove l’opzione indipendentista ottenne una grande maggioranza, nonostante la posizione del Governo di Madrid totalmente ostile poiché contro l’articolo 2 della Costituzione, che sanciva l’Unità indissolubile della Spagna.

I fatti di ottobre 2017

Il copione degli scorsi anni si è ripetuto l’1 ottobre 2017, scatenando però, questa volta, una profonda crisi politica a livello nazionale, che vede “schierati” da una parte il governo centrale del primo ministro Mariano Rajoy, dall’altra la Generalitat catalana, guidata dal presidente Carles Puigdemont.

La giornata elettorale è stata caratterizzata da tensioni e scontri tra il popolo catalano e la Guardia Civil spagnola, la quale aveva il mandato di fermare le votazioni illegali nella Regione, provocando centinaia di feriti.

Gli interventi delle forze dell’ordine spagnole hanno fatto sì che si spostasse la sede di numerosi seggi, che si votasse per strada e che il voto non fosse segreto. In più, l’identificazione del soggetto votante doveva essere controllata da un’applicazione online che, nel pomeriggio del 1 ottobre, ha smesso di funzionare. Potenzialmente, quindi, una persona avrebbe potuto votare più di una volta, così come anche persone non iscritte alle liste elettorali potrebbero aver espresso la loro preferenza.

Inoltre, per quanto riguarda le percentuali di voto, non bisogna tralasciare un dato importante: considerando che l’affluenza alle urne dei 5.360.000 catalani aventi diritto è stata del 42,2%, ciò significa che a votare sono state 2.262.000 persone. Tra queste il 90% ha votato per il Sì e il 7,8 per il NO. Sottraendo i NO e facendo il calcolo sul totale degli aventi diritto, risulta che solo il 38,9% ha votato per l’indipendenza. E il restante 61,1%?

Per questi motivi, non è stato possibile considerare il referendum del 1 ottobre una reale espressione del popolo catalano poiché non legale e comunque non rappresentativo.

La Dichiarazione di Indipendenza

Il 10 ottobre 2017, la Generalitat catalana ha sottoscritto la Dichiarazione di Indipendenza della Catalogna, un testo fino ad ora esclusivamente politico, che ha il fine di “riconoscere la Repubblica catalana come uno stato indipendente e sovrano”. Il tutto è avvenuto in maniera formale nel parlamento regionale a Barcellona, con il presidente Carles Puigdemont, i ministri ed i capi di partiti che hanno firmato il documento d’indipendenza.

Una parte della Dichiarazione di Indipendenza. Barcellona, 10 ottobre 2017. Credits to La Stampa.

Il 16 ottobre è scaduto il primo ultimatum di Rajoy, il quale mercoledì 11 ha intimato a Puigdemont di chiarire ufficialmente la posizione riguardo la Dichiarazione di Indipendenza. Giovedì 19 ottobre, invece, scade il secondo ultimatum, entro il quale il ‘President’ dovrà necessariamente, per Rajoy, ritirare la Dichiarazione. In caso contrario verrà messo in atto l’articolo 155 della Costituzione spagnola, che consente di sospendere l’autonomia catalana, destituire il Presidente ed il Governo e prendere il controllo dei Mossos d’Esquadra.

Il rischio che si corre è ovviamente quello di un sollevamento del popolo indipendentista. Non è esclusa quindi l’applicazione dell’art. 155, che concede il potere all’autorità centrale di riprendere il controllo della comunità nel caso quest’ultima “non ottemperi agli obblighi imposti dalla Costituzione o dalle altre leggi, o si comporti in modo da attentare gravemente agli interessi generali della Spagna”.

Il governatore della Catalogna, Carles Puigdemont, ha risposto con una lettera alla scadenza di chiarimento sulla messa in atto o meno della Dichiarazione di Indipendenza. Nel testo, tuttavia, non ha dato una risposta precisa al quesito ed ha chiesto due mesi di dialogo con Madrid.

Per il Ministro spagnolo della Giustizia Rafael Català, la risposta contenuta nella lettera del presidente catalano non è considerata valida per mancanza di trasparenza. Intanto, secondo indiscrezioni, il governo regionale della Catalogna non risponderà entro giovedì alla richiesta di chiarimento di Madrid.

In conclusione, possiamo dire che sì, c’è stata una dichiarazione di indipendenza ma, almeno per ora, non avrà effetti legali.

Il governo catalano ha deciso di optare per quella che i giornali spagnoli hanno chiamato “declaración en diferito”, cioè una dichiarazione d’indipendenza la cui applicazione è rimandata in un momento futuro, non si sa ancora quando.

I fatti del 1 ottobre hanno provocato una profonda frattura istituzionale ed un’enorme divisione dentro e fuori dalla Catalogna. Ci si avvicina ad una situazione critica per la politica spagnola che comporterà una fase nuova ed incerta della democrazia nella penisola iberica, ma anche in ambito europeo.


A cura di Chiara Bellusci

Avatar
Chiara Bellusci
Nata a Roma nel '91, laureanda magistrale in Scienze Internazionali, percorso studi europei, all'Università degli Studi di Torino. Il trasferimento nella capitale sabauda è stato per me una fonte inesauribile di input e crescita personale, per questo amo visceralmente questa città. Appassionata da sempre di politica, attualità, comunicazione, sottoculture e tanta tanta musica. Se esiste un inferno, vorrei ci dividessero in base ai nostri gusti musicali.

Elezioni ad Ostia. Vittoria del M5S, tra gli Spada e Casapound

Elezioni ad Ostia. Si è conclusa lunedì 20 novembre 2017 la corsa per l’elezione del presidente del X municipio, con la vittoria dell’esponente del...

La questione catalana: dal referendum alla dichiarazione di indipendenza

Un breve riassunto della questione catalana La formazione dell’identità catalana ha radici storiche profonde. Solo negli ultimi dieci anni, però, la persistente volontà di autonomia...

Merkel e Macron rilanciano l’asse Berlino-Parigi.

Il 15 maggio, a Berlino, ha avuto luogo il primo incontro tra il neoeletto presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel:...

Elezioni ad Ostia. Vittoria del M5S, tra gli Spada e Casapound

Elezioni ad Ostia. Si è conclusa lunedì 20 novembre 2017 la corsa per l’elezione del presidente del X municipio, con la vittoria dell’esponente del...

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisement -
- Advertisement -

Articoli Correlati

I nuovi mostri: i comunisti con il loden del nonno e il mito dell’articolo 18

Sono in mezzo a noi, camminano tra di noi, vi giudicano costantemente. Sono i comunisti con il loden del nonno dai tanti buoni principi...

Referendum costituzionale 2020, tutto quello che c’è da sapere

Il 20 e 21 settembre i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sul referendum costituzionale relativo al così detto "taglio dei parlamentari"....

La corrida: pratica folkloristica o barbara?

Da qualsiasi punto di vista la si voglia osservare, la corrida o più precisamente “corsa de toros” affascina milioni di persone in tutto il...

Sardine a Firenze: intervista a Cristiano Atticciati, organizzatore della manifestazione

  Buonasera cari amici di Tomorrow, un saluto da Michele Seremia. Mi trovo in Piazza della Repubblica a Firenze, dove a breve si svolgerà l’attesa...

The darkest hour (Elezioni in Ungheria e la riconferma di Orbàn)

La schiacciante vittoria di Orbàn Per la terza volta consecutiva il popolo ungherese consacra il partito euroscettico e conservatore di Viktor Orbàn, Fidesz, con la...
- Advertisement -