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domenica 1 Novembre 2020
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Vasco Modena Park-il film: la recensione del concerto/evento dell’anno

Per celebrare il concerto dei record, al quale sono accorsi 220mila spettatori paganti (per un totale di 225.173 biglietti emessi), segnando il record di biglietti venduti per un singolo concerto, Vasco torna in alcune sale d’Italia, con una pellicola volta a raccontare l’avventura dello spettacolo tenuto a Modena Park.
Distribuito in anteprima nazionale venerdì primo dicembre, il film è approdato in alcuni cinema d’Italia da lunedì 4 a giovedì 7, per tornare in sala con le ultime proiezioni lunedì 11 dicembre. La pellicola, che ha fatto registrare anche dei sold out, ha ottenuto un incasso totale di oltre 687.435 Euro, per un totale di oltre 50mila spettatori. Il film, che si dispiega in 157 minuti, oltre a riproporre con un’elevatissima qualità lo spettacolo del concerto in versione non integrale, è arricchito da alcune dichiarazioni del rocker di Zocca, girate ad hoc per l’occasione. Una cavalcata coinvolgente, grazie alla sapiente regia che ha saputo documentare al meglio quanto riproposto; peccato però per il finale del film, che non rende pienamente giustizia a chi, come me, ha visto il concerto al cinema dopo essere stato a Modena Park lo scorso primo luglio.
 
Vediamo insieme il racconto cinematografico di quello che è stato il 781° concerto in carriera del cantante.
 
Le riprese cominciano immortalando l’attesa dei fan prima del concerto: il Parco “Enzo Ferrari” (ribattezzato “Modena Park” dallo stesso Vasco per l’occasione) è invaso da gente proveniente da tutta Italia; persino le inquadrature dall’alto (effettuate attraverso l’utilizzo di molteplici droni) non riescono sempre a catturare tutti i presenti. Vasco arriva in elicottero e quando sale sul palco è da solo: nessun componente della sua band, è solo lui a prendersi il calore e le urla di tutto il suo pubblico. Pochi istanti e la festa comincia con un suo marchio di fabbrica, quella canzone che, a detta dello stesso cantante, ha segnato una svolta nella sua carriera, facendolo passare da cantautore a provoca(u)tore: è Colpa D’Alfredo a mandare in delirio i fan, mentre il palco comincia a riempirsi di tutti i componenti della band. Finita la canzone (una delle migliori per interpretazione e coinvolgimento fra quelle che verranno proposte nel film), arriva il momento di Alibi, per un’inizio di concerto che proietta la platea alle origini della carriera di Vasco. Prima della terza canzone, ecco il primo break dal racconto del concerto: è Vasco che, con immagini inedite e la sua voce fuori campo, propone alcune riflessioni circa la scrittura delle sue canzoni, i motivi più intimi che lo spingono a farlo, la forza delle parole che è travolgente quando è unita alla potenza della musica; e ancora, il suo rapporto con i fan, le considerazioni su una vita vissuta intensamente, la preparazione e la realizzazione del concerto dei record.
Questi sono i temi che riprenderà anche negli altri due break, uno a metà del film, l’altro prima della conclusione. Si torna a Modena, ed è il momento di Blasco Rossi, preceduta da un caloroso saluto del cantante alla folla; interpretando questa canzone, Vasco non rinuncia a una strisciante critica al senatore Carlo Giovanardi, reo di aver chiesto, prima del concerto, un’elevata attenzione nei controlli verso chi avrebbe preso parte all’evento, suscitando così una reazione ironica e graffiante del cantante. L’entusiasmo è alle stelle, e il concerto comincia ad entrare prepotentemente nel vivo. E’ il turno di uno dei più grandi successi degli anni ’80, Bollicine, prima di proseguire con uno dei momenti più toccanti del film: un piccolo accenno di Jenny, Silvia e La Nostra Relazione, introducono ad una performance straordinaria di Anima Fragile; tutte quante eseguite con il tastierista e cantante, oltreché amico, Gaetano Curreri (già collaboratore di Vasco, è il leader del gruppo degli Stadio, di cui è anche il principale compositore), che dona splendidi e dolci note ad una notte fortemente sintonizzata su frequenze rock.
Il concerto prosegue con Una splendida giornata, Ieri ho sgozzato mio figlio, prima del primo medley che vede proporre in chiave decisamente rock Delusa, T’immagini, Mi piaci perché, Gioca con me, Stasera!, Sono ancora in coma e Rock n’ roll show: la band asseconda magistralmente ogni parola di ogni canzone, le inquadrature si concentrano principalmente su Vasco e sulla folla in delirio, senza tralasciare alcune riprese dall’alto che rendono ancora più suggestiva la splendida cornice di Modena Park. Il concerto prosegue con Ultimo Domicilio Conosciuto (titolo ripreso da un vecchio film di L. Ventura e M. Jobert), una delle canzoni meno commercialmente diffuse fra quelle eseguite, che è di fatto un omaggio alle emittenti radiofoniche private di un tempo, universo nel quale lo stesso Vasco fu per un certo periodo immerso e che viene ripercorso attraverso le parole del testo: la canzone è eseguita insieme a Maurizio Solieri, storico chitarrista della band, arrivato al divorzio dal gruppo in seguito ad una rottura con Vasco. Il brano è eseguito con tonalità particolarmente graffianti, grazie anche alla splendida chitarra dell’ospite.
E’ adesso il momento del secondo break, con la voce di Vasco fuori campo che amplia le proprie considerazioni accarezzate dopo le prime due canzoni iniziali del concerto; in quest’ultimo si ritorna dolcemente con Come nelle favole, seguita da tre grandi classici: Vivere, Rewind e Liberi Liberi. A questo punto, arriva il momento più intrigante del film: Vasco, con la sua band e la partecipazione del terzo e ultimo invitato al concerto, Andrea Braido (altro storico ex chitarrista di Vasco), danno vita ad un secondo medley acustico, introdotto dalla bellissima interpretazione di Ed il tempo crea eroi, a cui seguiranno delle vere perle della carriera di Vasco, reinterpretate esclusivamente in chiave acustica, con un effetto dolcemente dirompente: Una canzone per te, L’una per te, Ridere di te, Va bene, va bene così regalano una pausa dagli effetti rock che fanno da padroni al concerto, rendendo l’atmosfera incantevole. A questo punto Andrea Braido abbandona la scena, e la pellicola prosegue con Senza Parole, Stupendo, Gli Spari Sopra, Sballi ravvicinati del terzo tipo, C’è chi dice no Un mondo migliore, prima del terzo e ultimo break del film dalla narrazione del concerto. Quando le immagini tornano al parco di Modena, ecco che Vasco canta I Soliti, la canzone meno ben interpretata dello spettacolo, a causa di alcune imprecisioni del cantante che macchiano l’interpretazione. Una volta finita, la scelta della regia è quella di tagliare alcune canzoni dalla scaletta del concerto di Modena Park (per ragioni di durata del film), che sono trasversalmente ascoltate da più generazioni dei fan di Vasco, come Sally, Siamo solo noi (con la presentazione della band a cura di Diego Spagnoli), Vita Spericolata e Canzone (con tanto di dedicata all’amico ex chitarrista Massimo Riva): il risultato è che da I Soliti si salta subito ad Albachiara (ultima canzone del concerto), per un finale che risulta sicuramente maltrattato; chi non era a Modena Park e ha visto il concerto soltanto dalle sale, si è visto infatti privare di una parte sicuramente entusiasmante dell’evento che meritava di essere inclusa nel suo racconto.
Albachiara (eseguita con tutti e tre gli ospiti sul palco) chiude quindi il concerto dell’anno, le oltre 220mila persone presenti uniscono la loro voce in un’unico e potente saluto, mentre sullo sfondo scorrono i titoli dei successi ottenuti dallo stesso cantante in quarant’anni di carriera: sul finire della canzone, una pregevole organizzazione di giochi pirotecnici creano una cornice perfetta per la chiusura del concerto, mentre Vasco abbandona il palco, affidando la chiusura alla sua band.
Il film offre altri 10 minuti di spettacolo, dove viene mostrato l’allestimento dell’immenso palco (130 metri di larghezza,  oltre 1500 metri quadri di schermi in movimento), e una clip inedita tutta incentrata sulla figura di Vasco, con Un gran bel film a fare da colonna sonora.
 
Un film che gioca soprattutto fra la performance di Vasco e la platea, attraverso una regia magistrale, all’elevatissima definizione delle riprese e alla massima attenzione alla resa del suono; il materiale è stato filmato da 27 telecamere (kin 4-5-6-k puntate fra palco e pubblico), che ha impiegato un team di regia composto da oltre 100 professionisti, per uno spiegamento di forze secondo solo alle registrazioni del “Live in Paris” degli U2 (2015). Peccato davvero per il taglio di alcune delle canzone più famose, che riescono a generare un’appartenenza transgenerazionale e che sicuramente meritavano di essere riproposte all’interno del film; resta comunque un film consigliato da vedere, almeno per tutti gli ammiratori di Vasco. 
 
Nel giorno della sua anteprima nazionale (Venerdì primo Dicembre), la pellicola ha incassato 160mila Euro, posizionandosi sul podio al secondo posto, dietro ad Assassinio sul’Orient Express di Kenneth Branagh (360mila Euro di incassi), davanti invece al terzo capitolo della trilogia Smetto Quando Voglio – ad Honorem di Sydney Sibilia (terzo con un incasso pari a 120mila Euro). La regia di “Vasco Modena Park” è stata curata da Giuseppe Domingo Romano, in arte Pepsy Romanoff; è stato prodotto da Giamaica (società di Vasco) con la collaborazione di Except, ed è stato invece distribuito nei cinema da Stardust, in collaborazione con Universal Music.
Il concerto, che non è stato riprodotto integralmente nel film, sarà invece proposto nella sua versione completa all’interno del doppio DVD e dei tre CD che sono usciti Venerdì 8 Dicembre. 
A cura di Sacha Tellini
 

 
La formazione della band in occasione del concerto:
 
Vasco Rossi – voce 
Stef Burns – chitarra elettrica
Claudio Golinelli – basso elettrico
Andrea Innesto – sassofono, cori
Matt Laug – batteria
Clara Moroni – cori
Frank Nemola – tromba, tastiere
Vince Pastano – chitarra
Alberto Rocchetti – tastiere
Diego Spagnoli – presentatore della band
Ospiti:
Andrea Braido – chitarra
Gaetano Curreri – pianoforte
Maurizio Solieri – chitarra

Link:

Repubblica.it

Rockol

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Immagine di copertina: image-c2fotogallery30803590image-6B9B_5974EF8D.jpg. Credit by: http://www.hosting.universalsite.org. Licenza: CC BY2.0

Sacha Tellini
Sacha Tellini
Nato il 12 Febbario 1991 a Bagno a Ripoli (FI), ho alle spalle una formazione nel mondo della comunicazione: prima ho conseguito la laurea in Comunicazione, Media e Giornalismo presso la facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, poi ho concluso un Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi, presso la facoltà di Lettere e Filosofia, sempre a Firenze. Amante della semplicità e animato da un forte spirito di condivisione, mi piace andare alla ricerca di novità che portino curiosità all'interno della mia vita.

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