Pittore di una ricchezza straordinaria e conduttore di uno dei salotti culturali italiani più ambiti di fine ‘800, Vittorio Corcos è stato un raffinatissimo artista, la cui tecnica ha beneficiato dell’incontro e della conoscenza approfondita con alcuni dei più importanti pittori e uomini di cultura del suo tempo. Un denominatore comune tra quest’ultimi è senz’altro ascrivibile all’aver vissuto a cavallo tra due secoli particolarmente ricchi di novità e rivoluzioni, soprattutto nell’ambito artistico.

Chi era Vittorio Corcos?

Classe 1859, Vittorio Corcos nacque da una famiglia di origini ebraiche a Livorno. La sua passione per la pittura si manifestò sin da giovane, potendo frequentare l’Accademia di Belle Arti di Firenze e venendo così a contatto con la pittura macchiaiola. Altre due tappe prima del ritorno definitivo in terre toscane, fondamentali per lo sviluppo di una personale tecnica pittorica, furono dapprima Napoli e poi Parigi. La prima ebbe la durata di un solo anno, ma fu estremamente formativa e fu appunto qui che Corcos ebbe la possibilità di confrontarsi con il pittore natio del luogo, Domenico Morelli, grande assertore dell’uso della verità in pittura.

Il pit stop parigino, intrapreso all’età di vent’anni, fu invece più duraturo (1880-1886). Anch’esso fu assai importante per l’artista, dal momento che proprio nella capitale francese, grazie alla conoscenza ed alla frequentazione assidua con il pittore Giuseppe De Nittis, Corcos riuscì a farsi notare dal mercante Goupil per le sue abilità ritrattistiche. Sotto il titolo di Maison Goupil dal 1829 erano rappresentati a livello internazionale diversi pittori, tanto che dagli anni ’70 anche molti artisti italiani vi avevano preso parte, trovando così fortuna nell’universo artistico francese e non solo. Dopo il rientro in Italia assieme alla neomoglie Emma Rotigliano, soprannominata da Pascoli “la gentile ignota”, il pittore diede vita ad uno dei salotti più interessanti dell’epoca: luogo dove fare e promuovere cultura, ma anche ove venivano raccolti e studiati i tratti ed i dettagli di uomini e donne di fine secolo. Erano proprio questi i volti che sarebbero poi diventati protagonisti delle opere che resero immortale il pittore, venuto a mancare a Firenze nel 1933.

Alcuni celebri sguardi di Vittorio Corcos visibili in mostra

La mostra torinese

Se si volesse conoscere più da vicino questo pittore straordinario, un’occasione imperdibile è la mostra che fino al 16 febbraio 2020 sarà visitabile presso la Fondazione Accorsi Ometto di Torino, ovvero “Vittorio Corcos. L’avventura dello sguardo”. Sono proprio le suggestive sale storiche di questo antico palazzo torinese a fare da sfondo all’intensissima rassegna di opere targate Corcos. Quest’ultime sono state accuratamente scelte e suddivise da Carlo Sisi all’interno di sette sezioni che si percorrono con trepidante attesa, ma al contempo con la calma tipica di chi non vuole divorare troppo in fretta qualcosa di prezioso. All’interno del percorso è possibile confrontarsi con le numerose peculiarità e abilità tecniche del pittore, ma quello che rimane di più, dopo un’attenta osservazione dei suoi capolavori, è senza ombra di dubbio la sua grande abilità nel restituirci la figura umana.

Paolina Clelia Silvia Bondi, 1909

Benché sia un maestro indiscusso della ritrattistica femminile, ha comunque regalato al pubblico anche importanti ritratti raffiguranti personaggi maschili, quali Pietro Mascagni e l’ormai anziano Silvestro Lega. Al contempo, compaiono in mostra anche paesaggi di pregevole maestria. Ciò detto, è innegabile che proprio nei ritratti femminili e “femminini” il pittore ci regali il meglio di sè. I paesaggi e gli sfondi su cui troneggiano queste figure sono come abbozzi e arrivano sino a scomparire di fronte alla meraviglia dei dettagli delle vesti e degli accessori di una donna. A quest’ultimi il pittore prestava molta attenzione, anche al fine di connotare la provenienza sociale del soggetto. Tutto viene reso con una grande precisione ed un sapiente uso del colore, quasi cangiante se si cambia il punto d’osservazione. Le tinte pastello e gli incarnati “morbidi” ed eleganti danno l’idea di una perfezione eterea, messa subito in dubbio da ciò che viene comunicato con gli occhi.

Nel momento in cui lo sguardo dell’osservatore incrocia quello del soggetto tutto attorno si annulla. Si tratta di sguardi capaci di bucare la tela e di trasmettere una sensualità palpabile. Le figure femminili di Corcos seducono e si conquistano la scena anche senza il bisogno di un briciolo di pelle in mostra.

Lina Cavalieri, 1903

Alcune delle bellezze ritratte raffigurano donne note all’epoca per essere state vere e proprie femme fatale, letteralmente venerate per la loro bellezza. Tra queste spunta il prezioso ed elegante ritratto di Lina Cavalieri, soprano e attrice cinematografica, nota a tutti per la sua bellezza magnetica. Grazie a questa aveva meritato epiteti quali “donna più bella del mondo” e proprio Gabriele D’Annunzio la definiva “massima testimonianza di Venere in terra” . Ma non hanno nulla da invidiare a questa i penetranti sguardi di donne più “anonime”, come la protagonista del dipinto Sogni o la meravigliosa figura in bianco che troneggia tra due uomini de In lettura sul Mare.

   Dettaglio da In lettura sul Mare, 1910

I dipinti conservati all’interno di questa mostra sono opere d’arte all’interno delle quali ci si può letteralmente perdere, il che rende quest’occasione di conoscenza ravvicinata con il pittore ancora più straordinaria. Tutte le opere in mostra costituiscono un’indubbia testimonianza del fatto che Corcos non sapesse cogliere esclusivamente una bellezza esteriore, ma anche i diversi sentimenti e pensieri che aleggiavano nel cuore e nella mente di una persona, comunicati attraverso lo sguardo.

Fondazione Accorsi-Ometto

Per chi ancora non la conoscesse, è opportuno fare un accenno sulla Fondazione Accorsi-Ometto, l’ente che attualmente ospita la mostra in questione. La fondazione non si presta solamente ad essere contenitore museale, ma è nota anche e soprattutto per essere la sede del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, al cui interno è custodita una collezione di oltre 3 mila oggetti di arredo settecenteschi. Questa pregiata raccolta fu istituita per volere di Pietro Accorsi e realizzata grazie all’operato di Giulio Ometto, scomparso lo scorso giugno.

Il 3 dicembre 2019 è stata organizzata una giornata per festeggiare i vent’anni della fondazione, omaggiando il pubblico con un originale programma espositivo, anche volto a dare luce al Cavalier Ometto. Questa ricca collezione rende il museo non solo una perla ed un pilastro per il mondo culturale torinese, ma anche una delle più importanti raccolte d’arte applicata di tutta Europa. Ecco perché merita di essere vista e assaporata in concomitanza della mostra.

Per ulteriori informazioni sulla mostra, visitare il sito della Fondazione.


A cura di Martina Bastianelli

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Martina Bastianelli

Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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Martina Bastianelli

Nasco a Torino nel 1987. Sono laureata magistrale in Metodologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e ho conseguito il diploma da Tecnico Collaboratore Restauratore. Sono in tutto e per tutto un'amante ed una servitrice dell'arte e del bello, sin da quando all'età di otto anni, costrinsi la mia famiglia a passare sei ore dentro il Louvre. Ho abbandonato la mia torinesità- ma mai del tutto- negli ultimi dieci anni della mia vita muovendomi lungo il Nord- Italia e non solo- per motivi di studio e lavoro, ma principalmente perché sono una romantica e ho sempre seguito il motto “va dove ti porta il cuore”. Gli esiti di queste peregrinazioni sono stati piuttosto variopinti e mai scontati, ma ciò di cui ho la certezza è che ne è sempre valsa la pena, perché ho potuto vivere esperienze tra le più belle. Attualmente vivo a Cigliano in provincia di Vercelli dopo svariate tappe, tra le quali Genova, Copenhagen, Cremona e Milano. Al momento non posso definire con una singola etichetta la mia figura lavorativa, perché mi occupo di tantissime e svariate attività, alcune nel mio specifico settore, altre totalmente estranee a quest'ultimo. Collaboro da un po' di tempo con il Castello di Masino, bene FAI, presso cui svolgo diverse mansioni, lavoro talvolta per una galleria d'arte e faccio la manutenzione delle opere in occasione di mostre. Allo stesso tempo lavoro anche per un'agenzia di eventi, collaboro talvolta con una casa d'aste e, ciliegina sulla torta, sono anche impiegata nella gestione dell'attività agricola di famiglia. Ma nonostante questa grande varietà di attività, non smetto mai di stare a contatto con il mondo della cultura: amo oltremodo l'arte, conservarla e divulgarla, inoltre amo la musica e la sua virale diffusione quale ulteriore forma d'arte e... last but not least amo oltremodo scrivere. Perciò, dopo altre due esperienze nel mondo delle testate web- WhyNot Mag e Onda Musicale- eccomi pronta a parlarvi di arte in tutte le sue forme e smaniosa di farvi apprezzare più da vicino la magia di questo mondo. Se è vero che come diceva Dostoevskij ” l'arte salverà il mondo!”.....
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