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mercoledì 8 Dicembre 2021
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“Spuntini” politici: Renzi da Floris, come arriva e come ne esce

Ieri sera a dì Martedì si sarebbe dovuto consumare l’epocale scontro Di MaioRenzi. Come a tutti ormai arcinoto, il candidato premier del M5S ha fatto dietrofront, asserendo che non c’erano più i presupposti per il duello in diretta TV in quanto il segretario del PD, dopo le elezioni siciliane, non avrebbe più avuto la certezza di essere il candidato premier dello schieramento di centro-sinistra.

Renzi si è dunque presentato negli studi di La7 in solitaria, ospite in una delle trasmissioni a lui relativamente più ostili e per un’ora e mezzo è stato il bersaglio prima del solo Floris e poi anche di Giannini (Repubblica), Franco (Corriere) e Sallusti (Il Giornale).

Prima di commentare la puntata di ieri sera e gli spunti offerti dal leader del PD è necessario premettere alcuni aspetti:

1) Di Maio è stato sorprendente quando ha lanciato la sfida a Renzi, non quando l’ha ritirata. Vista la situazione attuale (sondaggi, leadership all’interno del proprio partito…) Di Maio aveva molto da perdere, mentre il suo competitor quasi soltanto da guadagnare. Queste dinamiche le conoscono bene Renzi ed i suoi spin doctor, al punto che anche egli stesso quando era all’apice del consenso si è guardato bene dal presentarsi negli studi televisivi a fianco dei “frontmen” grillini.

2) Appaiono incomprensibili i processi al PD di Renzi per le elezioni in Sicilia, soprattutto da sinistra. Nel 2012 con Bersani segretario la lista PD prese il 13.42% (stavolta 13.02%) e in quella occasione vinse solamente grazie ad un’improbabile alleanza con l’UDC (quando oggi si contesta l’alleanza con Alternativa Popolare) ed alla destra divisa tra Micciché e Musumeci. La lista “Fava” ha preso il 6.15%, nel 2012 la lista “a sinistra” di Crocetta prese il 6.10%.

3) Com’è possibile che una lista a sinistra del PD abbia preso la stessa percentuale di voti sia quando il segretario era il “compagno” Bersani sia quando il leader è Renzi? Da un lato perché forse Bersani era considerato meno “radicale” prima di quanto non lo sia diventato adesso, dall’altro perché evidentemente tanti elettori culturalmente di sinistra preferiscono votare il M5S per non far vincere la destra piuttosto che votare per quello che, in linea teorica, dovrebbe essere il loro candidato naturale.

4) A proposito di voto utile, in Sicilia si è potuto riscontrare che numerosi elettori hanno scelto la lista di Micari indicando poi la preferenza a Cancelleri per la Presidenza della Regione. Questo dovrebbe essere un elemento di riflessione per il segretario Dem, il quale ha sempre considerato il M5S come unico grande nemico, mentre una fetta non indifferente del suo elettorato guarda ancora al Cdx come vero rivale.

Partendo da queste considerazioni, proviamo a comprendere cosa ci lascia di buono e di meno buono il Renzi visto ieri sera:

Renzi ha mantenuto la propria immagine di “uomo del fare”: partendo dalla ritirata di Di Maio, si è riallacciato alle responsabilità che egli ha dovuto affrontare da Presidente del Consiglio, portando come esempio una richiesta di Obama per un supporto di truppe a Mosul. Con questo ed altri esempi ha in primo luogo voluto ribadire la sua esperienza da uomo di governo che, se necessario, è in grado di far fronte a criticità ed emergenze; in secondo luogo ha sottolineato come Di Maio non possa avere le doti per affrontare questo tipo di dinamiche, in quanto già dimostratosi inaffidabile anche soltanto per prendere parte ad un banale duello televisivo.

Altre buone uscite del segretario del PD si sono avute quando il discorso è andato incentrandosi verso i risultati elettorali ottenuti in questi anni: Floris ha ricordato le sconfitte di Roma, Torino, Genova, della regione Sicilia e del referendum del 4 dicembre scorso come di sconfitte pesanti, a fronte delle quali Renzi difficilmente avrebbe potuto esimersi da responsabilità.

Il leader del PD, dopo aver ammesso che quelle elencate dal conduttore erano indubbiamente delle disfatte, ci ha tenuto a ricordare che di tutte le regioni italiane solo 4 sono ad oggi governate dal Cdx e nessuna dal M5S, e che nei sondaggi il partito fondato da Beppe Grillo è stimato più o meno al pari del PD mentre Forza Italia arriva sì e no al 13%.

Cos’è che invece ha convinto di meno?

In primis il fatto che spesso si è rivisto il vecchio Renzi: Quello che sul tema delle banche scarica la colpa sui giornalisti che avrebbero dovuto denunciare intrighi e i giochi di potere, quello che alla domanda sui motivi della sconfitta al referendum risponde “Franco vedo che le piace parlare di temi attuali” o quello che sui temi economici banalizza tutto ai risultati del Jobs act, come se la crescita economica dipendesse esclusivamente da una differente legislazione sui contratti a tempo determinato e indeterminato e non da circostanze congiunturali o macro economiche (quantitative easing, svalutazione dell’euro sul dollaro, ripresa fisiologica in tutta l’eurozona…).

Come spesso accade Renzi ha fatto qualche ammiccamento agli elettori di Forza Italia parlando del taglio delle tasse come di una priorità, anche se poi ha aggiustato maggiormente il tiro verso il csx, sottolineando quanto sia importante prima di tutto agevolare i più poveri e poi dichiarandosi contrario all’idea di introdurre la Flat Tax.

In conclusione, possiamo citare una frase da lui stesso pronunciata: “Quando uno vince ha sempre ragione”. Frase forse opinabile, ma che esprime perfettamente il personaggio che ormai da qualche anno, nel bene o nel male, domina la scena politica italiana. Per questo, per dare un giudizio definitivo, non ci resta che aspettare le prossime elezioni politiche.

A cura di Michele Seremia


Foto di copertina Credit by: European Parliament License: CC BY-NC-ND 2.0

Michele Seremia
Se vi piacciono le leggi e le salsicce non chiedetevi come vengono fatte. Le rivoluzioni non sono mai pranzi di gala. Di notte tutte le mucche sono nere. Sell in may and go away. Vote blue, no matter who. Puoi portare un cavallo all’acqua, ma non puoi costringerlo a bere. No drama, just lama.

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