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sabato 25 Settembre 2021
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Storico Carnevale di Ivrea 2021: intervista a quattro aranceri un anno dopo

Esattamente il 16 febbraio dello scorso anno veniva realizzata l’intervista a quattro protagonisti della Battaglia delle Arance dello Storico Carnevale di Ivrea. 

La data per la pubblicazione di questa nuova intervista non è dunque casuale, e cade inoltre nel giorno in cui quest’anno avrebbe dovuto chiudersi la manifestazione.

Il Carnevale 2020 fortunatamente c’è stato, ma purtroppo è rimasto incompleto. Vista la repentina diffusione del Covid-19, la manifestazione è stata stoppata in corso d’opera. Si è tenuta la serata di apertura del sabato con i fuochi d’artificio, le sfilate, le feste nelle varie piazze di Ivrea e poi la prima domenica di tiro. Tuttavia, l’aria era già strana. Sospesa. Come se su tutti aleggiasse la premonizione, più o meno certa, che quella sarebbe stata l’unica delle tre giornate di Battaglia.

Un piccolo arancere degli Scacchi

Lo stop del Carnevale di Ivrea non è avvenuto senza polemiche, malcontento, tristezza e per molti anche copiose lacrime. Ci sono persone che lavorano tutto l’anno per rendere speciali questi giorni di festa e tradizione. Chiunque vi abbia preso parte almeno una volta avrà provato il medesimo sentimento di sconfitta e sconforto.

Due aranceri Pantera Nera

Per quanto riguarda il 2021, le notizie non sono state certo più rincuoranti. L’attesa e la speranza hanno lasciato rapidamente spazio alla rassegnazione: niente Carnevale di Ivrea. Non accadeva dal 1960, ovvero l’anno in cui la manifestazione non fu celebrata per la morte di Adriano Olivetti.

Per regalare una parvenza di normalità, qualcosa è stato comunque fatto. Il 6 gennaio, come ogni anno, i Pifferi hanno inaugurato il Carnevale. Stavolta non hanno suonato come di consueto per le strade di Ivrea, ma all’interno del teatro cittadino. Rigorosamente senza pubblico.

Come gli anni scorsi invece, dai primi di febbraio le piazze e le vie delle squadre sono state addobbate a festa.

Una novità ha riguardato un’iniziativa promossa da tutte le squadre, finalizzata alla creazione di una simbolica toppa ricamata uguale per tutti. L’iniziativa è parte del progetto “Carnevale passione e speranza”, un fondo gestito da Fondazione di Comunità del Canavese. Il ricavato ottenuto dalla vendita delle toppe sarà devoluto in beneficenza.

La toppa solidale del Carnevale 2021

Coinvolgente ed emozionante anche l’iniziativa della Fondazione dello Storico Carnevale d’Ivrea, che ha deciso di lanciare l’#uncarnevalediricordi per dare a tutti un messaggio importante, ovvero che il Carnevale non si ferma! L’idea è stata quella di coinvolgere tutti coloro che il Carnevale di Ivrea lo amano e lo festeggiano, ridando vita ai ricordi e alle testimonianze degli anni passati.

Dal 6 gennaio i post corredati dall’# sono stati selezionati e ripostati, creando così una vera e propria eredità di preziosi ricordi. L’iniziativa andrà avanti fino alla fine del mese di febbraio.

L’intervista a quattro

Lo spirito incarnato dalla frase Alè turna Carlevè sarà aleggiato davvero tra i suoi protagonisti?

Andiamo a scoprirlo con le testimonianze di tre dei quattro aranceri intervistati lo scorso anno, con una piccola aggiunta: la mia testimonianza personale.

Ascoltare dal vivo gli entusiasmanti racconti riguardanti questo Carnevale, arrivando quasi a percepirne l’atmosfera, è stata un’esperienza molto coinvolgente. Così tanto da farmi finalmente prendere la decisione di divenire parte di tutto ciò, diventando anche io un’arancera d’Ivrea. Squadra scelta: Mercenari.

Cos’hai provato quando domenica 23 febbraio 2020 è stata ufficializzata la sospensione del Carnevale?

Nico: Io purtroppo non avrei potuto partecipare tutti i giorni come gli altri anni a causa del lavoro, ma solo il sabato e la domenica. Quindi diciamo che il “mio Carnevale” me lo sono comunque vissuto. In ogni caso mi è dispiaciuto tanto. Sia per lo svolgimento della manifestazione in sé, sia per tutti gli altri.

Nico, Mercenario

Bardunz: Io in realtà l’ho scoperto all’ultima piazza, perché sul carro non arrivavano notizie. Ce l’hanno riferito prima di entrare in Borghetto dai Tuchini – dove mi hanno letteralmente massacrata – e nessuno ci credeva. “Figurati se fermano il Carnevale d’Ivrea, domani c’è la rivoluzione se succede”. E invece il Carnevale si è fermato. Incredibile.

Ale: Vista la grande partecipazione del tiro della domenica, ho pensato furbescamente di godermi i bar eporediesi e di tirare il lunedì. Beh, diciamo che mi sono solo goduto i bar. Cos’ho provato? Onestamente amo il Carnevale, ma non ne ho fatto una “malattia”. Mi sono consolato ordinando un altro Gin Tonic.

Martinelli: Ho appreso con tristezza la notizia. Ancora non avevamo capito la gravità della situazione sanitaria, per questo ci è sembrato ingiusto e sleale. Come se ci avessero tolto qualcosa. Per me poi era il primo anno, avevo appena preso confidenza con il tiro aggressivo sotto carro. Inoltre, avevo da poco conosciuto un nuovo e sincero amico con cui condividere la cassetta di arance. Se stai leggendo…Ciao Zack!

Ti ritrovi in questa modalità del #uncarnevalediricordi? Hai postato qualche foto per partecipare? Hai acquistato la toppa solidale?

Nico: Penso che sia davvero una bella iniziativa per omaggiare il Carnevale, anche se indubbiamente non si può dire che sia un modo per viverlo a tutti gli effetti. Io però non ho postato nulla perché non sono molto social, ma guardo volentieri la pagina. In questo modo rivivo il Carnevale e la Battaglia anche attraverso gli occhi degli altri. Per quanto riguarda la toppa, certamente sì. Non potevo non averla.

Bardunz: La toppa l’ho acquistata subito e ho postato una foto per l’iniziativa. Anche se naturalmente non ha nulla a che fare con quello che è il solito spirito del Carnevale. Tuttavia, è stato comunque un bel modo per sentirsi parte di qualcosa. Della squadra.

I cavalieri del Lago: Matti, Magni e Bardunz

Ale: Credo che sia una buona iniziativa. Personalmente però, oltre al fatto che non uso molto i social, ho preferito godermi i ricordi osservando gli addobbi mentre passeggiavo per le vie d’Ivrea. La toppa è stata acquistata senza dubbiamente!

Martinelli: Ho partecipato all’iniziativa lanciata pubblicando due foto e sono stata felicissima quando, all’alba di Giobia’n bot, ho visto che avevano scelto di ripostare anche le mie. Mi è piaciuto giorno per giorno andare a “spiare” i ricordi degli altri che hanno costruito un vero e proprio collage. Certamente ho comprato la toppa solidale delle squadre da esibire sulla mia neonata divisa, e la farò cucire prestissimo.

Avresti mai creduto che anche il 2021 sarebbe stato un altro anno senza Carnevale?

Nico: Quando è stato annullato pensavo, come credo tutti, che la situazione si sarebbe risolta e che saremmo potuti tornare alla normalità. Si fantasticava di sagre e feste estive per rifarci di quei giorni perduti.  Ma già questa estate avevo purtroppo intuito che non si sarebbe avverato quanto speravamo a Febbraio. Quando hanno dato la notizia non mi sono stupito più di tanto, anche se è stato comunque triste.

Bardunz: Fino all’ultimo abbiamo sperato che si sarebbe risolto tutto per il meglio, ma era come se sapessimo che si trattava di una speranza vana. Quando abbiamo appreso la notizia ufficiale già ce lo aspettavamo, purtroppo.

Ale: Sorseggiando un altro Gin Tonic ho pensato: “mala tempora currunt”.

Ale (e il famoso Gin Tonic), Tuchino

Martinelli: Come tutti ho sperato tanto che si potesse tenere l’edizione 2021, soprattutto perché per me sarebbe stato il primo vero Carnevale vissuto in tutto e per tutto. Non vedevo l’ora. Ma le notizie a fine estate non erano buone e purtroppo, per quanto ci potessimo sperare, era prevedibile.

Cosa ti è mancato di più di tutto questo?

Nico: Sicuramente il Vin brulè dei Mercenari…No scherzo dai, tutta l’atmosfera, le emozioni ed in particolare il “vivere il momento” che si crea tutte le volte. Anche se ogni anno si ripetono momenti simili a quelli degli anni precedenti, hai comunque la consapevolezza che porterai sempre qualcosa di nuovo a casa. Sapere che quest’anno non è stato possibile, è una sensazione strana.

Bardunz: Il vino, i bombardini, gli amici, la condivisione, le risate, soprattutto le risate. Anche se avevi male dappertutto, avevi freddo e volevi solo andare a casa, ma restavi comunque fino all’ultimo. Ah, mi è mancata anche la stretta di mano che ti da l’avversario da sopra o da sotto, quando sei stato così bravo nel tirare da fargli male.

Ale: Quest’anno ho conosciuto una persona molto importante, la mia morosa che abita a Monza. Lei non ha mai partecipato al Carnevale e mi sarebbe piaciuto tantissimo poterlo vivere con lei e condividere tutto ciò che ogni anno lo rende magico.

Martinelli: Mi sono mancate tanto la spensieratezza, l’energia e la connessione che si vengono a creare tra le persone. Una sensazione che non si può descrivere a parole, ma che bisogna vivere. Qualcosa che non puoi toccare, ma c’è, è lì! Comunque, per la cronaca, il Vin brulè dei Mercenari è mancato molto anche a me!

Martinelli, Mercenaria

Con la viva speranza che nel 2022 ci saranno nuovi racconti, nuove testimonianze e nuovi ricordi…Arvedze a Giobia n’bot!


Martina Bastianelli, in arte Martinelli

 

Martina Bastianelli
Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....

1 commento

  1. Un amicizia nata da una cassetta di arance, spero di trascorrere il prossimo carnevale ancora con te, bellissimo articolo rappresenta il nostro carnevale 🙂

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