11.8 C
Roma
mercoledì 8 Dicembre 2021
- Advertisement -

Uomini single in chat durante la pandemia: gay ed etero a confronto

Da un decennio ormai, o forse più, si è affermato un nuovo modo di fare conoscenze: quello tramite le app e le chat di incontri. Amicizie, relazioni occasionali, storie d’amore… Questa nuova frontiera dell’interazione umana non ha per l’appunto frontiere.

Se nel mondo omosessuale la chat rappresentarono da subito un valido strumento per mettersi in contatto diretto con “propri simili”, tra gli eterosessuali – che, in quanto maggioranza, hanno com’è noto meno problemi a fare conoscenze fortuite e occasionali nella vita di tutti i giorni – le app di dating tardarono a prendere piede.

Oggi, invece, molti etero fanno uso delle chat di incontri. E molti portali ormai noti, come Tinder o Badoo, hanno specifiche sezioni distinte dedicate l’una agli eterosessuali e l’altra agli omosessuali. Di entrambi i generi, ovviamente. Così, per i gay è nota l’app Grindr ma lo sono anche altre come Hornet e Bender. Per le lesbiche abbiamo Spicy, Zoe o chat Lesbo.

Ma come hanno vissuto l’avvento della pandemia i fruitori delle chat di incontri? In particolare gli uomini, sia etero che gay.

Mosso da questa curiosità, ho deciso di intervistare quattro ragazzi single che, almeno fino a prima della pandemia, facevano uso di dating app. Due ragazzi eterosessuali, Elia ed Enzo, e due ragazzi gay, Giulio e Gianni.

Descrivici qual era il tuo rapporto con le chat di incontri prima della pandemia. Ne facevi uso o hai iniziato negli ultimi mesi?

ELIA: Ne facevo e ne faccio uso tutt’ora; di app di questo tipo ce ne sono tante. Non ho mai pagato per i loro servizi premium quindi non sfrutto appieno le potenzialità, ma va bene così.

ENZO: Anche io ne facevo già uso da un paio di anni. Ho continuato a usare l’app più o meno ugualmente in termini di accessi.

GIULIO: Ne facevo uso anche prima. Ho alternato periodi in cui le ho disinstallate a periodi in cui le ho usate.

GIANNI: Prima della pandemia usavo Grindr e negli ultimi mesi ne facevo un uso piuttosto saltuario.

Se ne facevi uso, qual era lo scopo? Parlare con qualcuno, conoscersi meglio al fine di incontrarsi per relazioni brevi o cercare l’anima gemella?

ELIA: Penso che sia soprattutto la voglia di leggerezza, di trovare qualcuno con cui divertirsi (ma non esclusivamente sessualmente parlando) e con cui passare del tempo in maniera piacevole. Sfortunatamente questo è estremamente difficile perché, fino all’ultimo, non sai mai quello che ti capita né capisci perché l’altra persona stia uscendo con te. Magari cerca di riprendersi da una brutta situazione oppure vuole racimolare qualche follower su instagram… In ogni caso dipende da quello che vuoi in quel momento.

ENZO: Fondamentalmente le usavo per relazioni brevi. Era il punto di partenza, non escludevo altro ma ho sempre avuto un po’ di pregiudizio nei confronti delle relazioni nate da app. Un po’ infantile e difficile da spiegare, ma per me Tinder è sempre stata una piattaforma per incontri più o meno occasionali. Per cose più durature ho sempre sperato in incontri di persona. Mi ha comunque dato l’opportunità di conoscere persone con cui ho instaurato un rapporto più profondo.

GIULIO: Lo scopo non lo so neanche io. Un po’ il piacere di piacere, un po’ parlare con altre persone e fare qualche conoscenza. Non mi sono mai aspettato granché tuttavia, sicuramente mai mi sono aspettato di trovare l’anima gemella, anche perché trovare quella è difficilissimo in generale, figuriamoci su un’app di incontri…

GIANNI: Diciamo che dopo anni di utilizzo altalenante di certe app non avevo uno scopo ben determinato. Idealmente mi sarebbe piaciuto conoscere qualcuno per poi incontrarsi dal vivo, conoscersi meglio e vedere se da ciò poteva nascere una relazione duratura. Ma ero aperto anche ad eventuali amicizie o incontri che potevano portare anche solo al sesso.

com’è cambiato il tuo approccio all’utilizzo delle chat di incontri con l’inizio della pandemia? Non le hai più aperte o addirittura disinstallate, oppure hai continuato ad utilizzarle? In che modo?

ELIA: Nel periodo della pandemia ho disistallato le app ed ho ripreso contatti con i vecchi match.

ENZO: Ho continuato a utilizzarle. Tra la prima e la seconda ondata ho avuto anche appuntamenti, ma durante le ondate le utilizzo con un atteggiamento meno orientato verso incontri dal vivo. Più per noia o per fare due chiacchiere, per distrarsi dalla condizione di lockdown.

GIULIO: Le ho utilizzate meno, onestamente, ma soprattutto mi è capitato magari di evitare di scrivermi con persone lontane ma non troppo (50 km ad esempio) proprio per la difficoltà di vedersi.

GIANNI: All’inizio della pandemia ho disinstallato Grindr. Non potendo incontrare nessuno sentivo che per me non aveva senso continuare ad utilizzarla, non ero interessato al sexting né a conoscere ragazzi che non sapevo quando avrei potuto vedere per una chiacchierata dal vivo.

Durante tutti questi mesi di pandemia hai conosciuto qualcuno in particolare in chat? Sono nate delle “relazioni” virtuali, a distanza?

ELIA: Nate proprio delle relazioni, direi di no. Ho stretto legami ma per ora rimangono a distanza e non mi coinvolgono nella vita di tutti i giorni.

ENZO: Ho conosciuto persone, ma niente relazioni. Neanche a distanza.

GIULIO: Qualche chiacchierata, qualche follow su Instagram reciproco, dal vivo mi sono incontrato solo una volta.

GIANNI: No, niente di tutto ciò. Ho reinstallato la app durante l’estate, ho parlato con qualche ragazzo ma non ho conosciuto nessuno in particolare. L’ho cancellata di nuovo in seguito alla nuova ondata e alle nuove restrizioni.

Sempre durante i mesi di pandemia, ti è invece capitato di incontrarti di persona con qualcuno conosciuto in chat? È stata un’esperienza diversa dal solito? Avevate timore per la circolazione del virus?

ELIA: Proprio durante la pendemia, no. Dopo il primo lockdown sono uscito con una ragazza conosciuta in chat ma non abbiamo parlato del virus, ci è sembrato giusto girare con la mascherina. È stata comunque una bella serata!

ENZO: Nei momenti di bassa circolazione del virus, gli appuntamenti erano come pre pandemia. Durante la prima ondata non ho avuto appuntamenti, anche perché eravamo in lockdown. All’inizio della seconda ondata ho avuto un appuntamento ma è stato una chiacchierata a due metri di distanza. Una bella uscita, certamente particolare e se fossero stati altri tempi forse sarebbe andata avanti in modo più “usuale”. Purtroppo però in questi momenti di alta circolazione del virus ho un po’ paura di contagiarmi o contagiare. Mi sembra comunque che anche dall’altra parte ci siano gli stessi timori e ho ripreso a usare Tinder per noia o parlare un po’. Se poi qualche chat andrà avanti fino a diventare un vero appuntamento, tanto meglio, ma per il momento va bene così.

GIULIO: L’unico approccio serio che ho avuto in questi mesi di pandemia è stato con un ragazzo non conosciuto tramite app. L’unica volta che ho invece incontrato un ragazzo grazie all’app è stato un incontro normalissimo, semmai caratterizzato dal fatto che è stato difficile andare da qualche parte a mettersi a sedere date le restrizioni. Ma non c’era paura reciproca o almeno non mi è sembrato.

GIANNI: Ho incontrato un ragazzo, ad Agosto, con cui ci eravamo scritti qualche mese prima della pandemia ma non ci eravamo mai visti di persona. Ad Agosto eravamo abbastanza liberi, ma abbiamo evitato di entrare in locali al chiuso e ci siamo seduti ai tavolini all’aperto. Per il resto è stata un’esperienza piuttosto normale, non troppo influenzata dalla pandemia.
Ringrazio di cuore per la loro disponibilità Elia, Enzo, Giulio e Gianni. Che ovviamente non si chiamano Elia, Enzo, Giulio e Gianni…

A cura di Samuele Nannoni

Samuele Nannoni
Sono nato nel 1993 a Firenze, dove vivo tutt'ora. Appassionato di viaggi, lingue e politica, mi sono laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì - Università di Bologna. Fino all'avvento del covid, ho lavorato del campo dell'organizzazione eventi. Qui su TomorrowNews mi occupo soprattutto di politica, democrazia e interviste. Dal 2018 sono il coordinatore di ODERAL - Organizzazione per la Democrazia Rappresentativa Aleatoria (www.oderal.org); l'unica organizzazione italiana dedicata allo studio e alla promozione del sorteggio come pratica democratica per la composizione di organi collegiali deliberativi. Dal 2020 sono anche tesoriere dell'associazione PoliticiPerCaso (www.politicipercaso.it), che mira a introdurre le Assemblee dei Cittadini estratti a sorte in Italia con una legge di iniziativa popolare.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisement -
- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -