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sabato 23 Ottobre 2021
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Il nazismo è ancora vivo ed è in Europa, dice Erdoğan.

Di Simone Bonzano

Nonostante l’intervento sia dell’Unione Europea che della NATO, non si abbassano i toni nel conflitto diplomatico che coinvolge Turchia e Olanda. Già nel fine settimana, la Turchia aveva rotto le relazioni diplomatiche con l’Olanda e chiuso lo spazio aereo ai diplomatici olandesi, bloccando il ritorno dell’ambasciatore olandese attualmente in vacanza. Nella giornata di martedì il governo di Ankara ha annunciato che intende citare in giudizio il governo olandese davanti all’ONU, al Consiglio d’Europa e all’OSCE (l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) con l’accusa di aver violato la Convenzione di Vienna che regola i rapporti diplomatici fra gli stati.

Il caso scoppia l’undici marzo, quando il governo olandese nega l’ingresso nel paese del Ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu e di quello per la Famiglia Fatma Betül Sayan Kaya, i quali dovevano intervenire ad un evento pubblico organizzato dalla comunità turco-olandese  a favore del sì al referendum costituzionale turco del 16 aprile prossimo. Il giorno dopo, il Ministro della Famiglia Sayan Kaya, la quale aveva tentato di rientrare nel paese in automobile, viene accompagnato al confine con la Germania dalle autorità turche: “deportazione” dice il governo di Ankara, “misura concordata con il consolato e l’Unione Europea” per l’Olanda.

Per il governo olandese, la presenza dei due ministri nel paese sarebbe stata cancellata sia per motivi di sicurezza che di politica interna: il paese è negli ultimi giorni di un’agguerrita campagna elettorale dove immigrazione e rapporti fra stato ed Islam sono – per colpa del Partito della Libertà di Geert Wilders – al centro del dibattito e la presenza dei due dignitari turchi sarebbe potuta essere facilmente strumentalizzata dall’estrema destra.

Questo non ha impedito alla Turchia di avviare l’escalation del conflitto. Per Mevlüt Çavuşoğlu, l’Olanda sarebbe “la capitale del fascismo” mentre secondo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan il governo olandese avrebbe agito da “repubblica delle banane” aggiungendo “pensavo che il nazismo fosse finito, ma mi sbagliavo, il nazismo è vivo in occidente“.

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Il referendum sulla riforma della costituzione voluta dal Presidente della Repubblica Recep Tayyip Erdoğan si terrà in Turchia il 16 aprile. La riforma prevede – fra gli altri punti – il trasferimento del potere legislativo del parlamento e quello esecutivo del governo al Presidente e la nomina della maggioranza dei giudici da parte dello stesso riducendo, inoltre, il controllo del Parlamento sugli atti presidenziali. Nel paese è già partita la campagna elettorale e mentre il NO viene bandito in maniera anche tragicomica (il governo ha messo al bando delle brochure contro il fumo perché contenevano la parola “NO” in bella vista), la battaglia politica si sposta in Europa, usata dal Presidente in chiave di politica interna.

In Unione Europea vivono infatti fra i 5 e i 10 milioni di cittadini turchi, fra cui quattro milioni e mezzo in Germania, un milione in Francia e un altro milione diviso fra Olanda e Austria. Si tratta di voti pesanti, soprattutto incerti, lontani dalla propaganda ufficiale del governo, da quei la volontà di Ankara di organizzare i comizi elettorali in quei paesi fra cui, appunto, quelli cancellati di Amburgo e Rotterdam.

Il governo tedesco si era mosso per primo bloccando l’arrivo del Ministro degli Esteri turco ad Amburgo, cosa che ha fatto urlare Erdoğan al “ritorno del Nazismo“. Poi è stata la volta dell’Austria e infine dell’Olanda, dove il caso è deflagrato a causa delle elezioni politiche interne. Non ultima la decisione presa domenica dal governo danese che ha posticipato a data da destinarsi una visita del Primo Ministro turco Binali Yıldırım in Danimarca, una decisione motivata “dagli attacchi turchi all’Olanda”.

Intanto, ad Ankara, Erdoğan – per cui sarebbe immorale” stare dalla parte dell’Olanda come ha fatto l’Europa – sta usando la crisi diplomatica come ennesimo esempio del razzismo anti-islamico ed anti-turco dell’occidente. Il suo scopo è di usare tale argomento contro quei partiti “laici” – i repubblicani del CHP e i democratici-curdi del HDP – che vorrebbero riallineare la Turchia ai partner europei.


Foto di copertina: Proteste di cittadini turco-olandesi davanti al consolato turco a Rotterdam dove doveva tenersi il comizio del Ministro degli Esteri Cavosoglu. Foto di: Chris McGrath/Getty Images News / Getty Images

 

 

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TomorrowNews nasce come “TomorrowTurin” nel 2016, a Torino, dall’idea di Elisa, Pier e Stefano. Col tempo, il blog è cresciuto ed ha espanso i propri confini tanto fisici quanto tematici, passando ad occuparsi non più soltanto di politica internazionale ma di vari altri temi.

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