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venerdì 21 Gennaio 2022
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The Mandalorian, un piccolo grande gioiello della saga Star Wars

Volete farvi un bel regalo? Guardate The Mandalorian, un piccolo grande gioiello di casa Disney. Se state immaginando un polpettone stile ultimi film sulla saga dei jedi vi sbagliate, siamo decisamente su altri livelli.

Un ritorno alle origini

The Mandalorian riporta la saga di Star Wars dove dovrebbe stare, in quell’orizzonte fantastico di epica moderna costruito dai primi film. Si respira la stessa atmosfera che ci ha accompagnato quando eravamo bambini, quando i film li chiamavamo ancora “guerre stellari”, e ci trasportavano meravigliosamente in un universo parallelo fatto di avventura. Quando l’intreccio narrativo basato sui personaggi e sulla fotografia bastava a fare il film, con la genialità e la semplicità della trama basata su quella strana famiglia che tanto ci ha appassionato.

Certo, anche effetti speciali e colonna sonora facevano la loro parte, come la fanno nella nuova serie uscita nelle prime due stagioni. Tuttavia, quello che contraddistingue questa serie dagli ultimi film (certo non carenti in effetti speciali) è proprio il ritorno alle origini. In un certo senso alla semplicità.

La trama è lineare, ma mai banale. Il protagonista è un cacciatore di taglie mandaloriano, uno degli ultimi di un popolo massacrato dall’impero, e costretto a vivere ai confini della galassia. Il suo compito è riportare una strana creatura al suo mondo tra mille difficoltà. L’ambientazione è immediatamente successiva alla caduta dell’impero.

L’espediente cronologico e la semplicità della trama permettono di fare delle scelte di successo sul resto della costruzione della serie, impagabile sotto molti punti di vista.

La cura dei personaggi è senz’altro uno di questi punti. Non solo il protagonista della serie, ma anche le figure minori sono caratterizzate proprio come nei vecchi film. Le strane lingue parlate, i colori, le razze, i caratteri, i costumi con i respiratori, riportano in quella dimensione di piacevole caos della galassia come una volta. Si respira l’aria del vecchio spazioporto nell’orlo esterno, come ai bei vecchi tempi di Han Solo.

L’attenzione dedicata alla fotografia e all’ambientazione passa da molti piacevoli dettagli. Animali, mondi, e paesaggi si susseguono creando una diversità non forzata e ben costruita. Sono ripresi alcuni elementi classici come il deserto di Tatooine, i sabbipodi con le loro strane cavalcature, gli speeder rattoppati e l’immancabile tramonto sulla terra rossa del pianeta.

Ma c’è anche del nuovo. Un gusto western molto particolare dato dalla figura enigmatica del mandaloriano. Per certi versi il protagonista ricorda Clint Eastwood negli spaghetti western, il cavaliere solitario dall’espressione enigmatica che è lesto all’uso della pistola ma compassionevole (a modo suo) con i deboli. Un duro in terra di frontiera, ma uno dei buoni. Insomma, c’è del romanticismo .

Torna l’elemento della forza che tuttavia non è invasivo, ed è affiancato in modo intrigante da un’altra novità. Un codice d’onore del protagonista che non ci fa rimpiangere il caro vecchio “che la forza sia con te”, sostituito magistralmente. Certo dopo le scene di Skywalker sudato fradicio su un sasso a ingannare tutta la banda di citrulli super equipaggiati di peggio non si poteva fare. Ma c’è di più.

Ci sono anche i cavalieri jedi, ma sono ospiti discreti. Insomma, non si sono fatte quelle pecionate degli ultimi film in cui è tutta un’accozzaglia di personaggi riesumati dalla naftalina. Un fritto misto alla rotonda di pesce scongelato che ha fatto storcere il naso agli appassionati. Rogue One escluso, Ça va sans dire.

Ci sono gli stormtrupeer e c’è l’impero. Anche qui si nota la differenza con gli ultimi film in cui il Primo ordine è in sostanza una manica di babbei con le tutine anni Settanta, con l’ennesima base inespugnabile che poi salta per aria con un petardo. Della serie “Hey stavolta non abbiamo lasciato punti deboli nella nostra super base vero?” e cinque minuti dopo una gran botta che il capodanno cinese in confronto è nulla. Tutti saltati per aria. Forse dopo le prime due esplosioni era il caso di cambiare progettista.

Divertenti le gag fra i personaggi, elemento di novità rispetto alla saga originale, ma d’altronde è pur sempre la Disney. Qualche elemento per venire incontro al pubblico più giovane dovevano mettercelo per forza. Non male anche il personaggio di “baby Yoda”, molto apprezzato dal pubblico internazionale.

La colonna sonora fa il suo dovere, gli effetti speciali sono ben curati. È il caso di dire che è proprio la somma che fa il totale. Tante piccole attenzioni che rendono le due stagioni di The Mandalorian un piccolo grande gioiello.

Verso la terza stagione

Cosa arriverà con la terza stagione è un’incognita. Infatti, le prime due stagioni della serie sembrano costituire una narrativa che si esaurisce con l’ultima puntata della seconda stagione. Staremo a vedere.

Sembra che dalla serie sarà escluso il personaggio interpretato da Gina Carano, bellezza spaziale che interpreta (bene assaje) uno dei ruoli principali della serie. Un ex soldato d’assalto della ribellione. La causa dell’esclusione è il malcontento popolare scaturito da un post dell’attrice pro Trump, che a quanto pare le è costato il posto data l’attenta indignazione della guardia benpensante.

Il post incriminante è indubbiamente un esercizio dialettico che poteva non essere espresso senza perdite per il genere umano, ma cosa c’entrerà con l’espulsione dal cast va chiesto ai soliti noti. Forse per punizione potevano metterla nei ranghi dell’impero e dirle “così impari”. E invece no. Pazienza.

Speriamo vivamente che la terza stagione riesca a mantenere l’equilibrio raggiunto tra effetto nostalgia e vento di novità. Elemento di maggior successo di una serie che sicuramente merita di essere guardata.

 


A cura di Corso Pecchioli

Corso Pecchioli
Sono nato a Firenze nel 1993. In ritardo per vivere l'età dell'oro dei tamarri, i gloriosi anni '90, troppo presto per essere abbastanza social. Pessimista di professione, critico a tempo pieno, impiego il tempo libero tra lettura, pesca, cinema, boxe, ukulele, motocicletta e campeggio. In ordine sparso e con risultati variabili.

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