Intervista di Michele Seremia
Intervista di Michele Seremia

 

Buonasera cari amici di Tomorrow, un saluto da Michele Seremia. Mi trovo in Piazza della Repubblica a Firenze, dove a breve si svolgerà l’attesa manifestazione promossa dal movimento “6000 sardine”. Sono in compagnia di Cristiano Atticciati, 19 anni, studente di giurisprudenza. Cristiano è uno dei tre organizzatori dell’evento, gli altri due sono Matilde Sparacino e Danilo Maglio, entrambi studenti.

sardine

Cristiano, il movimento si chiama “6000 sardine”, ma anche oggi, come è già successo a Bologna, Modena, Genova, Torino, Piacenza e tantissime altre città da nord a sud della penisola, sono attese molte più persone. Che affluenza vi aspettate? È stato complicato organizzare l’evento? Vi hanno aiutato un po’ dal “nazionale” o avete fatto tutto voi?

L’affluenza che ci aspettiamo è tanta, ovvero, basandoci sui calcoli che ci sono stati a Bologna, dove praticamente le persone che sono scese in piazza sono state la metà di quelle che hanno aderito all’evento su Facebook, ci aspettiamo che ci siano almeno 15 mila persone. Ovviamente si spera che si possa arrivare anche a 20 mila. Per quanto riguarda l’organizzazione, sicuramente non è stata una passeggiata. Ciò detto, la manifestazione nasce spontanea, quindi non prevede chissà quale organizzazione. Diciamo che il messaggio principale era quello di stare “stretti stretti” come sardine e far valere il collettivo. Un collettivo che crede ancora in valori che, purtroppo, in questi anni sono stati molto spesso sminuiti e talvolta sgretolati. Oltre a ciò, vogliamo sottolineare quanto secondo noi sia importante usare il sorriso come mezzo di risposta all’odio e alla propaganda.

A tal proposito: Mattia Santori, la sardina più famosa insieme a Joy, Jasmine Cristallo, Lorenzo Donnoli, ha dichiarato: “Crediamo ancora nella politica e nei politici con la “P” maiuscola. Sono rimasti in pochi, ma ci sono”. Qual è secondo voi la politica con la “P” maiuscola? Se tu dovessi fare due nomi di politici con la “P” maiuscola, a chi penseresti?

Bella domanda. Noi organizzatori dell’evento “6000 sardine a Firenze” preferiamo parlarne il meno possibile. Ciò detto, la politica con la “P” maiuscola, secondo noi, si ha quando si dà la priorità ai reali bisogni della popolazione. Quando, ad esempio, in campagna elettorale ci si concentra sui veri problemi economici e sociali, non mettendo in atto campagne mirate esclusivamente a “raccattare” voti in modo populista, con campagne intellettualmente sponsorizzate dall’ignoranza. La politica con la “P” maiuscola è dunque una politica che agisce per il popolo e per l’interesse collettivo, non per sé stessa. Purtroppo la mania di essere protagonisti che ultimamente dilaga sulla scena politica sta oscurando quei valori che davvero servirebbero a soddisfare i bisogni dei cittadini. Per quanto riguarda la presenza al giorno d’oggi di politici con la “P” maiuscola, sinceramente non lo so.

Non lo sai?

Non lo so. Non lo so perché è un mondo che, per volontà mia, non frequento molto assiduamente. Quindi non è tanto un “non lo so” perché non conosco i politici della scena attuale, ma è un “non lo so” perché non ho idea di chi realmente possa incarnare i politici con la “P” maiuscola.

Certo. Dici “loro si impegnano molto per non farsi trovare“.

Esatto.

Ti cito sempre Santori. In un’intervista ha dichiarato: “il nostro ruolo è quello di anticorpo. Siamo più un anticorpo che un movimento politico“. Potresti chiarire il significato di questa frase?

Il significato di anticorpo è semplice: in piazza scenderanno persone che sono accomunate dagli stessi valori. Valori costituzionali come l’eguaglianza, il pacifismo, la tolleranza, la difesa della democrazia. Essere anticorpi, quindi, significa avere ancora radicati questo tipo di valori. Il fatto che in tanti “scendano in piazza” significa che moltissime persone credono ancora in questi valori ed è per loro importante difenderli.

Ti cito un estratto di un articolo di Jacopo Iacoboni, giornalista de “La Stampa”, in merito al parallelo tra il V-Day lanciato nel 2007 da Grillo e Casaleggio e la manifestazione delle sardine a Bologna dello scorso 14 novembre: “La rabbia costruita e le liste di proscrizione da un lato, una mobilitazione sorridente e improvvisata dall’altra. Una raccolta firme partita dalla Casaleggio, contro un flash mob tutto nato su Facebook da quattro ragazzi senza nessuna azienda di dati dietro”. Sei d’accordo con il pensiero di Iacoboni? Io personalmente sì.

Il paragone tra V-Day e sardine a Bologna? Io non credo siano la stessa cosa.

No, infatti anche Iacoboni le differenzia.

Concordo. Le componenti del “vaffa day“, o almeno gli organizzatori e i promotori, a differenza nostra che siamo tutti ragazzi, erano più anziani. Questo è un fattore da non sottovalutare, da esso si evince come noi si sia mossi esclusivamente dal voler tutelare i valori costituzionali. Non c’è altro. La nostra giovinezza ci porta a compiere questi gesti, dettati semplicemente dal buon senso e da un attaccamento a dei valori rappresentati dalla Costituzione.

Cristiano, concedimi una piccola provocazione.

Si.

Nel manifesto su Facebook le sardine si definiscono così: “siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creatività, l’ascolto”. Io, onestamente, leggendo queste parole ho pensato ad un altro manifesto, che recitava così: “Sogno a occhi aperti una società libera, dove non ci sia la paura, dove al posto dell’invidia sociale e dell’odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l’amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita”. Era quello lanciato nel 1994 da un nostro ex premier oltre che ex presidente della mia squadra del cuore. La domanda è la seguente: non ti sembra che il vostro sia un po’ un manifesto da “libro cuore”, che stona rispetto ad un Paese nel quale molto spesso il lavoro manca o se c’è è precario e casa e famiglia solitamente sono un miraggio?

Assolutamente no. Innanzitutto la dichiarazione fatta dall’ex premier, tifosissimo, tra l’altro, della tua squadra, è stata fatta da una persona che comunque aveva delle responsabilità. Rappresentava qualcosa. Noi invece no. Siamo semplicemente ragazzi, persone che scendono in piazza con questo ideale. Ci piace il pensiero di farlo rispettare e di inseguirlo. Tutto qua. Noi non abbiamo responsabilità politiche. Non abbiamo incarichi, non dobbiamo partecipare alle elezioni o condurre campagne elettorali.

Ecco, a tal proposito, un’ultima domanda Cristiano. Rispetto alle vostre “responsabilità”, l’ultima curiosità, inevitabilmente, riguarda il vostro futuro. Santori ha affermato che con la manifestazione del 14 dicembre a Roma verrà sancita la “conclusione della prima fase”. Marco Bersani e Tomaso Montanari, per citare due dei tanti intellettuali che hanno parlato di voi in questi ultimi 15 giorni, vi chiedono di trasformavi presto in salmoni, ovvero, cito l’articolo di Bersani, “pesci capaci di risalire la corrente, nuotando in direzione ostinata e contraria al pensiero unico del mercato, che accomuna tanto il Capitano del Papeete Salvini, quanto le forze politiche che ora governano”. Ecco, che tu sappia, questa mutazione genetica è in corso? In generale, quali sono le vostre prospettive post 14 dicembre?

La mutazione genetica non è assolutamente in corso, diciamo che ci piace pensare “giorno per giorno”. Il nostro obiettivo ora è quello di definirci come un movimento apartitico, che scende in piazza per far rispettare dei valori. Io credo che questa sarà la linea che continueremo a seguire anche dopo il 14 dicembre. Non credo che ci saranno mutazioni come magari è potuto accadere con il Movimento 5 Stelle, tanto per fare un esempio. Credo proprio che continueremo su questa linea, basata sul buon senso e soprattutto sulla spontaneità rispetto ad alcuni valori che dovrebbero essere acquisiti, ma che invece, anche per esponenti che ricoprono cariche istituzionali importantissime, pare non lo siano.

Grazie mille Cristiano per la disponibilità. In bocca al lupo e buona manifestazione!

Grazie a voi.


A cura di Michele Seremia

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Michele Seremia

Michele Seremia

Nato a Fiesole il 25/02/1993, sono iscritto al corso magistrale di Scienze Politiche - Politica, istituzioni e mercato. Fedelmente al mio percorso di studi seguo con sinistro interesse la politica nel suo complesso, con patologica fissazioni per elezioni e campagne elettorali. D'estate mi trasformo in casellante. Autunno, inverno e primavera tifo Milan.
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Michele Seremia

Nato a Fiesole il 25/02/1993, sono iscritto al corso magistrale di Scienze Politiche - Politica, istituzioni e mercato. Fedelmente al mio percorso di studi seguo con sinistro interesse la politica nel suo complesso, con patologica fissazioni per elezioni e campagne elettorali. D'estate mi trasformo in casellante. Autunno, inverno e primavera tifo Milan.
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